Applausi ed entusiasmo al circolo Arci “La Rampa” di Tavarnelle dove, nella mattina di venerdì 16 novembre, la sala da ballo si è riempita di studenti della scuola secondaria di primo grado dei plessi scolastici di Tavarnelle, accompagnati da professori e preside, per assistere alla presentazione del nuovo libro del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso “Libera Tutti” (Sperling & Kuffer editore).
Ad accogliere il procuratore il sindaco Sestilio Dirindelli, assieme a quello di San Casciano Massimiliano Pescini, membri della fondazione “Antonino Caponnetto”, responsabili del circolo. Dopo i saluti, la giornalista dell’A.N.C.I. Sarà Federica Ronchi ha passato la parola al procuratore che ha voluto subito ascoltare le domande dei giovani studenti.
Luca: "Come ha vissuto da bambino il fenomeno mafioso e che aiuto gli è stato dato dalla famiglia?".
Domiziano: "Che valore ha il linguaggio per cosa nostra, e secondo lei che significato ha il decalogo mafioso?".
Lorenzo: "Sappiamo che in Italia ci sono leggi in grado di colpire l’auto riciclaggio, ma che s’incontrano difficoltà quando si cerca di raccordarsi a livello europeo. Esistono convenzioni internazionali che riescono a contrastare il riciclaggio del denaro proveniente dal fenomeno mafioso o dall’evasione fiscale?".
Corinna: "Il titolo del suo libro ci ha colpito molto per l’impegno civile e per una giustizia per tutti. Lei ha pensato agli altri ai ragazzi e le ragazze che vivono in questo sistema o pensava a se stesso e alla sua vita?".
Luna: "Oggi si muore più di delitti di mafia o delitti d’indifferenza?".
Osvaldo: "Un suo ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".
Domande alle quali ha dato risposta il procuratore, accennando anche ad alcuni episodi di vita familiare, come il rapporto con il proprio figlio che durante il maxi processo gli vide cambiare la vita. Una vita che diventa in concreto blindata, che non gli consente più di seguire il figlio nei momenti liberi, per esempio andare a seguire una normale partita di basket. L’apprensione della moglie quando un giorno gli suonano il campanello e dal citofono arriva una voce mafiosa che dice: "I figli si sa quando escono, ma non si sa se ritornano".
Avvertimenti che lasciano senza respiro, ma che non hanno intimorito la famiglia. Oggi quel figlio all’epoca quattordicenne, è dirigente della Squadra Mobile. Altra curiosità svelata dal procuratore la sfila da un taschino: Una sorta di reliquia" dice. Si tratta di un accendino regalatogli da Giovanni Falcone durante un viaggio da Roma a Palermo. "Tieni – gli disse – te lo regalo, oggi ho deciso di smettere di fumare. Se dovessi riprendere, me lo dovrai restituire. So che lo farai con affetto".
Purtroppo non è stato così. Un forte applauso ha così salutato il procuratore Pietro Grasso, che sceso dal palco si è recato ad abbracciare la signora Elisabetta Caponetto, moglie di Antonino Caponnetto.
Alla fine anche noi de Il Gazzettino del Chianti e delle colline fiorentine abbiamo rivolto alcune domande al procuratore.
Dottor Grasso, il sindaco di Tavarnelle ha detto che anche sul nostro territorio sono state confiscate aree d’infiltrazione mafiose…
"No, direi di no. Magari qualche organizzazione ha cercato di investire su delle aziende della zona, ma che ci siano infiltrazione nascoste no!"
Dunque il nostro Chianti è sicuro?
"Dovete stare attenti che venga prodotto con l’uva della zona, che non arrivi uva da qualche altra parte. Anche perché il Chianti… è il mio vino preferito!".
La chiusura ad Antonio Apostolico, segretario del circolo Arci “La Rampa”: "Grande soddisfazione da parte di tutti per questo evento al circolo, siamo davvero orgogliosi".
di Antonio Taddei
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