TAVARNELLE – "Il capogruppo del Pd Tiberio Bagni torna sull’argomento matrimoni gay dicendo di voler fare chiarezza sui motivi che hanno indotto la maggioranza a bocciare la mozione del MoVimento 5 Stelle (clicca qui per leggere l'articolo). Dalle sue parole però si evince che il primo a doversi chiarire le idee sull’argomento è proprio lui".
Noemi Mandarini (in foto), capogruppo del MoVimento 5 Stelle di Tavarnelle, rimanda al mittente le accuse del capogruppo democratico. E spiega la posizione del M5S sul riconoscimento dei matrimoni fra coppie dello stesso sesso contratti all'estero.
"Infatti – spiega Mandarini – la mozione non impegnava il sindaco a sposare in Italia due persone omosessuali attribuendo diritti e doveri agli interessati. Se avessimo chiesto questo ribattere, come ha fatto la maggioranza con la sentenza della Corte Costituzionale 138/2010 (quella che sostanzialmente dice che nei matrimoni celebrati in Italia i coniugi devono avere diverso sesso) avrebbe avuto un senso".
"La mozione chiedeva altro – precisa Mandarini – semplicemente che il sindaco trascrivesse contratti stipulati all’estero, conferendo pubblicità-notizia ad un evento, giuridicamente rilevante, verificatosi nel rispetto degli ordinamenti dei Paesi in cui il matrimonio è stato contratto e delle Carte sovranazionali recepite dal nostro ordinamento".
"La legge italiana – prosegue Mandarini – impone che i contratti validi all’estero, non contrari all’ordine pubblico, debbano essere registrati in Italia. Sono i matrimoni gay contratti? Sì. Sono contrari all’ordine pubblico? No. E allora vanno trascritti, punto".
"Molti sindaci – rilancia – hanno colto l’opportunità che il diritto internazionale, in cui si muove anche la legislazione italiana, offriva loro per schierarsi ed impegnarsi a favore dei diritti civili degli omosessuali senza violare alcuna legge né tantomeno la Costituzione, anzi esaltandola perché è lì, nei suoi articoli fondamentali, che si dice che nessun cittadino deve essere discriminato".
Perché secondo la capogruppo del M5S tavarnellino "la trascrizione non va contro la Costituzione tanto è vero che nella battaglia, per nulla chiusa, tra sindaci e prefetti questi ultimi, nelle disposizioni di annullamento, non citano a vanvera, come fa Tiberio Bagni, la sentenza della Corte Costituzionale, ma fanno riferimento a motivi di ordine pubblico".
"Perché – tiene a sottolineare – torniamo a ripeterlo, solo motivi di ordine pubblico possono impedire la registrazione in Italia di un contratto valido all’estero. Questa motivazione è evidentemente ridicola e sarà facilmente impugnata".
"Non vi abbiamo chiesto di tradire la Costituzione – accusa – E’ il vostro capo Renzi, e il suo Governo eletto da nessuno, in un Parlamento delegittimato dalla sentenza della Corte Costituzionale, che sta picconando la Costituzione con l’aiuto del condannato Berlusconi e dell’accusato di corruzione Verdini: chiedete a lui di rispettarla".
Insomma, critiche rispedite con vigore al mittente: "La mozione era quindi tecnicamente votabilissima e voi avete bocciato non solo l’emendamento che impegnava il sindaco a trascrivere i contratti formati all’estero (non a sposare le persone dello stesso sesso), ma anche il testo originario che semplicemente auspicava che il sindaco potesse farlo".
"Poi potete dire – dice citando Bagni – che il tema “sta a cuore all’amministrazione e a tutte quelle persone che sognano un mondo in cui i più elementari diritti, come quello di amarsi liberamente senza essere contro la legge, siano garantiti a tutti”. Certo: le parole non costano nulla!".
"Voi continuate pure a sognare – conclude Mandarini – ma se il vostro sogno un giorno potrà essere esaudito sarà solo perché altri, peraltro anche del vostro stesso partito e nel pieno rispetto della legge e della Costituzione, mentre voi sognate, stanno cercando di agire!".
di Redazione
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