venerdì 7 Agosto 2020
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    Come in un film… “Nano si racconta”, la lunga vita artistica di Silvano Campeggi

    L'uomo che ha dipinto i grandi manifesti della storia del cinema: la personale dal 4 giugno a Palazzo Malaspina

    SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – A Palazzo Malaspina, da sabato 4 giugno (inaugurazione alle 17.30) al 24 luglio, una incredibile retrospettiva di un pittore fiorentino di dimensioni internazionali.

     

    L’Unione comunale del Chianti Fiorentino in collaborazione con la Pro Loco di San Donato in Poggio rende omaggio a Silvano Nano Campeggi, artista grafico tra i più conosciuti e apprezzati nel mondo, soprattutto per la sua lunga collaborazione con le case di produzione cinematografiche di Hollywood.

     

    Tra le sale del prestigioso edificio rinascimentale, cuore del borgo chiantigiano, saranno esposte le sequenze di una lunga storia d’amore, tra Nano e i colori, tra Nano e le dive di Hollywood, tra Nano e i cavalli, tra Nano e la natura, tra Nano e la vita.

     

    Una mostra sfaccettata e sensuale, vera e ironica che racchiude e ripercorre tutto il cammino artistico del disegnatore in cui troveranno spazio non solo i grandi manifesti cinematografici, ma anche le locandine, i bozzetti, i disegni, le tappe di una carriera che davvero ha saputo accendere i sogni della gente e, come diceva Fellini, ha creato “punti di riferimento, luoghi di incontro dove gli amori nascevano…come la tenerezza di un bacio sotto il manifesto di Joan Crawford”.

     

    Da Audrey Hepburn a Clark Gable, da John Wayne ad Elisabeth Taylor, da Fred Astaire ad Humphrey Bogart.

     

    In occasione della mostra promossa e realizzata dall’Unione comunale del Chianti Fiorentino, grazie al supporto di Francesco Nannoni e alla preziosissima partecipazione di Elena Campeggi, il pubblico potrà vivere un’opportunità unica.

     

    Nella splendida cornice di Palazzo Malaspina, ai visitatori è offerta la possibilità di entrare nella dimensione inedita di “Nano si racconta”.

     

    Punteremo dritti al cuore della vita artistica del maestro – commentano il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli e l’assessore con delega alla Cultura per l’Unione comunale del Chianti Fiorentino Elena Borri – rappresentata complessivamente da un’ottantina di opere di vario genere. Il nostro intento è quello di valorizzare la poliedricità della produzione di Silvano Campeggi ospitando, in una delle nostre sedi più prestigiose, un’antologica in sintesi caratterizzata dalla presenza di manifesti e cartelloni cinematografici, opere ispirate ai tornei, ai personaggi storici e celebri, riferite all’Arma dei Carabinieri, all’Isola d’Elba e Napoleone, oltre a decine di locandine pubblicitarie".

     

    "Crediamo che l’arte di Nano – proseguono – costituisca un’opportunità di conoscenza della grande arte di comunicare. La mostra dedicata al grande maestro fiorentino dipana una lunga storia condensata in una successione di fotogrammi, immagini vive, infinite in cui ogni cosa, al di là del tempo e dello spazio, parla e veicola emozioni”.

     

    Lavorando per la Warner Bros e la Metro Goldwin Mayer, solo per citarne alcuni, Nano non si è limitato ad entrare nella storia del cinema internazionale ma ha contribuito a costruirne le fondamenta.

     

    I manifesti che facevano rivivere i sentimenti sui muri delle città hanno di fatto attratto migliaia di persone nelle sale cinematografiche stimolandole a coltivare il linguaggio della settima arte, per sessant’anni.

     

    Il bacio di Via col Vento, i cavalli bianchi di Ben Hur, la stola piumata di una sensualissima Marylin Monroe. Cosa deve essere stata nel dopoguerra, momento centrale e complesso in cui il libro della vita sociale e culturale era tutto da scrivere con la voglia di rinascere e il progetto collettivo di costruire il paese, la sinfonia dipinta dei sentimenti di Silvano Campeggi.

     

    Un’orchestra di immagini aperta ai sogni, ai desideri e alle speranze delle città italiane. Quel gioco inarrestabile che dal 1947, su ispirazione dei maestri Rosai e Soffici, trascinò l’artista verso la scoperta di se stesso.

     

    Il tratto leggero, morbido e intenso si rivela "suono", si propaga e dà corpo ai volti, alle donne, agli uomini, ai cavalli, alle battaglie, ai personaggi di fiabe e racconti, ai miti di una vastissima gamma di soggetti cinematografici e non solo, confluiti nelle tremila opere da lui realizzate lungo tutto il percorso artistico.

     

    Un’avventura dominata dal colore in cui il lapis corre sul foglio, il pennello sulla tela, sapendo di compiere ogni volta un piccolo miracolo: quello di piacere, di stupire, di attrarre nel vortice dell’immaginazione, di raccontare, ancora prima di vederlo sul grande schermo, il messaggio essenziale di un film.

     

    Una scena letta attraverso il caleidoscopio delle emozioni di un artista di grande sensibilità e talento, come Nano, è una scena che infiamma tra mille, che lancia una promessa, che magnetizza, parla di emozioni popolari, di storie possibili, prende per mano e porta in viaggio. Il grande cinema americano questo lo ha colto prima di tutti gli altri e ha riconosciuto nell’ambizione di un italiano che amava dipingere, disegnare e illustrare qualunque cosa gli apparisse degna di attenzione, un patrimonio umano e artistico di grande valore.

     

    L'artista

     

    Silvano Campeggi nasce il 23 gennaio del 1923 a Firenze. Studia all'Istituto d'arte di Porta Romana, allievo di Ottone Rosai e di Ardengo Soffici inizia con le illustrazioni di giornali e libri, trasferitosi a Roma si dedica alle illustrazioni per Hollywood con capolavori senza tempo, fra i cartelloni più famosi quelli di Casablanca, Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi, West Side Story, La gatta sul tetto che scotta, Vincitori e vinti, Exodus, Colazione da Tiffany, Ben Hur e molti altri, per quasi 3.000 opere.

     

    Noto anche come “il pittore delle dive”, nella sua attività ha frequentato e immortalato Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Liz Taylor, Ava Gardner, Grace Kelly e tanti altri ancora.

     

    Dagli anni ’70, torna a dedicarsi alla pittura realizzando una serie di quadri conservati oggi al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri a Roma. Negli anni ‘80 si dedica a quadri della “sua” Isola d'Elba. Negli anni ‘90 gli vengono dedicate numerose retrospettive e mostre, tra le quali una personale a New York sui manifesti cinematografici.

     

    Ha dedicato tutta la sua vita alle arti grafiche, ha fatto sognare intere generazioni di spettatori con i suoi manifesti del cinema degli anni ‘50 e ‘60. Il talento di Nano inizia ad esprimersi nel dopoguerra.

     

    Esegue ritratti per i soldati americani presso la Croce Rossa americana lavorando nel Convalescenziario di piazza San Marco, quindi segue l'avanzata delle truppe alleate fino in Austria. Nano sta con gli americani, veste la loro divisa, ascolta la loro musica, conosce gli attori e i cantanti che fanno il giro dei vari fronti per intrattenere i soldati. Al ritorno, Firenze come, per tanti coetanei tra cui Zeffirelli e Bolognini, appare al pittore chiusa e provinciale.

     

    Così parte per Roma in cerca di nuove avventure e gli viene offerto di realizzare il bozzetto per Aquila Nera, con Rossano Brazzi e Gino Cervi. Il film si rivela un successo, campione di incassi nel 1946. Nano viene dunque presentato alla Metro Goldwin Mayer come una giovane promessa. Da allora la Metro diventa la sua casa.

     

    La carriera hollywoodiana spicca il volo quando, tra il 1946 e il 1947, Nano realizza i manifesti di Via col vento e Casablanca. Le icone del cinema sono rimaste impresse nell'immaginario collettivo anche grazie all'aspetto che Nano ha dato loro: da Sophia Loren a Audrey Hepburn, da Rita Hayworth a Liz Taylor. Senza dimenticare l'icona per antonomasia, Marilyn Monroe, la prima volta che la incontrò stava girando Il principe e la ballerina.

     

    Negli anni '70 la pubblicità televisiva soppianta i manifesti murali e Silvano Campeggi deve rivolgersi ad altro. Per un periodo dipinge i sassi dell'Elba, poi su incarico dell'Arma dei Carabinieri realizza cinque grandi battaglie del Risorgimento. Nel 1975 il suo ritratto di Salvo d'Acquisto viene usato dalle Poste Italiane per un francobollo commemorativo. Si è dedicato anche alle eroine pucciniane, ai ritratti di personaggi illustri che hanno avuto un legame con l'Ospedale di Santa Maria Nuova.

    di Redazione

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