Arrosto girato “Da porta a porta”: le celebrazioni di San Bartolomeo a Barberino

Campane mute: un fulmine abbattutosi sul campanile ha fatto saltare impianto e organo

BARBERINO VAL D'ELSA (BARBERINO TAVARNELLE) – Le campane della chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano sono rimaste mute per il giorno del patrono di Barberino Val d’Elsa, San Bartolomeo, e il perché l’ha spiegato don Soave dal pulpito prima dell’inizio della Santa Messa.

 

"Purtroppo – ha detto – un fulmine in questi giorni si è abbattuto sul nostro campanile facendo saltare l’impianto, e non solo, proprio adesso ci siamo accorti che anche l’organo non funziona!".

 

Così i componenti del coro, in poco tempo hanno risolto con un altro strumento a tastiera e la funzione ha avuto inizio.

 

Don Soave ha voluto che il celebrante fosse don Franco Del Grosso, della parrocchia di Santa Lucia al Borghetto a Tavarnelle, che quest’anno festeggia 50 anni di sacerdozio; insieme con lui il parroco di Chiesanuova don Roberto Gallina.

 

Presenti inoltre il sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli, il vicesindaco Giacomo Trentanovi, l’assessore Roberto Fontani, l’Arma dei carabinieri e la polizia locale, i labari del comune di Barberino Tavarnelle, della Misericordia e del Gruppo Donatori Sangue Fratres.

 

 

"Ho sentito che qualcuno ha detto che questa sarà l’ultima festa di San Bartolomeo – ha precisato don Franco nell'omelia – ma no, non è così, fino a quando esisterà il mondo si festeggerà San Bartolomeo!".

 

"E io – ha detto con un sorriso – non c’entro nulla per quanto riguarda la scelta del nuovo patrono, San Pietro, il sindaco lo sa. Per me doveva diventare un altro il patrono, perché fino al 1787 la chiesa di Tavarnelle era chiamata San Francesco a Barberino. E mi sarebbe piaciuto molto che il patrono del comune di Barberino Tavarnelle fosse stato San Francesco. Sarebbe stata una bella cosa anche perché San Francesco è il patrono d’Italia. E’ andata così, va bene, ma oggi festeggiamo San Bartolomeo".

 

Mentre si stava celebrando la funzione, i volontari del comitato di San Bartolomeo, l’Associazione operatori economici di Barberino, la squadra dei cinghialai di Barberino Val d’Elsa, i parrocchiani, hanno finito di allestire una lunga tavola che dalla Porta Senese ha attraversato via Francesco da Barberino, fino a piazza Barberini, dove oltre a un volontario che ha accudito un fotografatissimo girarrosto ben “carico” di carne, c’erano anche i banchi allestiti in occasione della piccola Fiera di San Bartolomeo. In più è stata organizzata la visita delle storiche cantine con degustazione.

 

Un vero e proprio spettacolo si è presentato al tramonto, quando 310 commensali si sono messi a sedere per la cena “Da porta a porta”: dove i bravissimi volontari si sono dati daffare a cucinare e a servire delle squisite pappardelle al cinghiale, cinghiale in umido, contorni, per poi “smontare” il girarrosto e servire fegatelli e uno squisito arrosto girato. Infine cantuccini e Vinsanto.

 

 

Tanta l’armonia tra chi ha scelto di condividere l’evento, allietato anche della presenza della Bandaccia di Marcialla che ha suonato musiche popolari, passando tra la lunga tavola illuminata dai lampioni e da tante candele.

 

Grande soddisfazione alla fine da parte di tutti, una sorta di “miracolo”, non ce ne voglia don Soave, che grazie all’unione dei due comuni ha dato un tocco in più a questa bella festa.

di Antonio Taddei

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