TAVARNELLE – "Vorrei fare chiarezza sul perché il Comune di Tavarnelle non trascriverà i matrimoni contratti all’estero fra persone dello stesso sesso, tema che sta a cuore all’amministrazione e a tutte quelle persone che sognano un mondo in cui i più elementari diritti, come quello di amarsi liberamente senza essere contro la legge, siano garantiti a tutti".
Inizia così, a margine di un po' di "bagarre" sulla questione nata in consiglio comunale fra Pd e M5S, la riflessione di Tiberio Bagni (in foto), capogruppo del Centrosinistra per Tavarnelle.
"La sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale – ricorda Bagni – dice chiaramente come nella costituzione non venga specificato che il matrimonio debba essere per forza contratto da persone di sesso diverso".
"Ma ricorda anche – precisa – che, in assenza di altri riferimenti, è inevitabile concludere che i costituenti “tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che stabiliva ( e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso. In questo quadro, con riferimento all’art. 3 della Costituzione, la censurata normativa del codice civile che contempla esclusivamente il matrimonio tra uomo e donna non può considerarsi illegittima sul piano costituzionale”. Queste sono le parole scritte nella sentenza della Corte Costituzionale, visibile e consultabile da tutti".
"Nonostante le polemiche che questa decisione potrà portare con sé – ammette Bagni – crediamo di essere dalla parte della ragione e qui spiego il perché. Il Comune di Tavarnelle, nella scorsa legislatura, è stato fra i primi in Toscana a istituire il Registro delle Unioni Civili e a parificare, all’interno dei bandi Peep e per l’Edilizia Residenziale Pubblica, le coppie omosessuali con le coppie eterosessuali".
"Perché allora – dice Bagni – abbiamo votato contro la mozione presentata dal M5S lo scorso consiglio comunale, che invitava il sindaco a trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso contratti all’estero? Abbiamo solamente fatto notare che non è giusto impegnare il sindaco a fare una cosa che, andando contro la Corte Costituzionale, sarebbe andata per estensione contro la Costituzione stessa, sulla quale il sindaco ha giurato non più tardi di sei mesi fa".
"Dal momento che tutto il consiglio – dice ancora – dal Pd, ai Socialisti, al M5S fino a Forza Italia, è favorevole ai matrimoni gay, abbiamo ribaltato la questione e fatto la seguente proposta: invece di dividersi su una mozione tecnicamente non votabile come quella presentata, perché non ritirarla e presentarne una nuova da trasmettere ai parlamentari delle varie forze politiche eletti nelle nostre circoscrizioni invitandoli a legiferare su questo argomento per garantire pari diritti a tutti?".
"La proposta – rammenta – è stata rimandata al mittente è perciò abbiamo votato una mozione in cui: si invitava il sindaco a chiedere al Ministero dell’Interno di avere lumi sul comportamento da tenere riguardo a questa vertenza. Se il ministro Alfano ha già diramato una circolare riguardo a questo, che senso ha questa votazione? Auspicava, in relazione all’ordinanza del Tribunale di Grosseto del 3 aprile 2014 , che il sindaco potesse trascrivere gli atti di matrimonio celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso residenti a Tavarnelle. L’ordinanza è stata abrogata. Come possiamo votare una disposizione su un’ordinanza abrogata?".
E ancora: "invitava il sindaco a trasmettere la mozione al Parlamento per invitarlo a legiferare per regolare diritti e doveri delle coppie di persone dello stesso sesso. Su quest’ultimo punto, tutto il consiglio era d’accordo! E la proposta che abbiamo avanzato si basava proprio su questo!".
"Ma il M5S – tiene a specificare Bagni – tramite la sua capogruppo Noemi Mandarini, ha rilanciato, chiedendo l’emendamento del secondo punto per modificare la dicitura “auspica che il sindaco” con un “impegna il sindaco”. Bene, l’emendamento ha visto il voto contrario anche del consigliere Lorenzo Rizzotti, candidato sindaco del M5S alle scorse elezioni… . Anche lui, essendo riuscito a rimanere lucido dopo una pur sempre appassionante discussione, ha convenuto che era assurdo impegnare il sindaco su un’ordinanza abrogata , sostenendo che le argomentazioni del sindaco lo convincevano. Invito tutti ad andare su internet a vedere la registrazione dell’ultimo consiglio comunale sul sito del Comune".
"Se le leggi non sono ritenute giuste – prosegue Bagni – ci sono i modi e i metodi previsti dalla democrazia per cambiarle. E’ sbagliato però trasgredire la legge, ancor di più se la persona che è impegnata da un consiglio comunale a farlo è il sindaco, quello che dovrebbe dare l’esempio".
"Presenteremo nel prossimo consiglio comunale – annuncia – una nuova mozione per invitare il Parlamento a legiferare sul tema sacrosanto dei diritti che devono essere riconosciuti alle coppie di fatto, perché come amministrazione e come forze politiche che siedono nel consiglio grazie al 72% dei voti dei tavarnellini, staremo sempre dalla parte dei più deboli e di chi si ama, lottando con loro per cambiare le leggi e non per trasgredirle. Lo stesso prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha inviato al sindaco della capitale, Ignazio Marino, l’atto per l’annullamento delle trascrizioni dei 16 matrimoni gay contratti all’estero".
"Il Comune di Tavarnelle – sottolinea – dal canto suo, preferisce attenersi ai consigli della Corte Costituzionale, e perciò inviterà i parlamentari a legiferare su questo argomento, auspicando tempi brevi per la risoluzione di questo problema".
Perché, conclude Bagni, "c’è chi parla, come la capogruppo del M5S, e chi già da qualche anno si impegna sul fronte dei diritti civili (tanto da essere presi come esempio da altri comuni della Toscana per il Registro delle Unioni Civili), e nonostante il tentativo di polverone che il M5S ha provato a scatenare, “se noi avessimo previsto tutto questo, dati , causa e pretesto, sicuramente faremmo lo stesso!”".
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































