TAVARNELLE – "Buongiorno, dovrei controllare se dai vostri rubinetti esce acqua contaminata".
Si è presentato così un uomo, attorno alle 13 di venerdì 21 dicembre, alla porta di una casa nel centro di Tavarnelle.
La classica truffa del falso addetto dell'acqua, che tante vittime ha mietuto in questi mesi, anni. Sulla quale tantissime parole sono state spese negli incontri di prevenzione con le forze dell'ordine. E che però, purtroppo, continua ad essere messa a segno.
Gilet arancione, caschetto rosso, l'uomo ha detto le solite cose: "Stiamo facendo delle verifiche sull'impianto idrico per essere sicuri che nella vostra acqua non ci siano metalli pesanti o, addirittura, mercurio".
I padroni di casa, una coppia sulla settantina, non è riuscita a capire in tempo quello che stava accadendo.
L'uomo si è avvicinato a uno dei lavandini, ha aperto l'acqua e (probabilmente versando qualche sostanza) ha fatto sentire che veniva cattivo odore.
"Ecco vedete – ha detto – Questa sostanza va a intaccare oro e filigrana delle banconote".
Si è fatto consegnare soldi e gioielli, poi con una scusa ha preso la porta ed è uscito. Marito e moglie si sono guardati negli occhi e, in un istante, purtroppo tardi, hanno capito cosa era successo.
Non è rimasto altro che andare a sporgere denuncia dai carabinieri della Stazione di Tavarnelle. Fate attenzione, capita che chi mette a segno colpi così ci riprovi anche nei giorni seguenti: per qualsiasi sospetto abbiate non esitate, chiamate immediatamente il 112.
di Matteo Pucci
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