PASTINE (BARBERINO VAL D'ELSA) – Sale alta, altissima la tensione fra i cittadini del comune di Barberino Val d'Elsa (ma anche in quelli limitrofi non si sta tranquilli) che hanno i loro cari sepolti nei cimiteri.
Alcune settimane fa i terribili casi nel cimitero di Vico d'Elsa (in foto): prima con l'asportazione di un'urna con le ceneri di un uomo (fatta ritrovare su un tabernacolo), poi la profazione del loculo di una donna, con la sua bara estratta per una parte dopo aver tolto la lastra di marmo e distrutto la muratura.
Smurano il loculo e cercano di aprire una cassa da morto
Vico d'Elsa: viaggio nel cimitero delle tombe profanate
Stavolta ad essere colpito è stato il piccolo camposanto di Pastine: un luogo che si è voluto colpire con premeditazione, tanto che è stata anche forzata la porta di ingresso chiusa a chiave.
Stavolta i protagonisti di questi atti incivili hanno tirato fuori dal loculo una cassa che era lì da 40 anni: l'uomo che vi era stato sepolto infatti era venuto a mancare circa 40 anni fa.
I familiari si sono accorti di tutto ieri pomeriggio, probabilmente tutto è successo sabato notte: purtroppo stavolta pare anche che la bara, essendo lì da tanto tempo, si sia anche parzialmente rotta.
Ovviamente indagano i carabinieri, che hanno incontrato i sindaci di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle per fare il punto della situazione. I militari rafforzeranno la loro presenza notturna, in modo dinamico (ovvero spostandosi e facendosi vedere il più possibile).
Le due amministrazioni comunali si sono invece rese disponibili a inserire elementi di videosorveglianza. Anche se, è evidente, sorvegliare i diciassette cimiteri dei due comuni è ovviamente difficilissimo.
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































