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martedì 23 Aprile 2024
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    Investitore fai da te? No competenze? Ahi ahi ahi ahi…

    Prima di operare in modo autonomo è opportuno almeno conoscere bene alcuni concetti basilari

    Probabilmente servono un po’ di capelli bianchi per ricordare questo simpatico volto televisivo di qualche anno fa, ma il comportamento dei piccoli risparmiatori degli ultimi mesi mi ha sbloccato il ricordo del mitico spot degli anni ’80 di un noto operatore turistico.

    Cosa è successo?

    Il rialzo dei rendimenti delle obbligazioni, dovuto all’intervento della Banca Centrale Europea per far fronte alla fiammata inflazionistica, in alcuni ha risvegliato sopite aspirazioni da investitore FAI DA TE le quali, ultimamente, erano state messe un po’ da parte date le condizioni di mercato non favorevoli degli ultimi anni.

    La conseguenza immediata è stata che in molti si sono precipitati a comprare debito di ogni genere, in primis titoli di stato, gli “insostituibili” BOT e BTP, ma anche obbligazioni corporate in generale, nonostante il nostro Paese sia arrivato ad un rapporto Debito/Pil enorme (vedi figura sotto, nel 2023 quasi al 144% e con in arrivo tutto il superbonus da mettere a bilancio nei prossimi anni) e stia già vedendo un aumento dei tassi di fallimento delle imprese (default).

    Sprezzanti del pericolo sì ma… con moderazione!

    Spesso in maniera autonoma (ma a volte, purtroppo, anche no!), ammaliati da nomi altisonanti e pieni di orgoglio e con l’inserimento magari di qualche bonus finale che, come si dice, “non guasta mai”, molti italiani hanno fatto incetta di obbligazioni con, mediamente, scadenza di 4 anni.

    Infatti, escluso i BOT che hanno (o quantomeno dovrebbero avere) un’altra funzione, le scadenze prevalentemente acquistate sono state da 3 a 5 anni. Puntare sull’Italia per più di 5 anni probabilmente risulta essere troppo rischioso anche per i più patriottici.

    Da sottolineare ancora una volta che questo, come si evince dalla figura sotto che riguarda l’Europa, è sostanzialmente un fenomeno esclusivo del nostro Paese… e dei Giapponesi. Ma loro sono anche quelli che hanno inventato i kamikaze!

    Battute a parte…

    In barba ai più elementari principi di diversificazione e valutazione rischio emittente, tutto ciò è servito per accaparrarsi rendimenti che nella migliore delle ipotesi oscillano tra il 3% e il 3,5% lordi.

    Gli inglesi usano l’espressione “raccogliere monetine di fronte ad uno schiacciasassi” che rende bene l’idea del tipo di alcune operazioni.

    Giusto per un confronto, e per far capire che quando il mercato “tira” sono diversi gli strumenti che portano dei risultati, riporto il grafico di un banalissimo S&P 500 che mentre ci stavamo “ingozzando” di BTP intorno al 3% ha reso più del 24%… in quanti lo avevano in portafoglio?

    Tutto normale

    Tuttavia, il Fai DA TE è perfettamente normale quando si parla di comportamento umano; succede in tantissimi altri casi.

    Si comprende il funzionamento di 2-3 concetti basici, a volte si fanno dei piccoli tentativi iniziali che possono avere anche un esito positivo (in finanza, è stato dimostrato, è al 91% per condizioni esterne e non per capacità innate) e il gioco è fatto… siamo tutti allenatori di calcio, gastronauti o immunologhi.

    A questo fenomeno comportamentale la scienza ha dato il nome di “effetto Dunning Kruger”, dal nome dei due psicologi che per primi lo hanno descritto accuratamente. La figura qui sotto spiega molto bene il funzionamento e come si evince, ahimè, i problemi vengono fuori col tempo.

    La finanza rimane tra gli ambienti principi dell’applicazione dell’effetto: dai mutui agli investimenti, arrivando alle criptovalute, è diffusa l’idea che si può tranquillamente fare da soli. Prima di operare in modo autonomo sarebbe opportuno invece almeno conoscere bene i concetti basilari di rischio, volatilità ed orizzonte temporale e la loro interconnessione.

    Ma sarebbe sufficiente?

    Ciononostante, non basterebbe; quando il mercato cresce tutti conoscono il rischio, sopportano le oscillazioni e mantengono gli orizzonti temporali… i problemi arrivano quando scende! Purtroppo, la conoscenza non è sufficiente se non si fa un’esperienza di un bel po’ di anni sui mercati per capire come emotivamente reagiamo in determinate situazioni e come invece ci si dovrebbe comportare.

    Sì, perché come diceva Benjamin Graham, il padre del value investing, “Come si comportano i tuoi investimenti è molto meno importante di come ti comporti tu”.

    Averlo saputo…

    Questo diabolico meccanismo del nostro comportamento purtroppo non ci viene insegnato e bene o male, magari in ambiti diversi, tutti inconsapevolmente lo abbiamo subito. Ricordo bene quando a fine 2003, da giovanotto, mi “divertivo” con i miniFib (future sull’indice italiano) e pensavo già a quale isola comprare… poi arrivò il 2007!

    Non ci sono dubbi: gli investimenti finanziari generano rendimenti. Ma dopo essermi sbucciato più volte le ginocchia e dopo una ventina di anni di studio continuo, oggi posso dire:

    CREDETEMI, GENTE, È COMPLICATO


    Biografia e contatti

    Umberto Bagnoli è un Consulente Finanziario iscritto all’albo OCF matricola n. 460860.

    Oltre alla professione, da anni promuove l’educazione e la cultura finanziaria delle persone attraverso eventi sul territorio. Oggi scrive anche su investireconmetodo.it e sulle omonime pagine Facebook e Linkedin.

    📨 Mail: umberto@investireconmetodo.it

    📞 Telefono: 0554788111

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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