Confronto acceso, democratico e partecipato fra i due candidati sindaco di Barberino Val d’Elsa

BARBERINO VAL D'ELSA – Una bella serata. Di democrazia, di partecipazione (aula magna delle scuole di Bustecca piena), e di contenuti.

 

Stiamo parlando del "faccia a faccia" fra i due candidati sindaco di Barberino Val d'Elsa Paolo Tacconi (Obiettivo Comune) e Giacomo Trentanovi (Centrosinistra per Barberino), andato in scena mercoledì 14 maggio con il coordinamento giornalistico del direttore del Gazzettino del Chianti Matteo Pucci.

 

Qui di seguito trovate le domande (fatte dal direttore del Gazzettino, dal pubblico e una ciascuno di un candidato… all'altro) con le relative risposte. In modo che anche chi non ha partecipato possa farsi un'idea precisa di quello che hanno detto i due candidati.

 

Quale la vostra posizione sulla possibilità di fusione con il Comune di Tavarnelle, come imposterete da questo punto di vista la legislatura nel caso diventiate sindaco di Barberino?

Paolo Tacconi: "Questo è un tema particolarmente interessante, sul quale viene fuori la differenza maggiore fra noi e la lista di centrosinistra. L'idea nostra della fusione, dell'unione, delle gestioni associate, di questo percorso che ci ha portato fino a parlare della fusione, è sempre stata la stessa. E non è un'idea ideologica ma pratica: si possono gestire insieme dei servizi soltanto quando questa gestione porta dei benfici quantificabili a tutte e due le comunità. E' ovvio che per la complessità del mondo in cui viviamo, per la posizione di Barberino, gli ambiti in cui gestire servizi in forma associata non possono coincidere. I problemi della parte sud non possono essere affrontati con Tavarnelle e San Casciano. Questo modello di voler incatenare il tutto dall'alto e con metodi teorici sta fallendo. La gestione degli ultimi anni dell'Unione comunale non ha brillato: dal punto di vista finanziario ci sono stati maggiori costi coperti dall'aumento di tasse e tariffe. Dall'altro lato la qualità dei servizi è aumentata? E' difficile dirlo, noi proponiamo di introdurre dei metodi per valutarlo. La percezione che hanno le persone non è questa: le frazioni si sentono davvero abbandonate. Personalmente sono nettamente contrario alla fusione con Tavarnelle, così come lo sarei alla fusione con altri comuni. Non vedo perché la comunità di Barberino debba diluirsi con altre. Un'eventuale decisione di questo tipo deve necessariamente passare da un referendum popolare, obbligatorio per legge, in entrambe le comunità. Sarà un percorso che, se avviene, avviene per maturazione della comunità. E sempre che porti dei benefici. Che oggi non ci sono e che non vedo nel medio termine. Non è che si deve sempre subire le decisioni prese dagli enti sovra ordinati: non siamo sudditi di Del Rio o della Regione, siamo qui per far sentire le nostre ragioni. Insomma, siamo critici sull'unione, contrari alla fusione".

Giacomo Trentanovi: "Concordo che sia la questione con le maggiori divergenze. Ma quello che dice Obiettivo Comune non è realizzabile. Ad oggi, per legge, entro la fine dell'anno il 90% delle funzioni dovranno essere fatte assieme. La legge dice che il nostro ambito di riferimento è con Tavarnelle e San Casciano. Nella stessa legge c'è scritto che se il Comune non adempie arriva il Commissario prefettizio. Dall'altra parte siamo stati i primi a collaborare con i Comuni della Valdelsa, dieci anni fa sulla questione del trasporto scolastico. Uscire dall'Unione come propone Obiettivo Comune ci porterebbe degli svantaggi, imboccando una strada che non conosciamo e che non sappiamo dove ci porterà. Sullo sfondo poi c'è la questione della Città metropolitana: molti dei servizi di cui godiamo dipenderanno da questa, così come molti degli assetti politici. E se vogliamo guardare lontano dobbiamo provare a contare su quel tavolo. E l'unico modo è mantenere in piedi l'alleanza fra Tavarnelle, Barberino e San Casciano. Gli aumenti? Quando e laddove ci sono stati sono venuti perché al Comune è stato chiesto di fare da gabelliere allo Stato. Sulla fusione: discutiamone. Con la precisazione che decideranno i cittadini. La vera differenza fra noi e Obiettivo Comune è che daremo la possibilità di scegliere ai cittadini, loro no".

 

Rivitalizzazione (se la ritenete necessaria… ) del centro storico del capoluogo: quali obiettivi vi ponete e come pensate di poterli perseguire?

Giacomo Trentanovi: "Durante la fase delle primarie avevo lanciato un piccolo slogan che era "Il centro storico di Barberino è il nostro petrolio". Il senso era che secondo noi il centro storico di Barberino è qualcosa di veramente prezioso. Ma non solo dal punto di vista storico, artistico, o anche affettivo. Noi abbiamo proposto un progetto di rilancio. Non abbiamo detto che è facile, visto che fino ad oggi non è stato fatto. Il progetto passa da alcune mosse: la prima è una pedonalizzazione progressiva, fatta ascoltando tutti i residenti. Se guardiamo anche a paesi vicini con la stessa conformazione di Barberino, a volte anche più piccoli, notiamo che sono sfruttati meglio del nostro dal punto di vista commerciale e dei servizi. Crediamo che questa possa essere una delle chiavi di rilancio della nostra economia locale. Per farlo dovremo realizzare dei parcheggi a servizio del centro storico: nel Ruc appena approvato tutte le aree al di fuori del centro storico sono state sottoposte a un piano di recupero, a uno studio approfondito. Fra piazza Mazzini, il parcheggio e l'ex magazzino comunale abbiamo la proprietà: è la carta in più rispetto ad altre aree. Mettiamo assieme i cittadini che abitano nel centro storico, i commercianti, per costruire un progetto condiviso. Un incentivo può essere quello di spingerne l'utilizzo per eventi culturali. Così come l'utilizzo dello spazio, sempre di proprietà comunale, dello Spedale dei Pellegrini. L'ultima cosa è più che altro una suggestione: all'interno del centro storico sarebbe bello riportare qualche funzione pubblica in più, anche di rappresentanza istituzionale. Se saremo eletti penseremo a forme di sgravi fiscali per i negozi che stanno nei centri storici, o forme di incentivi per farvici insediare delle attività".

Paolo Tacconi: "E' vero che il centro storico di Barberino è morto, ma perché? E' sempre stato così? Questo è successo per una serie di scelte amministrative fatte negli ultimi dieci anni, perché prima non era così. Quando noi si diceva di non portare via le scuole dal centro storico perché facevano aggregazione cosa ci è stato risposto? Che il centro storico debba essere rivitalizzato è ovvio: se si vuol dare sviluppo al territorio dobbiamo sfruttare il patrimonio che la natura e la storia ci hanno dato. E che nessuno ci può copiare. Serve un progetto di pedonalizzazione flessibile, da adeguare in vari momenti dell'anno. Per arrivarci è ovvio che serve fare dei parcheggi: dieci anni fa c'era già il progetto finanziato per un parcheggio lungo la via Cassia, se fosse stato fatto… . Anche noi pensiamo che l'area centrale è quella di piazza Mazzini e dell'ex magazzino comunale. Dovrà essere studiata da urbanisti capaci che dovranno trovare la soluzione per far tornare il centro di Barberino quello di un tempo. Con parcheggi multipiano collegati con il centro tramite ascensori ad esempio. Questo è solo il primo passo: un centro storico vivo, o comunque in fase di rivitalizzazione, deve essere gestito. Con interventi sul piano turistico, con un ufficio turistico attivo; interventi sulle nuove tecnologie; attraverso una seria attività di promozione verso l'estero".

 

Ambiente e salute, quali le criticità che insistono sul territorio e come ritenete di affrontarle?

Paolo Tacconi: "E' un tema che sento molto perché provengo da una zona molto colpita da questo punto di vista. Nella zona industriale ci sono situazioni ad alto rischio che fino ad oggi non sono state affrontate in maniera decisiva: è un discorso di carattere generale. C'è un degrado complessivo della zona industriale. Un'urbanistica selvaggia con cui, fino a poco tempo, fa si è continuato a rendere edificabili verdi pubblici per metterli all'asta e costruire nuovi capannoni e uffici. La zona industriale è nelle condizioni che è perché qualcuno ce l'ha portata. I problemi sono grossi, ma va cambiato l'approccio: probabilmente ci saranno situazioni molto più pericolose di quelle che vanno a finire sui giornali. Ho l'impressione che il Comune abbia perso il polso della situazione: e la mancanza di informazioni porta a cattive decisioni, a volte anche in buona fede. Ci sono comunque situazioni eclatanti come l'ampliamento della Ecos: e anche questo è il risultato di un percorso. E' notizia di queste ore che il Tar ha dato ragione alla Ecos nel ricorso fatto nei confronti del Comune. La futura amministrazione dovrà svegliarsi e fare tesoro di quello che è successo, quanto meno per bloccare questa escalation. L'altro aspetto è l'estrazione della CO2 al confine con il comune di Certaldo. Un fatto simile successe ai tempi del governo di Obiettivo Comune, e quel progetto venne fermato per tempo. Qui siamo arrivati a questa fase per l'inerzia delle amministrazioni e la sordità della politica. Vanno messe in campo le risorse e le persone che si arrabbiano: noi faremo questo, perché è questo che fa paura".

Giacomo Trentanovi: "Ci siamo occupati tantissimo delle questioni ambientali anche negli ultimi giorni. Entro direttamente sul tema Ecos: che è un tema difficile, su cui credo che almeno negli ultimi dieci anni c'è stata una sostanziale omogeneità nelle decisioni del consiglio comunale, che ha sempre votato all'unanimità. E lo rilevo come un fatto positivo, come una comunità che sulle questioni essenziali si sa riunire. Il Tar ha dato torto al Comune e ragione all'azienda sulla richiesta di ampliamento. Noi sapevamo di avere buone ragioni, ma quella sentenza dice una cosa: il Comune è andato anche oltre le proprie possibilità per negare l'ampliamento. Noi siamo convinti che abbia fatto bene, e per guardare al futuro non escludo nessuna strada. Chiunque sarà sindaco dovrà affrontare tutta la vicenda con attenzione. La questione della Ecos, così come quella della CO2, è sovra comunale: parliamo di un'area alluvionata (a ottobre 2013). Se saremo eletti chiederemo la revisione della legge regionale sulle aree alluvionate. Ci sembra assurdo che in un'area del genere possa starci un'azienda che ha un impatto potenzialmente pericoloso sulla salute e sull'ambiente. E della questione se ne devono far carico anche gli altri Comuni. Questione CO2: il Comune di Barberino si è sempre opposto, lo faremo anche in futuro".

 

Opere pubbliche e frazioni: facciamo una scaletta di necessità e priorità…

Giacomo Trentanovi: "Partiamo dal miglioramento dei servizi a distanza con l'attivazione di una informatizzazione maggiore dei servizi comunali; alcune forme di decentramento che possono essere importanti e dare una mano alle piccole attività dei nostri borghi; forme di collaborazione con gli uffici postali. Mantenere un piccolo negozio in piedi è tenere un presidio del territorio. Per Vico la questione prioritaria è la lotta al progetto di estrazione della CO2, mentre è importantissima la questione del parcheggio per il centro storico; su Tignano una delle priorità ci sembra la realizzazione di un camminamento pedonale che lo colleghi a Tavarnelle; su Sant'Appiano durante gli incontri mi sono state poste come priorità la sistemazione della strada che va verso il Cipressino e la sistemazione del parcheggio; a Monsanto la priorità è l'inizio, che dovrebbe essere imminente, dei lavori di metanizzazione; su Marcialla la priorità è la verifica della sicurezza sismica delle scuole. Per quanto riguarda Linari la priorità anche qui è il progetto acqua e metano per San Martino ai Colli, ma anche piccoli lavoretti come punti luce, pensiline, dossi rallentatori. Sulla zona industriale ci sono alcune questioni che dovrebbero essere risolte a breve, serve maggiore cura e illuminazione. Nel borgo di Linari la priorità sarebbe riuscire a far ripartire il progetto di recupero del borgo, bloccato e del quale non siamo soddisfatti. Mi preme sottolineare la questione dell'Adsl, a maggior ragione in quelle frazioni in cui la fibra ottica c'è già. Sul capoluogo la priorità su cui impegnerò la prima giunta è la scuola elementare: che è a buon punto e che dovremo aprire prima possibile. Dando una data per dare ai cittadini un orizzonte di tempo. Al momento darei come data massima settembre 2015. Ultima cosa è la previsione di un nuovo parco pubblico in zona Le Masse, messo a carico di un intervento edilizio privarto. Ma se questo non parte siamo pronti a farcene carico".

Paolo Tacconi: "Abbiamo girato in lungo e largo questo territorio. Qui non servono grandi opere, ma piccole cose ordinarie: c'è carenza di cura e di attenzione ai particolari. Certe situazioni sono in condizioni critiche perché sono state trascurate da tempo. Una emergenza irrinunciabile è la copertura di tutto il territorio comunale con l'Adsl, altrimenti si può parlare ben poco di decentramento informatico: sono anni che in consiglio comunale si sentono annunci. Noi vogliamo prendere il toro per le corna: visto che, anche per la mia professione, conosco i motivi tecnici per cui l'Adsl non arriva e i modi per farlo arrivare, ci muoveremo fin da subito. Monsanto la vorrei vedere come una realtà sperimentale in questo senso: visto che partirà il progetto di metanizzazione, sfrutteremo questa occasione per cablare tutta la frazione e portare l'Adsl in fibra ottica in tutte le case. E con questo stesso approccio proseguiremo nel resto del comune. Il ponte sul Bozzone: sarà ampliato o ricostruito da parte del Comune e non si aspetteranno i comodi di un privato che deve costruire per fargli fare l'ampliamento. Concluderei su Barberino fa Cento, il bilancio partecipato: vorremmo ri-applicare questo modello frazione per frazione, facendo indicare ai cittadini opere nuove che servono. Per metterli in condizione di scegliere".

 

Domanda di Paolo Tacconi a Giacomo Trentanovi: Problema dell'acqua. C'è un movimento che da anni vuol far tornare pubblica questa risorsa. E c'è una sentenza che ha detto che i cittadini stanno pagando somme non dovute per la depurazione, e due referendum che li hanno fatti esprimere. Vorrei chiedere come intende rispettare la volontà popolare e il diritto dei cittadini a non pagare somme non dovute.

Giacomo Trentanovi: "Al pari di altri nel 2011 mi sono impegnato nel comitato referendario locale, e non sono certo contento di come sono andate le cose dopo il referendum. Per quanto riguarda i soldi non dovuti a Publiacqua penso che su questa cosa potremmo mettere al servizio del cittadino il nostro Urp. Per non vivere le estati senz'acqua ci sono stati studi per cercare l'acqua in località San Silvestro: hanno dato esiti positivi, tali da risolvere la questione-acqua per noi in futuro. Faremo tutto il possibile per far realizzare questi interventi da Publiacqua. Dall'altra parte ci sarà l'impegno per continuare ad ammodernare le reti".

Replica Tacconi: "Obiettivo Comune subito dopo il referendum presentò due mozioni per impegnare il Comune a mettere in pratica gli esiti del referendum, che però furono bocciate dalla maggioranza. Sui canoni di depurazione non dovuti vedo che il Comune si muove adesso. Noi non metteremo a disposizione l'Urp, ma inoltreremo in un colpo solo le richieste di rimborso per conto dei cittadini. E' un prezzo pagato per un servizio mai fornito. Se Publiacqua ci dice che i soldi sono accantonati per costruire nuovi impianti, chiederemo a Publiacqua che ce li diano e li costruiamo da soli".

 

Domanda di Giacomo Trentanovi a Paolo Tacconi: Uno dei punti principali del programma di Obiettivo Comune è la massima trasparenza e il massimo impegno nel prendere le decisioni con i cittadini. Chiedo a Paolo perché non è passato attraverso le primarie come abbiamo fatto noi; come mai il programma depositato in Comune è eccessivamente generico; perché propone il referendum su tantissime cose meno che sulla riunificazione con Tavarnelle.

Paolo Tacconi: "Non abbiamo fatto le primarie perché se devono essere uno strumento per scegliere il candidato a una carica elettiva vanno fatte con un altro criterio, che non è quello italiano. C'è una differenza grossa fra Obiettivo Comune e il Centrosinistra, non siamo politici di professione. Certi meccanismi o certe alchimie sono diversi. Abbiamo seguito un percorso che ha selezionato una rosa di nomi e all'interno di questa rosa di nomi alla fine sono rimasto io. Anche per i rispettivi motivi di lavoro. La differenza fra i programmi? Nell'opuscolo sono stati sviluppati meglio i concetti espressi in quello depositato. Referendum sulla fusione? Noi mettiamo a disposizione dei cittadini lo strumento, che potrà essere utilizzato per quello che ritengono opportuno. Fusione compresa".

 

Domanda di Mario Lisi: Cosa pensate di poter cambiare nel settore sociale?

Giacomo Trentanovi: "Io mi candido come una forza di centrosinistra e credo che una forte differenza fra una parte e l'altra possa stare sulle questioni sociali. Siamo di fronte a vecchie e nuove povertà. Io non ho la soluzione per rispondere cosa posso fare domani mattina. L'unica cosa che posso pensare è questa: nei momenti più difficili le persone hanno trovato la risposta alle difficoltà mettendosi assieme. Noi abbiamo delle straordinarie associazioni e credo che ogni tipo di risposta non possa non considerare di metterle il più assieme possibile. Sulla questione sanitaria abbiamo non pochi problemi: quella del distretto è una di quelle principali. Dovremo far pesare, anche mettendoci assieme con gli altri Comuni, la carenza di servizi di questa zona. Non possiamo accettare il trasferimento dei servizi: possiamo cercare di tenerli in collaborazione con il terzo settore".

Paolo Tacconi: "Io, vedendo quello che è il panorama complessivo, quello che fanno le associazioni del territorio, sono rimasto colpito da quanto riescono a fare con così poco. Dare degli aiuti concreti a queste associazioni vuol dire aumentare molto il livello dei servizi con poche risorse. Il problema della sanità è molto sentito in questi territori di confine: va diviso fra i servizi territoriali e sull'emergenza-urgenza. Anche qui Barberino è in una situazione paradossale: con il 118 che sarebbe vicino ma che arriva sempre da lontano. Cose che non dipendono in maniera diretta dal Comune, che però può fare la voce grossa dove queste organizzazioni si decidono. Siamo in questa situazione anche perché abbiamo vissuto dieci anni di sperimentazione della Società della Salute, fallita miseramente…".

 

Domanda di Mario Nannoni: Vorrei chiedere ai candidati, al di là delle affermazioni di principio scritte nei programmi, quali siano le azioni concrete che vogliono mettere in atto per valorizzare il territorio e attrarre turismo, parte fondamentale del nostro sostentamento economico. E perché non c'è una Pro Loco a Barberino?

Paolo Tacconi: "Nel nostro programma le risposte sono… a pagina 6. Imposta di soggiorno: deve essere destinata unicamente alla realizzazione di servizi o interventi legati alla promozione turistica, non deve essere un modo per buttare nel calderone comunale le risorse prese ai turisti. Per questo renderemo pubblico il bilancio introiti-spese. La Pro Loco? E' fondamentale un soggeto organizzato che metta insieme operatori e amministrazione comunale, ci impegneremo fin da subito. E in questo amibito deve rientrare anche un buon punto informazioni, che deve essere integrato anche da informazione continua: sugli smartphone, un totem informativo, un portale web che sia la vetrina di Barberino verso il turismo internazionale. Con risorse della tassa di soggiorno ma anche con bandi specifici. E' fondamentale ovviamente la collaborazione degli operatori".

Giacomo Trentanovi: "La prima cosa che va fatta è quella di modificare lo Statuto del Comune per cercare di intercettare il turismo matrimoniale internazionale. Altri territori lo hanno fatto e stanno traendone benefici, le stesse strutture ricettive mi hanno sollecitato. Altra cosa è la creazione di una App turistica integrata disponibile sugli smartphone e i tablet. Questione ufficio turistico? E' una delle priorità: se siamo arrivati a questo punto è segno che dei problemi ci sono. Anche di ordine burocratico. Ma non possiamo permetterci di avere un ufficio turistico chiuso: lo attiveremo anche andando a trattativa privata con gli operatori. La Pro Loco: mi sembra che finalmente ci siano le condizioni per arrivare a costituirla".

 

Domanda di Filippo Francini: che progetti avete per i giovani? E siccome sport e giovani sono collegati quali progetti avete in ambito sportivo?

Giacomo Trentanovi: "Per i giovani la situazione non è il massimo in questo momento, lo sappiamo. La cosa concreta che vorremmo fare è la creazione di un Consiglio Comunale di Giovani, dove gli si dia la parola direttamente e che sia in contatto diretto con la giunta. Devo dire che siccome i nostri ragaziz vivono questo territorio in maniera unitaria, la proposta è farlo insieme a Tavarnelle. La questione sportiva è importante e abbiamo varie questioni: per fortuna abbiamo una vitalità eccezionale delle associazioni, tant'è che siamo in difficoltà a trovare gli spazi per soddisfare tutte le richieste. Questo non può prescindere dal lavorare assieme a Tavarnelle. La nascita del Palazzetto dello Sport aiuterà a dare molte risposte, ma abbiamo anche tanti altri sport, con molti iscritti. La messa a disposizione dell'Aula Magna della nuova scuola elementare potrebbe risolvere tanti problemi: da abbinare alla risistemazione del vecchio asilo di Tavarnelle in funzione sportiva. Abbiamo l'emergenza del campo sportivo: sarà una delle priorità per la nuova giunta, cercando soluzioni adeguate a una squadra che fa la Prima categoria per gestire l'emergenza. Non sarà facile la soluzione, per i tempi e per i costi".

 

Paolo Tacconi: "Per i giovani interverremo per lo stesso approccio che abbiamo usato su tutti i temi. Capire direttamente dai ragazzi i problemi e le esigenze: c'è da lavorare molto partendo dalle scuole, per far crescere di nuovo nei ragazzi il senso di appartenza alla comunità, ampliandone il senso civico. Sullo sport ci sono diverse emergenze: quella dello stadio (il mio primo atto sarà di capire cosa è stato fatto… in un anno dalla frana), la carenza di spazi. In prospettiva i problemi potrebbero essere risolti dal nuovo Palazzetto dello Sport, che però è opera notevole dal punto di vista dei costi e dei tempi. Nel frattempo servono risposte più pratiche: una tensostruttura ad esempio; oppure reperire spazi provvisori che nelle aree periferiche sono molti. E aiutare le famiglie che hanno difficoltà a mantenere l'attività sportiva dei ragazzi".

 

Appello al voto finale.

Paolo Tacconi: "Perché votare per Obiettivo Comune? Per due ordini di motivi. Uno è valutare le differenze: non c'è grande differenza fra i programmi e gli interventi, al di là della fusione con Tavarnelle, e allora quali sono? Le vere differenze sono quelle di una maggioranza che ha governato per dieci anni e che ha condiviso le decisioni prese. C'è stato modo di sperimentare dove la visione politica di sviluppo e di governo di questa comunità ha portato Barberino. Se siamo contenti bene, votiamoli. Se invece c'è la possibilità di cambiare di più e subire meno allora bisogna votare per Obiettivo Comune. Che non chiede un mandato in bianco, ma partecipazione: ora e dopo. Garantendo ascolto e collaborazione continua e sicura, perché anche noi abbiamo bisogno di voi. E' il momento di fare una prova con persone diverse alla guida del comune. Servono libertà, indipendenza, capacità e coraggio. Facendo le cose nell'interesse dei cittadini".

 

Giacomo Trentanovi: "Noi abbiamo fatto un percorso trasparente in una campagna elettorale iniziata qualche mese fa. Fin dalla scelta del candidato sindaco. Riteniamo di essere il vero rinnovamento, perché seppur all'interno dell'ambito del centrosinistra siamo una vera lista di rinnovamento. Dei candidati al consiglio comunale soltanto io e Antonella Lanza siamo già stati consiglieri. Ritengo che tantissime cose siano state fatte bene e tante altre anche male. Ma il punto è che non esiste una amministrazione che non lascia problemi, e noi vogliamo candidarci a risolverli. In collaborazione: non possiamo fare da soli. Rispetto agli anni scorsi, in cui l'idea di operare da soli poteva essere stuzzicante, lo scenario è cambiato. Il mondo ci è cambiato intorno: abbiamo paura di quello che potrebbe succedere se, anziché metterci a cercare soluzioni con gli altri, ci si mettesse a fare le guerre puniche per non applicare le leggi dello Stato. Barberino ne risentirebbe: in isolamento e in servizi. Chiediamo il voto perché la nostra è una proposta che guarda lontano: siamo cittadini anche noi, io personalmente non sono iscritto a nessun partito. Ci mettiamo al servizio della comunità, nessuno è politico di professione. Vogliamo cercare di risolvere i problemi per noi e per i nostri figli. Garantiamo impegno, buona fede e onestà, qualità positive di questi tempi".

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...