Sant’Appiano, scalinata restaurata e inaugurata: fra festa e qualche polemica

Soddisfazione al taglio del nastro dell'intervento finanziato ai Lions. L'amarezza del sindaco per alcuni critiche "social"

SANT'APPIANO (BARBERINO TAVARNELLE) – Una serata stupenda, quella di domenica 30 giugno, in una location da cartolina: la Pieve protoromanica di Sant’Appiano, una delle più antiche del territorio.

 

Una serata magica

 

Per celebrare l’inaugurazione della scalinata storica (le foto sono di Antonio Taddei), grazie al restauro finanziato dal Lions Club Barberino Montelibertas, associazione sempre in prima linea. Nonché per chiudere in bellezza questa fantastica annata lionistica 2018/2019, ricca di eventi benefici.

 

Davanti ad una folla di persone, in presenza del sindaco David Baroncelli e del vicesindaco Giacomo Trentanovi, il parroco don Soave ha benedetto la scalinata, che ha ricevuto nuova vita.

 

Un intervento importante anche dal punto di vista economico, "quotato" 30.000 euro dalla Soprintendenza. Prima le pietre erano sconnesse e i muri laterali cadenti. Adesso è percorribile in tutta sicurezza e ha riacquistato il valore che merita.

 

 

Alla visita guidata (gratuita) ai resti del battistero e all’interno della Pieve, dove è conservata la tomba del santo, sono seguiti l’aperitivo a buffet nella raccolta corte interna e la cena nella magnifica Sala dei Cento.

 

In cui gli 83 commensali hanno assistito alla cerimonia di investitura di un nuovo socio: Gino Giannini. E hanno gustato la cena, ricca e squisita, preparata dalla vivace comunità di Sant’Appiano, contribuendo in parte al finanziamento del restauro.

 

“L’idea ci è venuta l’anno scorso – a parlare è il presidente del Lions Club Barberino Montelibertas Virdi Sukhwant Singh – I lavori sono partiti il 15 maggio e terminati il 30 giugno. Ci dispiace se a qualcuno non piace, ma noi siamo felici del risultato”.

 

“Dopo quanto realizzato alle tre cappelle nella zona di Badia a Passignano – interviene il sindaco David Baroncelli – ringrazio i Lions anche a nome del paese per l’ennesima operazione importante. Che permette di restituire veri e propri patrimoni”.

 

Le critiche sui social

 

“Sono rimasto molto turbato dalle critiche ingenerose degli ultimi giorni – aggiunge il sindaco Baroncelli – Se avessimo 10 euro per ogni biasimo, potremmo rimettere l’intera chiesa. Oggi dovrebbe essere una festa per tutti. Invito i polemici a venire a dare una mano ai Lions”.

 

Il riferimento di Baroncelli è a molti post apparsi sui canali social che criticano le modalità del restauro. Tanto che lo stesso primo cittadino ha preso "mouse e tastiera" e ha detto la sua. Lanciando anche qualche bordata all'opposizione in consiglio comunale.

 

"Un'opera attenta e premurosa – ha scrito Baroncelli – che rende merito della perizia dei restauratori, del ruolo culturale, di controllo e delle indicazioni della Soprintendenza che non si è limitata a dare prescrizioni ma ha fatto sopralluoghi e ha lavorato insieme ai tecnici responsabili e soprattutto della dedizione dei Lions che oggi restituiscono alla collettività un bene culturale facente parte di un complesso monumentale tra i più straordinari della Valdelsa e forse anche di tutta la provincia di Firenze".

 

"Grazie Lions – rimarca – a nome di tutta la nostra comunità e mi scuso anche a nome di coloro che non hanno apprezzato e anzi hanno denigrato il vostro lavoro, con altri scopi ben s'intende. Peccato per l'occasione persa da parte dei consiglieri di opposizione di Progetto Futuro che pur di far bagarre e attaccare questa amministrazione nel tentativo di farci figurare come responsabili e protagonisti di uno scempio, e almeno così hanno provato a farlo sembrare e a descriverci".

 

"Invece – conclude – hanno solo messo nel mezzo: Soprintendenza che ha autorizzato e indicato le modalità di restauro, la Parrocchia che è la proprietaria quindi il destinatario ma anche il committente se vogliamo, i Lions Club che sono i benefattori e quindi la committenza che ha trovato le risorse per il lavoro fatto, le imprese abilitate al restauro e i tecnici che hanno messo il 100% del loro sapere e impegno".

 

 

Don Soave: "Per me è stato un sogno"

 

“Per me è stato un sogno – la parola passa a don Soave – Ho trovato chi ci aiutasse senza neanche bisogno di chiedere. Da quando ci sono io è il secondo lavoro. E questo è di particolare rilevanza: la scala che porta alla chiesa simboleggia il salire verso Dio”.

 

“Prima di iniziare abbiamo chiesto un sopralluogo alla Soprintendenza – spiega il progettista Ruggero Trentanovi – Che ci ha suggerito di stonacare e stuccare i parapetti laterali e ha approvato di rifare il muro pericolante e di proteggerlo dall’acqua con una controparete”.

 

 

“Non è stato semplice – raccontano i restauratori Claudio e Fabrizio Tafani – Il tempo era poco, dato che fino a fine maggio ha piovuto. E con il caldo di questi giorni è stato difficile tenere bagnate le malte. Inoltre, anziché tre metri di muro, lo abbiamo dovuto smontare tutto”.

 

“Le pietre sono tutte quelle originarie – specificano – Gli scalini li abbiamo puliti con l’idropulitrice a bassa pressione. Abbiamo usato la calce e realizzato una patinatura che rispecchiasse i colori della facciata e che desse l’idea di antico. Infine abbiamo reso più “dolce” la scarpata laterale”.

 

“Abbiamo preferito non usare il tufo – concludono i fratelli Tafani – perché tra le fughe c’erano degli arbusti: sarebbero stati necessari interventi mensili”.

di Noemi Bartalesi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...