BARBERINO TAVARNELLE – Sabato 2 febbraio si terrà contemporaneamente in tutta Italia un’iniziativa molto importante, che va al di là delle fazioni politiche e che unifica all’insegna dei diritti internazionali dell’uomo: “L’Italia che resiste”.
Una sorta di presidio circonderà il palazzo comunale di moltissimi comuni italiani. Con l’intento di levare la propria voce contro alcune posizioni governative e di dire no alla rabbia, alla violenza e al menefreghismo.
Aderirà anche la comunità di Barberino Tavarnelle sia a livello di liberi cittadini che delle associazioni locali. All’incirca dalle 14 alle 17. In piazza Matteotti a Tavarnelle, davanti al comune.
Sarà non solo una protesta pacifica. Ma anche un momento di ritrovo, riflessione, dialogo, in cui ciascuno potrà intervenire liberamente. E a cui tutti sono caldamente invitati a partecipare.
“E’ stata un’autoconvocazione spontanea – a parlare sono gli organizzatori – Un passaparola tra le persone che sappiamo essere sensibili a queste tematiche e che operano per varie iniziative in varie attività”.
“Ci siamo già incontrati ieri sera, 29 gennaio – raccontano – E siamo molto contenti della risposta ottenuta: eravamo più di venti. Ma siamo sicuri che sabato saremo ancora di più. Anche in caso di pioggia ci faremo sentire”.
“Oltre che per stare insieme – spiegano – sarà un’occasione per confrontarsi. Abbiamo previsto delle letture sia per gli adulti che per i bambini. Chiunque voglia condividere una poesia, una testimonianza, qualunque cosa, potrà farlo tranquillamente”.
“Vorremmo che ci fossero solo bandiere della pace, tante – aggiungono gli organizzatori – e che i partecipanti indossassero un indumento rosso (una sciarpa, un cappello, un maglione), perché questo è il colore simbolo dell’evento”.
“Ci teniamo – interviene David Baroncelli, sindaco di Tavarnelle fino al 31 dicembre scorso – a ribadire con forza i valori di accoglienza, umanità e approccio non violento alle problematiche della nostra contemporaneità. Rispetto alla modalità con cui la politica dei flussi migratori viene trattata dal governo”.
“Si tratta di mettere in campo la nostra solidarietà – conclude David – per quanto riguarda i migranti e la perdita di troppe vite in mare. Crediamo nella pace”.
di Noemi Bartalesi
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