Collocati lungo due torrenti, mettevano a rischio il regolare deflusso delle acque: 50 denunce

BARBERINO VAL D'ELSA – Un sequestro preventivo di oltre 2.000 metri quadrati di tettoie e manufatti abusivi, opere vietate in modo assoluto perché ricadenti nella fascia dei 10 metri del vincolo idraulico, di rispetto delle acque pubbliche, dei loro alvei, sponde e difese.

 

Ad effettuarlo, lungo il torrente Bozzone il e torrente Drove, nel comune di Barberino Val d'Elsa, personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Stazione di Tavarnelle.

 

Un'operazione nata in seguito a un esposto privato, inerente presunte violazioni del vincolo idraulico compiute da soggetti ignoti sui due torrenti.

 

Nei mesi scorsi i forestali hanno effettuato, in collaborazione con l’Ufficio Difesa del Suolo della Provincia di Firenze, una accurata ispezione del territorio da monte verso valle, lungo il torrente Bozzone e il torrente Drove, nella fascia del vincolo previsto dei 10 metri in destra e sinistra idraulica, circa la presenza di manufatti e strutture abusive.

 

Accertamenti che hanno comportato una lunga indagine, considerata la complessa area da controllare. Al termine i forestali hanno sequestrato anche ingenti quantitativi di rifiuti depositati in modo incontrollato da parte di due distinti gestori di attività artigianali lungo la stessa fascia.

 

Sono state denunciate all’autorità giudiziaria una cinquantina tra persone fisiche e persone giuridiche, per aver realizzato abusivamente tali manufatti e strutture, per un totale di più di trenta comunicazioni di reato.

 

Le violazioni hanno riguardato diverse norme, a partire dal testo unico dell’edilizia al testo unico ambientale, dalle norme di Attuazione del Piano di Bacino del Fiume Arno fino al Regolamento Urbanistico del Comune di Barberino Val d’Elsa.

 

L’area in questione è peraltro classificata “sensibile già vulnerata da fenomeni di esondazioni e soggetta a rischio idraulico”.

 

Per questo il Corpo forestale ribadisce la pericolosità di manufatti abusivi lungo gli argini dei corsi d'acqua perché costituenti grave pregiudizio per l’assetto idrogeologico del territorio, già fortemente compromesso e fragile.

 

Va interrotta la pericolosa tendenza a occupare gli spazi prossimi agli alvei, sia a tutela del regolare scorrimento delle acque sia in funzione preventiva rispetto ai rischi per le persone e le cose che potrebbero derivare nella prossima stagione invernale dalle esondazioni, come già avvenuto di recente.

 

In alcuni casi di aziende che utilizzano tali strutture, vi sarebbe grave pericolo per la pubblica e privata incolumità.

 

Il Comune di Barberino Val d’Elsa, a seguito di tali comunicazioni, ha già provveduto ad informare le parti interessate dell’avvio del procedimento, per l’emissione di ordinanze di demolizione dei manufatti confinanti con l’alveo.

di Redazione

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