Ciao Armandino: per l’ultimo saluto la chiesa di San Bartolomeo era troppo piccola

Barberino piange Armando Capezzuoli. Un mago dell'arrosto girato, sempre a disposizione per il suo paese

BARBERINO VAL D'ELSA – Si è spento lo scorso 16 giugno, dopo una lunga malattia: Armando Capezzuoli, Armandino per tantissimi, era nato il 7 febbraio 1947 a Barberino Val d’Elsa, dove ha sempre vissuto.

 

Professione? Storico titolare di una delle autocarrozzerie più conosciute della zona. Ma con l’hobby per la caccia e la cucina.

 

Aveva iniziato a lavorare giovanissimo, a Poggibonsi, nell'autocarrozzeria del fratello Graziano.

 

Agli inizi degli anni '70, in società proprio con il fratello, aveva fondato l'autocarrozzeria Fratelli Capezzuoli, oggi gestita egregiamente dai propri figli: Francesco, Filippo e Francesca.

 

Autocarrozzeria che, oltre a lavorare per i privati, nel tempo si è specializzata in operazioni di rifinitura dei camper. Per conto soprattutto, tanto per far capire il livello raggiunto, della Laika Caravans.

 

Ma come detto Armandino non era "solo" un carrozziere. Armandino aveva l’hobby della caccia e della cucina.

 

Presso il suo laboratorio ha sede la squadra dei cinghialai di Barberino. Ed è quindi luogo di riferimento e rifornimento sia per la squadra che per le feste organizzate nell’anno. Di cui era promotore, organizzatore e grande lavoratore instancabile. Spendendosi sempre in prima persona.

 

Impossibile poi dimenticare l’impegno e la volontà con la quale ha contribuito ad organizzare, per oltre 25 anni, le feste dei cinghialai e degli operatori economici. Oltre alle cene in piazza ogni 24 agosto, per il patrono San Bartolomeo.

 

Tutti  lo ricorderanno sempre con il suo immancabile sorriso, pieno di soddisfazione e sempre accanto al suo girarrosto, a preparare il suo sugo di cinghiale ed a versare, compiaciuto, alla fine di ogni pranzo o cena, il suo Vinsanto del 2001.

 

Un paese intero è andato a salutarlo, lunedì 18 giugno, quando alle sue esequie hanno partecipato in moltissimi: la chiesa di San Bartolomeo, ancorché grande, non ha potuto ospitare tutti.
 

Una bellissima testimonianza, per una bella e buona persona, che con il suo modo di fare, le sue battute sempre taglienti ma mai cattive, la sua generosità e disponibilità per gli altri, ha saputo meritarsi tanta stima, simpatia e considerazione. Da parte dei barberinesi e non solo.

di Redazione

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