spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
mercoledì 28 Settembre 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    La storia di Carla e Maria Angela Buzzoni e di un piccolo “gioiello” a Valiano

    BAGNO A RIPOLI – Onore e merito a quei cittadini attenti e volenterosi che osservano, si prendono cura e tramandano i piccoli gioielli del nostro territorio.

     

    Questo è il caso specifico delle sorelle Carla e Maria Angela Buzzoni, le quali hanno adottato un angolo incantevole delle nostre colline. Con il loro interesse hanno salvato dall’oblio e forse dalla scomparsa il piccolo Oratorio della SS. Concezione in Valiano, annesso all’omonima villa, che risale al XIV secolo, un tempo di proprietà della nobile famiglia fiorentina dei Frescobaldi.

     

    Carla e Maria Angela, che abitano entrambe in questa incantevole strada bianca, bordata di antichi cipressi e argentei uliveti, si sono innamorate di questo luogo e hanno cercato negli anni di studiarlo con amore e di farne conoscere la bellezza, rendendosi disponibili a chiunque voglia visitarlo.

     

    L’Oratorio, che si trova a pochi metri dalla chiesa di San Martino a Strada, è ancora proprietà dei Frescobaldi, i quali da anni che non se ne occupano più. I Marchesi hanno deciso di lasciare le chiavi dell’oratorio in custodia a Carla, che abita a pochi passi da lì, e che lo tiene aperto e lo fa vivere appena se ne presenta l’occasione.

     

    "Io abito qui in una porzione delle case annesse alla villa – ci racconta Carla – dal 1987 e fin da subito mi sono interessata a questo piccolo oratorio. Il merito maggiore va senz’altro a don Piero Sabatini, ex parroco di San Martino a Strada, che ne ha voluto il restauro e ha fatto in modo con i suoi parrocchiani di raccogliere i soldi per realizzarlo".

     

    "In più – prosegue – durante lo studio per i restauri, che sono stati eseguiti da Francesco e Sabino Giovannoni e da Lucia Fagioli, è emerso che l’affresco con la Madonna è attribuito a Matteo Rosselli, pittore fiorentino attivo nella prima metà del ‘600".

     

    Si tratta di un vero piccolo tesoro collocato su una strada minore, di cui queste campagne sono cosparse, ma che non tutti conoscono. Questo è il senso che bisogna dare alle nostre piccole grandi ricchezze. Essere curiosi di conoscere ogni angolo nascosto del nostro territorio, per farlo rivivere e non lasciare che si distrugga, come troppo spesso succede.

     

    "Questa località – continua Maria Angela – era detta il Gherardino, perché tutta questa zona era proprietà della potente famiglia dei Gherardini, che possedevano tra le altre cose anche il Castello di Montauto a Grassina. I primi sicuri proprietari della villa furono i Da Radda, provenienti dal Castello di Radda in Chianti. Dal 1796 la villa diventa proprietà degli Albizzi, e da loro passò nel 1877 ai Frescobaldi come bene dotale. L’Oratorio nel 1796 faceva parte del patrimonio ecclesiastico di San Pier Maggiore a Firenze".

     

    "La cappellina – spiegano le sorelle Buzzoni – è interessante soprattutto per questo affresco che rappresenta Maria. La simbologia rimanda all’iconografia dell’Immacolata Concezione, che pur divenuto dogma solo nel 1854, era venerata dalla devozione popolare da molti secoli, specialmente nell’epoca della Controriforma, quando venne dipinto l’affresco. C’è però un particolare insolito, la Madonna è visibilmente incinta e richiama l’Apocalisse di Giovanni".

     

    "Per molti anni – concludono – la Cappella è rimasta chiusa, pur rimanendo consacrata, perché la chiave del portone era andata perduta. Solo recentemente si è potuta riaprirla e restituirla alla devozione popolare".

     

    Per informazioni e per visitare l’Oratorio: Carla Buzzoni cellulare 347-9350234.

    di Cecilia Barbieri

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...