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venerdì 14 Giugno 2024
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    Fai buon viaggio Massimiliano: con la tua risata fragorosa, la tua delicatezza, la tua umanità

    L'editoriale del direttore del Gazzettino del Chianti: "In queste poche righe, e chiedo scusa ai lettori per l'utilizzo "personale" del giornale, vi parlerò di un amico..."

    Sono state settimane tristi, profondamente cupe a San Casciano. Culminate stamani, nella prima mattinata, con la notizia della morte dell’ex sindaco Massimiliano Pescini.

    Noi del Gazzettino del Chianti siamo, purtroppo, costretti a uno spiacevole obbligo: quando diamo brutte notizie, le diamo su persone che nella stragrande maggioranza dei casi conosciamo direttamente. O conosciamo chi le conosce.

    Fare questo mestiere immersi nel territorio che raccontiamo, del resto, vuol dire anche questo.

    Ma nel caso specifico i tasti del computer sembrano ancora più pesanti di altre volte. Quasi di piombo. 

    Perché qui, in queste poche righe, e chiedo scusa ai lettori per l’utilizzo “personale” del giornale, vi parlerò di un amico.

    Giusto ieri ero con la mia famiglia a cena a San Donato in Poggio. Una semplice pizza, in un luogo a noi carissimo: lì, esattamente 16 anni fa, ci sposammo. In Palazzo Malaspina.

    E dall’altro lato del tavolo, a celebrare, c’era proprio lui, Massimiliano. Ancora non era sindaco, era l’ultimo anno da assessore prima delle elezioni del 2009.

    Gli avevo chiesto, vista l’amicizia, di venire “in trasferta”, nel comune di Tavarnelle. Lui acconsentì con piacere. Eravamo più giovani, io già senza capelli, lui con quel ciuffo, poi perso nel tempo, che però per anni lo ha caratterizzato.

    Ci siamo conosciuti nei primi anni Duemila. In un rapporto che non ha mai mischiato, per il rispetto che ognuno ha sempre avuto dell’altro, lavoro e amicizia.

    L’ultimo saluto a Massimiliano Pescini: camera ardente da domani a Mercatale, funerali lunedì a San Casciano

    Certo, ci sono state anche (inevitabilmente) situazioni tese. Certo, su molte cose non l’abbiamo pensata allo stesso modo. Ma ognuno ha sempre percorso in totale autonomia la propria strada, giornalistica dal mio lato, politica e istituzionale dal suo.

    E il dolore dei tanti, tantissimi che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, è anche (e soprattutto) il dolore di chi ha potuto toccarne con mano l’umanità.

    Di Massimiliano ricorderò la risata. Fragorosa e contagiosa. Che arrivava talvolta fino alle lacrime.

    Di Massimiliano ricorderò una certa goffaggine leggera, in particolare a tavola. Raramente gli ho visto finire un pasto senza essersi in qualche modo macchiato con qualcosa.

    Anche perché, mentre mangiava, c’era da ragionare. E magari anche da un po’ da gesticolare.

    Di Massimiliano ricorderò la foto che ci scattarono per la prima edizione del Carnevale Medievale Sancascianese: io e lui e, dietro, Efisio (i sancascianesi sanno di cosa parlo) immortalato mentre caccia un urlo dei suoi.

    Di Massimiliano ricorderò la chiacchierate interminabili (ma penso che non sarò l’unico a farlo), spesso fino a notte fonda, in cui una parentesi apriva l’altra e si andava avanti a oltranza.

    Di Massimiliano ricorderò la delicatezza. L’arrivare alla presentazione di ogni libro avendolo letto in tutte le sue pagine. Nel rispetto profondo nei confronti delle persone che è stata una delle sue cifre distintive.

    Di Massimiliano ricorderò che le poche volte nelle quali si è messo la tenuta da portiere, in partite di calcetto, diciamo così, istituzionali, confermava che con il pallone ci sapeva fare il giusto.

    Di Massimiliano ricorderò quello che dice da sempre un suo collega sindaco chiantigiano: “E’ il migliore di tutti”.

    Di Massimiliano ricorderò tante cose. E tante altre mi verranno in mente. 

    E’ diventato sindaco a 35 anni. Dopo che 5 anni prima aveva detto no alla candidatura (non mancando di far sollevare qualche sopracciglio all’interno del suo partito) perché non si sentiva ancora pronto. In un atto di profonda responsabilità e onestà.

    Del resto aveva un sacro rispetto per le istituzioni. Del resto è stato un grande sindaco.

    Che ha unito cultura e passione, doti politiche e doti umane, capacità personali e spirito di apprendimento, fermezza e apertura: i sancascianesi, per primi, lo sanno.

    E’ stato, soprattutto, un amico. Fai buon viaggio. Massi.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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