Consiglio rovente, la maggioranza: “Da aprile abbiamo vietato ricerca e coltivazioni di giacimenti minerari”

BARBERINO VAL D'ELSA – Clima incadescente lunedì 29 settembre in consiglio comunale a Barberino Val d'Elsa, dove il gruppo di Centrosinistra per Barberino ha respinto una mozione di Obiettivo Comune che chiedeva di inserire, spiega la maggioranza, “un espresso divieto di qualsivoglia attività mineraria nel Regolamento urbanistico".

 

Come si può ben capire, la questione è quella dell'estrazione della CO2, che nonostante le recenti disposizioni regionali, con lo stop alle trivellazioni, in Val d'Elsa è sempre pressante.

 

"Quanto richiesto da Obiettivo Comune – dicono dal gruppo di maggioranza – è già presente nel nostro regolamento da aprile, dove nell'articolo 28 è scritto che “Non sono altresì consentite attività di ricerca e coltivazione di giacimenti minerari solidi, liquidi e gassosi”".

 

"La maggioranza si è sentita in dovere di votare no – spiegano – perché composta da persone che non intendono sprecare inutilmente tempo e risorse del Comune per sostituire una norma che già c’è con una uguale. La maggioranza si è sentita in dovere di votare no perché la mozione era stata preparata prendendo in considerazione un articolo ed un testo del RU sbagliati e non più in vigore".

 

"Ci siamo sentiti in dovere di votare no – dicono ancora – perché le difese del territorio contro l’estrazione di CO2 proposte da Obiettivo Comune sono già attive e operative da mesi. Ci siamo sentiti in dovere di votare no perché colpita dalla chiusura politica di chi ha preferito perseverare nell’errore piuttosto che ammettere di aver sbagliato grossolanamente".

 

"Obiettivo Comune – accusano – voleva andare avanti solo per rendere politicamente conto al M5S di Certaldo e San Gimignano, non accettando una mediazione che permettesse di valutare insieme eventuali nuove strategie. La norma esistente è oltretutto passata anche con il sostegno esplicito di Obiettivo Comune in consiglio comunale".

 

"Ci siamo sentiti in dovere di votare no – concludono – perché i “fatti” (su cui eravamo stati sfidati) erano già stati concretamente tradotti in azioni mentre le chiacchiere, come le dichiarazioni di Obiettivo Comune dei giorni scorsi, quelle sì che stanno a zero".

di Matteo Pucci

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