PETROGNANO (BARBERINO VAL D'ELSA) – A volte capita di imbattersi, nelle nostre campagne, in tabernacoli, vecchi lavatoi, cappelle votive, antiche fonti: pezzi di storia il più delle volte ignorati e abbandonati al loro destino, al loro degrado.
Ma per fortuna, e non mancano, ci sono persone che vanno alla ricerca delle proprie radici, della storia locale. Impegnandosi nella loro riscoperta e, successivamente, nella loro rinascita e tutela.
Stavolta il merito è tutto del barberinese “doc” Bruno Rinaldi: da più di un anno infatti è tornata alla luce, a Petrognano (comune di Barberino Val d’Elsa), la monumentale sorgente dell’acqua dedicata a Santa Caterina da Siena, conosciuta anche come la Fonte del Latte.
Si dice infatti che le puerpere povere di latte, bevendo acqua della fonte, avevano dei benefici e riuscivano così a svezzare i loro bambini con il proprio latte.
Bruno Rinaldi la ritrovò completamente avvolta dai rovi, nel dimenticatoio di una storia che era andata avanti lasciandola a se stessa: ed è rinata con l’aiuto dei volontari del gruppo archeologico di Barberino e Tavarnelle “Achu”, la collaborazione dei proprietari del terreno (i conti Venerosi Pesciolini) e dell’Unione comunale di Barberino e Tavarnelle.
Adesso questo luogo, davvero magico, è accessibile a tutti: e sono molte le persone che vi si recano ancora a prendere l’acqua da portare a casa.
Tra l’altro si può notare che su una sua parte si leggono ancora le incisioni sull’intonaco di nomi di persone del posto che portano svariate date: anni lontani come il 1943, il 1945… .
Così come abbiamo trovato un vestitino bianco di un neonato, lasciato come una sorta di “voto”.
Le sorprese però non sono finite su questo luogo, ce l'ha rivelato lo stesso Bruno Rinaldi facendo… il misterioso: “Vi informerò al momento opportuno” ci ha detto.
E aveva un sorriso che ci ha fatto capire che la scoperta fatta è davvero interessante. Staremo a vedere.
di Antonio Taddei
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