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venerdì 14 Giugno 2024
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    “Chianti: dietro l’immagine da cartolina lo sfruttamento e la legalità da far rispettare”

    Nota della Flai Cgil e Cgil Chianti, che hanno consegnato una lettera nelle mani del ministro Martina

    TAVARNELLE – La provincia di Firenze è un territorio dove ci sono circa 1.000 aziende agricole con circa 9.000 addetti di cui il 90% sono lavoratori stagionali, un settore frammentato a prevalenza vitivinicolo.

    Addetti e lavoratori che contribuiscono a produrre le cosiddette eccellenze del Chianti e alla valorizzazione del Made in Italy in tutto il mondo.

    “Eppure non è tutto bello quel che si vede – si legge in una nota della Flai Cgil – esiste il fenomeno dello sfruttamento, delle esternalizzazioni, degli appalti a corpo a prezzi stracciati, delle intermediazione di mano d’opera, di creazioni di aziende ad hoc per effettuare la prestazioni con prestanome spesso extracomunitari inconsapevoli di cosa vuol dire essere un prestanome”.

    Di questo si è parlato mercoledì 8 marzo a Tavarnelle in presenza del ministro dell’agricoltura Maurizio Martina.

    “Di questo abbiamo voluto parlare – prosegue la nota della Cgil e della Flai Cgil – di un mondo e di lavoratori che sono gli ultimi in una società “distratta” ma in prima fila nella produzione del pregiato vino del Chianti e non solo”.

    “Pur essendo in presenza nel territorio di gran parte di aziende che agiscono nella legalità rispettando i CCNL e i diritti dei lavoratori – si rimarca – le stesse subiscono la concorrenza sleale a causa delle mele marce che mettono a serio repentaglio il settore e la qualità del prodotto con l’abbassamento del costo del lavoro, fino al vero e proprio sfruttamento dei lavoratori”.

    Secondo la Flai Cgil e la Cgil stessa “è necessario invertire questa tendenza con un percorso serio, partendo dal riconoscimento dei diritti dei lavoratori dell’applicazione dei CCNL, da reti di impresa costituita dalla parte sana di questo settore che rilanci l’export, perché siamo convinti che si può fare del lavoro agricolo un lavoro di qualità con relativa valorizzazione del territorio”.

    “La nuova legge sul caporalato – si sottolinea – L.199/16, il protocollo regionale firmato il 25/10/16 da Regione Toscana, Ministero del lavoro, INAIL, INPS, associazioni datoriali le organizzazioni sindacali sono leggi di civiltà che inaspriscono le pene per aziende e caporali e la confisca dei beni rendono più trasparente il rapporto di lavoro, la raccolta dati e il monitoraggio, il sistema premiante e i fondi europei, le semplificazioni amministrative ed altro ancora. Le premesse ci sono tutte per combattere un male tremendo come quello dello sfruttamento dei lavoratori e del territorio”.

    La Cgil di Firenze, nell’occasione di ieri, ha consegnato al ministro Martina una lettera di sollecito affinché il Governo provveda prima possibile a fissare la data dei referendum popolari promossi dalla Cgil, per l’abolizione dei voucher e per la responsabilità solidale negli appalti per stessi diritti e stesse tutele per tutti i lavoratori.

    “Referendum – conclude la nota – i cui contenuti costituiscono elementi di dignità per i lavoratori e restituiscono il valore al lavoro”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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