Olio, vino e prodotti tipici: folta delegazione cinese a Barberino Tavarnelle

Arriva dal Sichuan. Sarà in visita oggi, guidata dal sindaco David Baroncelli e da Filippo Ninci

BARBERINO TAVARNELLE – Olio, vino e prodotti tipici del Chianti classico conquistano gli imprenditori cinesi.

 

Non è solo l'eco mondiale di un brand, sinonimo di altissima qualità e garanzia di un legame indissolubile tra le eccellenze olivicole e vitivinicole toscane e il territorio di produzione del Chianti classico, ad attrarre nuovi possibili mercati in Oriente.

 

Ciò che del made in Italy interessa esportare nel paese del Dragone, primo nella lista degli Stati più popolati del mondo con oltre un miliardo e 400 milioni di abitanti, è il patrimonio di saperi, tradizioni e know how del modello agricolo chiantigiano.

 

E' la motivazione da cui prende le mosse la visita tra le vigne del Chianti Fiorentino che oggi, martedì 2 luglio, porterà una consistente delegazione cinese, proveniente dalla provincia del Sichuan, regione sud occidentale della Cina, attraversata da numerosi fiumi e famosa per le risorse paesaggistiche e i parchi naturali abitati dai panda giganti, ad entrare in contatto diretto con le realtà agroalimentari del Chianti e approfondire la conoscenza delle etichette che si producono in questa area della Toscana, compresa tra Firenze e Siena.

 

Si preparano a guidare gli ospiti cinesi nel loro tour il sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli e uno dei promotori dell'iniziativa Filippo Ninci, consulente agricolo e professionista del settore.

 

"La lingua non costituisce più un ostacolo per i rapporti commerciali tra Cina e Toscana – commenta Filippo Ninci – ad abbattere le barriere tra due Paesi, così lontani e distanti anche culturalmente, è il pregio, la tipicità, l'autenticità delle nostre eccellenze che piacciono non solo dal punto di vista tecnico e qualitativo ma tutto ciò che gira intorno ai processi produttivi, gli imprenditori del Sichuan sono attratti dal modello Chianti, da uno di stile vita, slow e sostenibile, che genera e rafforza competenze, frutto di un'identità e di un percorso storico che affonda le proprie radici nelle caratteristiche geomorfologiche e culturali del nostro territorio".

 

Il percorso di valorizzazione e diffusione della cultura del vino e dell'olio toscano in Cina è legato ad un'operazione di marketing di respiro internazionale e ad uno specifico progetto che coinvolge soggetti pubblici e imprenditori privati dello stato cinese.

 

"Considero l'idea di far parlare cinese all'export chiantigiano – aggiunge il sindaco David Baroncelli – un'importante opportunità per il tessuto agricolo che si propone di favorire la diffusione dell'identità Chianti in un paese e un mercato in forte espansione, caratterizzato da un bacino di potenziali investitori di enormi dimensioni. Intendiamo lavorare sull'incremento delle strategie di promozione e sviluppo del settore agroalimentare, fatto di tradizione, innovazione e abilità legate alla cultura contadina, rilanciando il processo di internazionalizzazione del Chianti, inteso come volano economico, e intrecciando nuove relazioni con paesi e territori che possiedono affinità con il nostro e mostrano interessi reali e concreti a costruire ponti economici e culturali in grado di arrecare vantaggi reciproci".

 

Colonne portanti dell'economia del Sichuan sono la produzione di cereali, bachi da seta e anche olio. 

 

L'iniziativa si apre con l'accoglienza e il saluto istituzionale nella sala consiliare e un percorso di visite presso le aziende produttrici di vino e olio, nei frantoi e nelle aziende olearie del Chianti dove gli ospiti potranno degustare i prodotti, conoscere tecniche e strumentazioni utilizzate dagli agricoltori locali, farsi ambasciatori nel loro paese della cultura del vino e dell'olio chiantigiano.

di Redazione

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