L’assessore allo sviluppo economico: “Le feste non possono essere viste come forma di concorrenza sleale”

TAVARNELLE – E' l'estate delle polemiche fra pubblici esercizi e sagre a Tavarnelle, e il vicesindaco Davide Venturini, che ha le deleghe allo sviluppo economico, chiarisce la posizione dell'amministrazione comunale.

 

“Ci sono tre punti – esordisce Venturini – che vorremo chiarire e condividere in merito al rapporto tra sagre, associazioni, attività produttive e Comune. Sono convinto che le feste paesane rappresentino la migliore espressione di una comunità che ama stare insieme, che dimostra di avere a cuore il proprio territorio e prova, con le proprie idee, le proprie energie, le risorse del volontariato, a promuovere e a rilanciare le potenzialità di Tavarnelle attingendo a quel pozzo inesauribile che è il patrimonio delle tradizioni locali".

 

"La sagra – prosegue – nella sua più evidente accezione chiantigiana, è una forma di intrattenimento nata dalla spontaneità dei cittadini e propone nella maggior parte dei casi un programma di eventi a misura di famiglia, apprezzato anche dai visitatori italiani e stranieri. Le nostre tradizioni, proposte e rilanciate a tavola come nell’ambito di percorsi culturali e naturalistici, diventano di fatto un brand che ha necessità di costante di essere “rilanciato” per rimanere al passo con i tempi e attrarre”.

 

Insomma, secondo il vicesindaco, "un punto di forza equilibrato, ecosostenibile, rispettoso delle normative, in armonia con la vocazione en plein air del nostro territorio. Le associazioni altresì, rappresentano una ricchezza unica e sono il “motore” che eroga un’alta percentuale di servizi alla persona nella nostra comunità. Motivano l’azione di volontariato e hanno necessità anch’esse di recuperare risorse affinché i servizi di cui oggi tutti beneficiamo possano essere mantenuti e migliorati: non si può più pensare che l’amministrazione comunale possa sostenere nel proprio bilancio dispersione di risorse “a pioggia” senza guardare ad un quadro di benefici e ad un valore di ritorno per la comunità e per il territorio".

 

"Questa amministrazione – tiene a sottolineare – intende allo stesso tempo difendere e individuare, con forza come già assunto negli impegni presi nel programma forme di tutela a difesa per gli artigiani e per il rilancio e la sostenibilità degli esercizi commerciali, strutture ricettive e ristoranti. Siamo vicini a chi soffre di più in questo momento di crisi ma è essenziale aggiornare il contesto affinché rappresenti un modello nel quale ognuno possa contribuire con il proprio valore la ricchezza d’offerta per un sistema che sempre di più guarda al futuro facendo rete”.

 

"Non riusciamo a comprendere – rimarca – come queste iniziative, oltretutto limitate nel tempo, possano essere definite pericolose e addirittura assimilabili, secondo un’interpretazione meramente personale, a forme di concorrenza sleale destinate a minare o sostituirsi al lavoro degli operatori economici. Quest’ultimo, al contrario, è costituito e rappresentato da un’imprenditoria che inevitabilmente necessita di essere stabile e sostenibile nel periodo più esteso".

 

"Ogni attività è normata – conclude il vicesindaco – nel rispetto della legge e degli obblighi derivanti tra le diverse parti di interesse in modo differente e rappresenta con la propria offerta piani diversi che devono integrarsi derivando da differente qualità, trovando equilibrio nel modello complessivo”.

di Redazione

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