TAVARNELLE – Ai tradizionali festeggiamenti in onore della patrona di Tavarnelle Santa Lucia si è aggiunto, sabato 13 dicembre, un appuntamento che ha reso la giornata ancora più speciale.
Il palazzo consiliare di Tavarnelle ha infatti ospitato (oltre all’inaugurazione della bellissima rassegna pittorica “Russian Portrait”, clicca qui per leggere l'articolo) e la celebrazione dei 25 anni della Polisportiva tavarnellina.
Accanto a una bellissima galleria fotografica, è stato presentato il libro “1989-2014: la nostra storia attraverso le immagini". E’ ben felice di parlarne il presidente della Polisportiva Mauro Maioli.
“Sono orgoglioso di ciò che abbiamo fatto – inizia il presidente della Polisportiva – Una grande soddisfazione viene sia della mostra, esposta per tutto il periodo natalizio, che dalla pubblicazione”.
“Il libro – spiega – è stato realizzato da persone "normali’" che hanno messo a disposizione il loro tempo libero: Mario Forconi ha fornito il materiale fotografico, Renzo Falciai si è occupato del montaggio e dell’impaginazione, Cinzia Dugo e Laura Bruni hanno lavorato sui testi”.
“Inoltre – aggiunge – è stato pubblicato con il patrocinio dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino ed il contributo di ChiantiBanca, che tengo a ringraziare in modo particolare”.
“L’obiettivo – dice ancora Mauro Maioli – era quello di raccogliere i momenti fondamentali dello sport a Tavarnelle negli anni. Dal 1989, quando i 19 soci fondatori firmarono la Costituzione della Polisportiva, al 2014”.
“Ma non solo – conclude – Ci auguriamo che il libro possa diventare anche un documento della storia della nostra comunità: contiene infatti foto storiche, che riprendono la piazza di Tavarnelle prima della ristrutturazione, e offrono diverse visuali del territorio”.
Particolarmente significativo l’intervento conclusivo di Marco Rustioni, assessore allo sport del Comune di Tavarnelle: “Lo sport ha valenza individuale, sociale e culturale. Individuale, perché mette se stessi di fronte ad uno specchio. Sociale, in quanto comporta l’entrare in comunicazione diretta con l’altro. E infine culturale, dato che è un momento di crescita fondamentale”.
“Non me ne voglia il sistema educativo al quale faccio riferimento (insegno da più di vent’anni) – dice ancora – ma questo ha sempre dato poco spazio all’attività motoria”.
“E quindi – ammette l’assessore allo sport – meno male che ci sono personaggi come quelli che lavorano all’interno della Polisportiva. A loro faccio i miei più vivi complimenti”.
di Noemi Bartalesi
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