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martedì 27 Luglio 2021
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    Podere Biliotto, tensione alle stelle. La proprietà: “Procederemo secondo legge verso chi dice il falso”

    Annunciato il 16 un presidio di protesta. L'azienda: "Su di noi affermazioni false e gravi. Con l'obbietivo di condizionare e influenzare in modo illecito istituzioni ed amministratori pubblici locali"

    BAGNO A RIPOLI – Ormai è salita alta, altissima, la tensione attorno al Podere Biliotto, nella zona di Vicchio Rimaggio. In modo probabilmente irrecuperabile sotto tanti punti di vista, tanto da prevedere ormai una deriva nelle aule di giustizia.

    L’ultimo tassello è stata l’organizzazione, da parte di alcune associazioni del territorio, di un corteo di protesta per mercoledì 16 aprile. Preceduto da un “Appello” diffuso in rete.

    “Apprendiamo con preoccupazione che il Podere Biliotto, posto nelle vicinanze di Vicchio di Rimaggio, di proprietà della Compturist s.r.l., rischia di essere oggetto di interventi di elevato impatto ambientale e paesaggistico da parte della società Comptourist”.

    E’ questa la premessa di una “chiamata alle armi” da parte di alcune associazioni territoriali, che la stessa Comptourist smonta pezzo per pezzo, con un documento molto duro. Durissimo.

    Firmato da Simone Montini, responsabile di Comptourist, confuta punto per punto quanto affermato dai promotori dell’iniziativa (fra queste il Comitato per Vicchio e dintorni, che avrebbe redatto l’appello, e Legambiente Bagno a Ripoli, che lo sostiene).

    “È stato diffuso – si legge nella nota di Comptourist – un documento anonimo (in realtà, come detto, la firma è di questo Comitato per Vicchio e Dintorni, n.d.r.) intitolato “Appello per la salvaguardia del Podere Biliotto”, il quale contiene notizie false ed affermazioni particolarmente gravi sul nostro conto ed attività ed il cui unico obiettivo è quello condizionare e influenzare in modo del tutto illecito istituzioni ed amministratori pubblici locali”.

    “Hanno chiuso 24 ettari del loro territorio – si legge nell’appello alla mobilitazione del 16 giugno – con pali di legno e rete metallica, con il pretesto dell’allevamento di pecore e dell’installazione di una coltura di viti, cosicché: la viabilità storica è completamente inaccessibile sia agli escursionisti che ai ciclisti; gli animali selvatici, non avendo più gli spazi e pascoli abituali, si riversano sulle campagne circostanti e , cosa molto pericolosa per tutti, sulle strade”.

    E ancora, “il perimetro recintato sarà destinato ad allargarsi; la persistente richiesta da parte di Compturist s.r.l., di voler realizzare un campeggio, o “glamping”, è in contrasto con ciò che il sindaco Casini, nell’incontro del 30 marzo scorso, ha fermamente negato di autorizzare; la ristrutturazione e trasformazione delle case coloniche esistenti in strutture ricettive di tipo agrituristico porterà maggior traffico, inquinamento e pericolosità sulle due strade possibili di accesso: via Villamagna – “Ulivelli” e via Vicchio e Paterno, entrambe già con una viabilità difficoltosa”.

    Infine si evidenziano (secondo chi scrive l’Appello) “la realizzazione di una piscina e un biolago, o di due piscine”, che “comporteranno consistenti sbancamenti di terra, sconvolgimento del territorio, zanzare e emissioni maleodoranti; l’approvvigionamento idrico, con la perforazione di nuovi pozzi, potrebbe provocare la deviazione delle vene d’acqua”.

    Affermazioni che Montini, nella nota ufficiale di Comptourist, smentisce in modo categorico e deciso. Annunciando già di aver dato corso alle vie legali: “Scrivo per ristabilire la verità e per evitare a cittadini in buonafede, che abbiano sentito e finanche creduto vere notizie false, di incorrere errore e quindi in responsabilità ove se ne rendano essi stessi portatori, giacché la nostra società ha deciso di procedere secondo legge e in tutte le sedi contro i responsabili di tali condotte oggettivamente diffamatorie, calunniatorie e di grave danno economico”.

    “Si legge nello scritto anonimo – entra nel dettaglio Montini -che avremmo reso “completamente inaccessibile la viabilità storica a escursionisti e ciclisti”: l’affermazione è totalmente falsa. La recinzione realizzata a protezione dell’attività agricola e di allevamento non solo è del tutto legittima, in quanto ha ad oggetto un terreno di proprietà privata, ma ha anche cura a che ogni strada o sentiero già esistente siano pienamente accessibili da chiunque e ciò mediante la predisposizione di cancelletti aperti (la circostanza è ben chiarita sia dai cartelli posti sui medesimi cancelli, sia dalle informazioni contenute nel sito internet della Fattoria, oltre che ovviamente verificabile in loco)”.

    “Si precisa inoltre – specifica – che gli attuali cancelli sono provvisori ed è in corso la loro sostituzione con cancellini più agevoli da aprire e richiudere”.

    “Si legge poi – prosegue Montini – che la nostra società intende realizzare un biolago: anche questa affermazione è falsa; così come è falsa l’affermazione che si sia richiesto di costruire un camping, o peggio, un glamping”.

    “Anche solo la parola – rimarca – confligge totalmente con il progetto che consiste nel recuperare le antiche coltivazioni tradizionali del Podere Biliotto, gli ulivi, i vigneti antichi caduti in disuso, le pecore, i cavallini di selva”.

    “Ripristinando un territorio – rivendica ancora – ed un’azienda agricola che da cinquant’anni versava nella più assoluta trascuratezza, realizzando anche un’attività agrituristica di alto profilo e bassa intensità ricettizia, il cui unico scopo è quello di sostenere l’attività agricola e di recupero, mantenere il territorio nel migliore stato e far conoscere le tradizioni e unicità della zona, il tutto con ricadute positive per l’intera comunità locale”. 

    “Confermiamo peraltro – mette in evidenza – che la nostra società non richiederà né di più né di meno di ciò che non sia nel proprio diritto di agricoltore richiedere”.

    Le pecore nane di razza D’Ouessant che Podere Biliotto ha inserito nella sua azienda, “prestate” anche al Comune come “tosaerba naturale” delle aiuole

    “L’attività del Podere Biliotto – si legge ancora – è, dunque, completamente diversa da quella tratteggiata nel documento anonimo, in questo “Appello”, il quale non esita falsamente a definirla “un pericolo”. Se “un pericolo” è recuperare e mantenere il territorio, le sue tradizioni e la sua biodiversità, ignorata e negata da decenni di incuria, nella direzione della sostenibilità e della biodiversità ivi compresa quella rappresentata dal passaggio di escursionisti, cercatori di erbe, ciclisti, il tutto nel pieno rispetto della legge e dell’interesse anche della collettività allora, siamo fieri di essere “pericolosi””.

    “Noi questo stiamo facendo – sono ancora parole del responsabile di Comptourist – e lo facciamo con i fatti, investimenti, idee, fatica. Con una seria attività agricola che mantiene l’oliveta ed il bosco, sistema le strade poderali ed i fossi per la regimazione delle acque, come nella tradizione contadina. Questa è la cura per la fragilità del territorio”.

    “Come possiamo giustificare agli agricoltori professionali delle nostre aziende agricole – domanda – compreso il Podere Biliotto, giovani di età media inferiore ai 25 anni, che si stanno impegnando nell’attività agricola spendendo il loro futuro e le loro energie, portando innovazione e recupero delle tradizioni e del territorio, che questa loro attività è secondaria rispetto a chi agisce semplicemente perché infastidito dalla presenza di un trattore, di un gruppo di pecore, dall’abbaiare di un cane? Perché di questo si tratta”.

    “Siamo seriamente offesi – rincara – e calunniati dal grave travisamento della verità contenuto in questo “Appello” e dalla manifesta scorrettezza dei suoi ideatori e redattori. Cogliamo l’occasione, invece, per ringraziare i tanti amici del territorio, che si stanno registrando sempre più numerosi  sul nostro sito e quelle scolaresche di Bagno a Ripoli, che hanno voluto testimoniare per iscritto e con il proprio libero accesso al podere che la verità dei fatti è opposta a quella riportata nell’”Appello””.

    “Invitando tutti – conclude Montini – anche coloro che hanno eventualmente creduto, in buona fede, alle false notizie, a venire a trovarci per constatare, con mano e visita, le caratteristiche  della nostra attività agricola verde e sostenibile. Per chi vuole il sito www.poderebiliotto.it contiene il regolamento del podere, che riporta solo regole di buon senso e conferma che l’ingresso è libero e gratuito per tutti; l’unico requisito richiesto è l’amicizia ed il rispetto per il territorio”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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