TAVARNELLE – Serve un Chianti che il 28 settembre prossimo, con i suoi consiglieri comunali, alle elezioni per il consiglio della nuova Città Metropolitana converga compatto su un nome unico.
In modo che tutti i sei comuni del "Chianti allargato" (Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa, San Casciano, Greve in Chianti, Impruneta e Bagno a Ripoli) abbiano almeno una "voce" in quello che altrimenti rischia di essere un organismo che guardi solo "di sbieco" ai nostri territori.
E serve un Chianti che veda un Partito democratico anch'esso unito, compatto, come non lo è stato negli ultimi anni.
A parlare di questi temi quattro sindaci chiantigiani, che venerdì 22 agosto si sono ritrovati alla Festa dell'Unità di Tavarnelle: il "padrone di casa" David Baroncelli, Giacomo Trentanovi (Barberino Val d'Elsa), Paolo Sottani (Greve in Chianti), Alessio Calamandrei (Impruneta).
A coordinare la serata il direttore del Gazzettino del Chianti Matteo Pucci. Assenti… giustificati il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini e quello di Bagno a Ripoli Francesco Casini.
"La soppressione delle Province – ha spiegato Baroncelli – porta a una riorganizzazione delle funzioni. Con un organo, la Città Metropolitana, eletto da rappresentanti dei cittadini: dovrebbe garantire una unione di politiche su tutta l'area della provincia di Firenze. L'eliminazione delle Province crea una riflessione su tutta una serie di temi che toccano direttamente la nostra vita quotidiana: manutenzione stradale, scuole, gestione del territorio".
"Dovremo capire – ha proseguito – come si organizzano queste Città Metropolitane: è un capitolo aperto sui cui andrè fatta una riflessione. Il 28 settembre i nostri consiglieri comunali saranno chiamati a eleggere, con un voto ponderato basato sugli abitanti, il consiglio della Città Metropolitana, il cui sindaco è per legge il sindaco di Firenze".
"Il tema per noi – ha anticipato – sarà su come e in che modo il Chianti avrà dei servizi e delle politiche strategiche in questo nuovo contesto. Dobbiamo garantire una rappresentatività ai nostri territori: è questo il tema reale. Già questo territorio soffre di marginalità sulle infrastrutture, sui collegamenti con la città, sulla sanità. Dobbiamo elaborare una coesione politica e istituzionale nel Chianti per portare all'attenzione dell'agenda della Città Metropolitana le nostre istanze, in uno sviluppo che invece guarda a nord ovest".
"A Barberino – ha fatto eco Trentanovi – è stato un tema dibattuto in campagna elettorale. Partiamo dai problemi: il primo è relativo al fatto che i cittadini non eleggeranno i loro rappresentanti. E' un andazzo che a me non piace: si sta delineando uno scenario in cui a vari livelli istituzionali i cittadini non eleggeranno i loro rappresentanti".
"Altro tema critico – ha ammesso – è quello del sindaco di Firenze che è per legge il sindaco della Città Metropolitana: il capoè lui ed è scelto quindi dai fiorentini, in una sorta di ritorno al sistema di governo granducale".
"Quali invece le opportunità? Chi è fuori dalla Città Metropolitana – ha risposto – vorrebbe entrarci (penso a Prato, Pistoia, Poggibonsi). Sarà probabilmente l'elemento trainante delle scelte politiche e dell'economia nel futuro. Un rischio quindi che dobbiamo trasformare in una opportunità".
"I nostri Comuni del Chianti – ha concluso – hanno un basso peso specifico in questo consesso, anche come cittadini siamo circa un decimo. Vogliamo costruire con i Comuni del Chianti una faccia unica, presentandoci insieme per contare qualcosa. Bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo: il candidato del Chianti sarà il candidato del Pd e le forze politiche anche di opposizione dovrebbero sostenerlo. Si tratta di un interesse collettivo che deve andare oltre le divisioni locali".
Paolo Sottani ha ricordato il cambio di marcia rispetto a un passato in cui Greve in Chianti si è isolato dal resto del Chianri: "La mia campagna elettorale è stata impostata su questo, vogliamo dare un'inversione di tendenza all'isolazionismo degli ultimi anni di Greve. Abbiamo già intrapreso un percorso di coinvolgimento nell'Unione comunale del Chianti fiorentino".
"Vogliamo partire in questo senso all'inizio del 2015 con una serie di servizi – ha tenuto a ribadire – E' un discorso amministrativo e politico: pensiamo che questa sia un'area che deve pensare insieme. Le Province facevano molto anche per il turismo, ed è un tema per noi essenziale sullo sviluppo, sul lavoro, sull'economia. Pensiamo che il territorio del Chianti fiorentino vada promosso in modo unitario, andando anche oltre i confini del Chianti Classico".
"Anche il Consorzio – ha concluso Sottani – sta iniziando a capirlo: un conto è il vino, un contoè la promozione di un'area. Pensare a un Chianti unito è per noi un passo in avanti, anche se abbiamo un problema strutturale di mancanza di collegamenti con Tavarnelle, San Casciano e Barberino. E penso che anche Impruneta debba guardare più al Chianti rispetto all'area fiorentina…".
Pronta la risposta del sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei: "La lealtà di Impruneta al Chianti? Per quanto mi riguarda Impruneta vota Chianti. Per noi guardare a Firenze vorrebbe dire sparire: tutti insieme dobbiamo cercare di esserci in un confronto diretto con Firenze e con il sindaco della Città Metropolitana. Una candidatura forte come Chianti è necessaria. Bagno a Ripoli? Non vedo all'orizzonte "colpi gobbi", la volontà mi pare quella di stare con il Chianti nella partita della Città Metropolitana".
di Redazione
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