TAVARNELLE – Il negozio di prodotti biologici "CiboVivo", aperto di recente a Tavarnelle da Marta e dal figlio disabile Matteo, continua a regalare sorprese: sta per diventare attrezzato per la comunicazione CAA, ovvero un luogo dove anche chi non ha l'uso della parola può chiedere ciò di cui ha bisogno.
“Piccoli passi verso l’autonomia: fare la spesa con la CAA” è il progetto nato in collaborazione con la logopedista Azzurra Morrocchesi e con l'associazione Ci Incontriamo; e consiste nell'utilizzo di un metodo di comunicazione aumentativa/alternativa (CAA) che affianca o sostituisce il tradizionale linguaggio parlato.
L'idea è quella di sensibilizzare la comunità sul tema della diversità, in modo da abbattere quelle barriere (come appunto il linguaggio) che tendono a isolare il diverso.
A questo proposito sabato primo dicembre "CiboVivo" annuncia la giornata della spesa "communication friendly", durante la quale i clienti saranno "costretti" ad usare questo metodo per acquistare i loro prodotti.
Ad abbattere la difficoltà di comunicazione, oltre agli assaggi offerti, ci sarà la dottoressa Morrocchesi, che ci mostrerà come funziona la CAA.
"La comunicazione non è fatta solo di parole – spiega la dottoressa – Ci sono tantissimi modi per comunicare: un’espressione della faccia, un gesto, un'emoticon".
"Attraverso la CAA – prosegue – è possibile compensare la mancanza temporanea o permanente del linguaggio espressivo, al fine di mettere in condizione di comunicare in modo efficace anche chi non riesce attraverso il linguaggio verbale orale, traducendo il proprio pensiero in una serie di segni intelligibili per l'interlocutore".
"Grazie alla CAA – conclude la dottoressa Morrocchesi – molte persone riescono a comunicare tramite un codice, e ciò permette loro di avere nuove opportunità educative e sociali. Il nostro proposito è quello di estendere questa metodologia oltre l'ambiente scolastico e sanitario per favorire l’autonomia e l’integrazione sociale nel contesto di vita quotidiana".
"Con questa iniziativa – aggiunge infine Marta, titolare del negozio e membro dell'associazione Ci Incontriamo – ci piacerebbe stimolare anche le altre attività commerciali a fare lo stesso, preparando così un terreno sempre più fertile per l'integrazione".
di Redazione
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