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martedì 5 Marzo 2024
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    La lezione del mercato: investire non è né scienza né estro

    Prevedere... l'imprevedibilità. Solo un metodo strutturato può produrre dei risultati positivi in maniera sistematica

    Il primo gennaio nell’immaginario di molti di noi rappresenta una sorta di cambio di paradigma.

    Allo scoccare della mezzanotte sembra che in qualche modo finisca un capitolo e si sia girato pagina per iniziarne uno nuovo… o almeno ci piace pensarlo visto che sappiamo che raramente è così!

    Anche in finanza spesso si accarezza l’idea che l’inizio dell’anno sia un momento di volta pagina o quantomeno, almeno psicologicamente, di discontinuità con quello passato. Soprattutto però coincide con il periodo in cui ogni investitore viene più o meno raggiunto e pungolato da una serie di previsioni più o meno positive, o più o meno catastrofiche, per l’anno che verrà.

    Case d’investimento, economisti, guru della finanza su Instagram o TikToker che siano, ognuno racconta la sua verità e tenta di prevedere ciò che i mercati faranno nei 12 mesi successivi.

    In molti su queste previsioni si costruiscono un’idea di probabile scenario futuro e, magari puntando il dito sul relatore che ha scritto meglio o l’ha raccontata in modo più empatico, compiono le loro scelte di investimento.

    Qui di seguito un esempio tra le migliaia disponibili.

    Sfortunatamente però… non funziona così. Il mercato è un “ragazzo difficile” e fa un po’ a modo suo fregandosene di modellini econometrici, curve logaritmiche e funzioni matematiche.

    Il 2023 giusto appunto potrebbe rappresentare, per chi vuole, un’ottima opportunità per comprendere, quantomeno, quello che non è conveniente fare.

    Facciamo un gioco

    Immaginiamo che la notte del 01.01.2023, in preda alla digestione di cotechino, lenticchie, purè e uva, un nostro antenato ci appaia in sogno e ci racconti che:

    – la guerra in Ucraina andrà avanti per tutto l’anno

    – ne scoppierà addirittura un’altra in Medio Oriente

    – alcune banche americane di media dimensione falliranno

    – anche Credit Suisse fallirà

    – l’inflazione rimarrà alta per buona parte dell’anno

    All’indomani, svegliandoci pensierosi, consultiamo rapidamente qualche previsione di mercato e anche se non si trova traccia della possibilità di tali eventi, lo scenario che viene dipinto non è per niente roseo ma invece pieno di incertezze.

    Decidiamo quindi di fare la cosa che più pare sensata: disinvestiamo i nostri risparmi e ci mettiamo tranquilli in attesa che “passi ‘a nuttata”.

    Settimana dopo settimana tutto trova conferma e col passare dei mesi i vari eventi vanno a compimento.

    Grati al nostro antenato, verso fine anno decidiamo quindi di iniziare a dare un’occhiata ai mercati per capire quando poter iniziare a reinvestire ma… qualcosa non torna, i mercati hanno fatto altro.

    La slide qui sopra illustra come nel 2023 la reazione dei mercati a questi eventi sia stata diametralmente opposta a quanto ci si sarebbe aspettato.

    Quasi tutte le varie tipologie di investimento (asset class) sono cresciute con addirittura alcuni mercati azionari che hanno fatto registrare una delle loro migliori performance storiche.

    Cosa possiamo imparare

    Purtroppo (o per fortuna) i mercati rimangono imprevedibili. Senza contare che alcuni eventi non sono proprio neanche lontanamente immaginabili, cercare di prevedere (o forse meglio indovinare?) l’andamento futuro è una strategia che negli anni si è dimostrata poco producente se non deleteria.

    Evidenze accademiche e studi mondiali confermano che neanche le menti più brillanti, preparate e dotate di tutti i mezzi possibili immaginabili riescono ad ottenere risultati soddisfacenti, soprattutto in maniera ripetibile nel tempo. Se non ci riescono loro non vedo come possiamo farlo noi.

    Che rimane da fare

    L’anno appena trascorso è l’emblema della non prevedibilità degli investimenti ed è anche un ottimo esempio per comprendere che risulta quindi molto più perspicace e costruttivo adottare approcci d’investimento che tengano presente questa imprevedibilità e non la combattano.

    “So di non sapere” ripeteva Socrate 2.400 anni fa; è questo l’assunto su cui si basa una strategia efficace, affidabile e resiliente. Si evita di effettuare previsioni se non in maniera definita in anticipo e circoscritta in una determinata area d’intervento.

    Una strategia semplice la quale però non è per niente facile da mettere in pratica senza determinate competenze; emotivamente, portarla avanti negli anni, ancora meno.

    Warren Buffet spesso ripete una sua massima: “Non serve predire la pioggia, occorre saper costruire l’Arca”.


    Biografia e contatti

    Umberto Bagnoli è un Consulente Finanziario iscritto all’albo OCF matricola n. 460860.

    Oltre alla professione, da anni promuove l’educazione e la cultura finanziaria delle persone attraverso eventi sul territorio. Oggi scrive anche su investireconmetodo.it e sulle omonime pagine Facebook e Linkedin.

    📨 Mail: umberto@investireconmetodo.it

    📞 Telefono: 0554788111

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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