“Netto il successo delle coalizioni, ma inutile negare che per noi le elezioni sono andate malissimo”

BARBERINO VAL D'ELSA-TAVARNELLE – "Rimettiamo serenamente il nostro mandato aprendo un leale confronto con tutti gli iscritti e i compagni".

 

E' il finale del documento con il quale la segreteria di Rifondazione comunista di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle annuncia le proprie dimissioni.

 

"Per la prima volta – si legge – la nostra forza politica non avrà alcun rappresentante nei consigli comunali di Barberino e Tavarnelle, inutile negare che le recenti amministrative sono andate malissimo. Va notato anche che eccezion fatta per il socialista Alberto Marini, col quale ci complimentiamo per il non scontato successo, il consiglio comunale non ha alcuna voce fuori dall'area Pd o dal modaiolo… senza tessera".

 

"Sappiamo benissimo – ammettono – che la strada delle alleanze al centro non paga in una forza come la nostra, gli elettori sono stanchi del neoliberismo applicato da quelle stesse forze a livello nazionale. Malgrado questo riteniamo in ogni caso di aver fatto la scelta giusta: l'unica scelta possibile".

 

"Riteniamo di aver fatto la scelta giusta – spiegano – perché la politica nazionale non sempre è in linea con la politica locale, riteniamo che i due candidati a sindaco e i gruppi che si andavano formando esprimessero una forte discontinuità con il passato e la voglia di cambiamento anche all'interno del Pd. Crediamo che il vero obiettivo programmatico su cui devono lavorare questi due Comuni sia la fusione, e questo percorso può essere breve solamente se c'è omogeneità di coalizione nei due comuni".

 

"Del resto – ricordano – che questa è la strada lo abbiamo detto già nel consiglio comunale che istituiva l'unione dei Comuni del Chianti. I nostri candidati, che ringraziamo per averci provato, sono rimasti schiacciati da un'esplosione del numero di preferenze da una parte dovute al voto di frazione e dall'altra alla lotta di potere interna al Pd ben organizzata nell'utilizzo del voto di genere e non sempre rispettosa degli altri".

 

"Certamente – dicono ancora – a tutto questo aggiungiamo anche la nostra bassa efficacia nel comunicare agli elettori scontenti la differenza tra politica amministrativa locale e politica nazionale, non riuscendo a incidere più di tanto sull'astensionismo e il voto di protesta. Abbiamo accolto con piacere le prime uscite della giunta tavarnellina, a partire dalla disponibilità del sindaco David Baroncelli a ricevere senza appuntamento il primo sabato del mese nelle frazioni (proposta simile ci era stata rifiutata pochi mesi fa bollandola come inutile) e alla volontà di dotare il consiglio comunale di ripresa streaming".

 

"Siamo stati i primi – tengono a sottolineare – a registrare e divulgare svariati anni fa il consiglio comunale con i nostri modesti mezzi, e non è un caso che l'assessore (e compagno) Matteo Ceccatelli abbia provveduto durante il suo mandato a dotare il consiglio di Barberino di questo utile strumento. Il successo elettorale delle due coalizioni è stato netto non ci sono scuse, le due amministrazioni dovranno lavorare per giungere al referendum sulla fusione in un paio d'anni, lo impone una politica nazionale fatta di tagli e di marginalizzazione dei piccoli comuni periferici, lo chiedono i cittadini e la società civile che considerano ormai questo come un unico territorio".

 

"Ci aspettiamo da queste nuove amministrazioni – concludono – una maggior attenzione ai beni comuni con molta meno leggerezza nelle alienazioni, un investimento in strumenti partecipativi con l'ampliamento ad entrambi i comuni della positiva esperienza di “Barberino fa 100” (iniziativa tenacemente voluta dall'assessore Ceccatelli malgrado lo scetticismo di parte della giunta) e un ripensamento sulle esternalizzazioni con maggior utilizzo e valorizzazione delle proprie maestranze".

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...