Toccante cerimonia: riconoscimenti a Marcella, Mirella, Francesco. E alla memoria di Adriana

TAVARNELLE – Nel giorno della patrona di Tavarnelle, Santa Lucia, domenica 14 dicembre nella sala consiliare “Luigi Biagi” sono state consegnate le pergamene con il conferimento di cittadinanza onoraria a Marcella Gori, Mirella Lotti, Francesco Vermigli e alla memoria di Adriana Cresti, tutti familiari delle vittime della strage di Pratale avvenuta nel luglio 1944. 

 

A introdurre la cerimonia Alberto Marini, presidente del consiglio comunale tavarnellino, che ha passato la parola al sindaco David Baroncelli: "Insieme a coloro che oggi riceveranno la cittadinanza onoraria, quali custodi della memoria, ci sono gli amministratori che negli anni precedenti hanno lavorato, i sindaci Stefano Fusi e Sestilio Dirindelli, l’assessore Giampiero Galgani, l'ex presidente del consiglio comunale Giuseppe Guttadauro. E tanti altri che personalmente ringrazio".

 

"Per troppo tempo – ha ricordato – questa comunità non aveva rielaborato quanto avvenuto a Pratale, ma con i lavori svolti della scorsa legislatura ecco che si è arrivati anche ai responsabili dell’eccidio. E con queste cittadinanze onorarie che andiamo a conferire si apre una fase nuova, la fase della custodia della memoria".

 

"Voglio congratularmi con l’amministrazione – ha detto l'ex sindaco Dirindelli – nel raccogliere la volontà di riconoscere a queste persone il conferimento della cittadinanza onoraria. Ho avuto la fortuna di seguire una parte di questo percorso nella scoperta della verità, prima come vice sindaco e successivamente poi come sindaco. Incontrando, conoscendo e diventando amico di tante persone che hanno visto e hanno avuta segnata per sempre la loro esistenza da quest’atto barbarico".

 

"Abbiamo riflettuto insieme su quei morti  ha sottolineato – ma la molla più grossa per lavorare su questo evento è stata quello di sentirmi come responsabile di un’intera comunità in forte debito con queste persone. Purtroppo l’evento non ha avuto il giusto peso negli anni immediatamente successivi al suo verificarsi. Un grazie va anche a chi, in questi anni, ha cercato di ricostruire la verità da consegnare alle nuove generazioni. A Fabrizio Silei con le sue pubblicazioni, a Massimo Salvianti per la sua opera “Il sangue e l’erba”. E allora grazie Marcella, grazie Mirella, grazie a Francesco, grazie ad Adriana che ci ha lasciato poco tempo fa. Insieme con voi ho percorso il tratto più bello della mia esperienza da sindaco".

 

Altro ex sindaco, Stefano Fusi: "Un plauso per avere organizzato questa cerimonia, sono passati oramai venti anni da quando inaugurammo il monumento a Pratale. Era un 25 aprile piovoso del 1996 e in questi anni di strada ne abbiamo fatta: abbiamo ricostruito la nostra storia, la nostra memoria levando quelle rimozioni che sia a livello locale che nazionale hanno caratterizzato cinque anni di storia italiana delle stragi".

 

"Ricordo che in Toscana ci sono stati circa quattromila morti – ha tenuto a dire – e oltre duecentocinquanta stragi. Di cui però, per ragioni politiche, non si doveva parlare o parlare poco. Iniziando dalla strage di Pratale abbiamo capito molte cose sulla liberazione, su Tavarnelle, su chi effettivamente ci ha liberato: quindi questi morti in qualche modo ci hanno costretto, a distanza di tanti anni, a fare i conti con noi stessi, con la nostra storia".

 

"Quindi – ha concluso – c’è un tributo importantissimo da riconoscere a queste persone, a queste famiglie. Che hanno pagato un prezzo non solo per la perdita dei propri cari, ma anche con la negazione dei fatti o, almeno, nel non riconoscimento ufficiale. Oggi dobbiamo considerare Pratale come un luogo di pace: e forse, non prendetela come provocazione, dobbiamo avviare anche dei rapporti con autorità civili e militari tedesche per capire anche con loro che tipo di percorso comune possiamo fare".

 

Hanno così ritirato la cittadinanza onoraria: per Marcella Gori, impossibilitata, il figlio Pierluigi Catelani assieme al parente Benito Crini; la signora Mirella Lotti e il marito Francesco Vermigli. E in memoria di Adriana Cresti ha ritirato la cittadinanza onoraria la figlia Nicoletta Neri. Insieme a suo figlio.

 

di Antonio Taddei

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