BARBERINO VAL D'ELSA – Anche l'amministrazione comunale di Barberino Val d'Elsa, al pari dei segretari di zona del Partito democratico, plaude alle parole del governatore regionale Enrico Rossi che mettono un punto fermo contro le estrazioni di CO2 in Toscana.
"Il presidente della Regione Toscana – dicono dal palazzo comunale barberinese – ha dichiarato che non saranno più rilasciate concessioni alle aziende che intendono coltivare anidride carbonica dal sottosuolo toscano in maniera tradizionale privilegiando, piuttosto, il recupero dagli impianti geotermici".
"Come amministrazione di Barberino – dicono ancora – non possiamo che essere soddisfatti di un atto che risponde ai nostri desideri e a quelli della popolazione del nostro territorio che da anni si batte contro il tentativo della Lifenergy di istituire un campo pozzi per l’estrazione di CO2 in località San Paolo".
"Il fatto che da oggi anche la politica regionale abbia preso una posizione forte e chiara – proseguono – è un segnale importantissimo che dimostra quanto noi ed i nostri cittadini avessimo ragione a sostenere l’importanza della difesa dell’ambiente anche di fronte ad investimenti milionari".
"Come amministratori, infatti – ricordano – abbiamo da subito sostenuto che la nostra ricchezza non fosse nel sottosuolo, ma che fosse la difesa e la valorizzazione del nostro territorio, della sua agricoltura, del turismo e del buon vivere. Ci piace inoltre sottolineare quanto sia stata importante la condivisione di tutti di questa convinzione, convinzione che ha portato più amministrazioni e una larga fetta di cittadini a difendere convintamente il proprio territorio".
"A fine giugno – rammentano – la Lifenergy aveva iniziato le pratiche per la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale del proprio progetto a cui noi abbiamo da subito risposto fornendo alle amministrazioni di Certaldo e San Gimignano gli studi e le ricerche effettuate dai nostri tecnici e consulenti, che hanno portato ad osservazioni condivise dalle tre amministrazioni".
"La fiducia che ci dà questa notizia comunque – concludono – non ci impedirà di formulare come Unione del Chianti Fiorentino, delle osservazioni puntuali che mettano in luce tutte le criticità ambientali e tecniche del progetto San Paolo".
di Redazione
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