Il Partito Comunista della Toscana invita a votare No ai referendum sulle fusioni

Compreso quello per Barberino e Tavarnelle: "Ridimensionamento di democrazia e partecipazione"

BARBERINO VAL D'ELSA-TAVARNELLE – Il Partito comunista della Toscana dice no a tutte le fusioni fra Comuni sulle quali domenica 11 e lunedì 12 novembre sarano chiamati a esprimersi i cittadini toscani: compresa quella fra Barberino e Tavarnelle.

 

"Nei prossimi giorni – dicono dal Pc toscano – l'11 e il 12 novembre, in 10 Comuni della Toscana, per quasi 70 mila abitanti, ci saranno i referendum per dire addio al proprio Comune e far nascere con una fusione a freddo altri nuovi Comuni. Nella provincia di Firenze i comuni interessati saranno San Godenzo con Dicomano e Barberino Val d'Elsa con Tavarnelle, nella provincia di Arezzo saranno i comuni di Bibbiena e Ortignano Raggiolo e infine per Siena con Montepulciano e Torrita ed Asciano con Rapolano".

 

"Come comunisti – chiariscono – siamo fermamente contrari a questa forma di accorpamento comunale. Dopo avere letto il progetto di fusione, riteniamo assolutamente inaccettabile tale progetto, teso ad allontanare i cittadini dalla partecipazione e dai servizi ; a pagarne le conseguenze, come sempre, saranno le fasce più deboli, gli anziani, chi ha problemi di mobilità e chi ha problemi economici".

 

"È sconcertante – accusano – il tentativo di ridimensionare democrazia e partecipazione mediante la propaganda di promesse di denaro e di altri improbabili benefici, infatti la somma dei consiglieri eletti nei comuni attualmente è superiore mentre con le fusioni saranno ridotte di quasi la metà, riducendo drasticamente la rappresentatività. Le frazioni che già oggi sono oggetto di scarsa attenzione, con l'aggiunta di frazioni importanti dovuti alle fusioni inevitabilmente saranno ancora meno considerate. Le decisioni si allontaneranno sempre più dalle persone".

 

"Riteniamo – riprendono – che per l'ottimizzazione dei servizi e dell'impegno economico sia sufficiente la collaborazione di più comuni che agiscano in sintonia, tenendo conto delle aspettative dei cittadini e delle esigenze dei territori, gli amministratori dovrebbero tenere conto di chi ha dato loro fiducia e non dovrebbero portare avanti passivamente scelte calate dall'alto".

 

"Non è certamente una priorità la "fusione" – dicono ancora – le attese dei xittadini sono altre, come avere un lavoro che è l'unica cosa che dà dignità, avere una sanità funzionante con il potenziamento delle strutture sanitarie, le strutture scolastiche, i trasporti, gli impianti sportivi, la manutenzione stradale, l'ambiente. Ci viene in mente la farsa della chiusura delle province, infatti sono sempre li ma con meno competenze soprattutto nel territorio e gli effetti devastanti sono quotidianamente visibili, in compenso è stata tolta la possibilità ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti. Oggi la provincia è amministrata da nominati".

 

"Tutte le narrazioni positive sulle fusioni sono solo frutto di invenzioni – rilanciano – Tutto nasce dal Patto di Stabilità e dal blocco del turn over, i comuni più o meno piccoli o indebitati non riescono più a garantire i servizi ai cittadini e invece di risolvere i problemi con investimenti e assunzioni, i partiti filo europeisti si sono inventati le fusioni dei comuni con una piccola mancia che si esaurirà nel giro di pochi anni senza lasciare traccia. Noi siamo per lo stralcio del Patto di Stabilità, che si torni ad investire e si torni ad assumere in modo da non distruggere secoli di storia, cultura, tradizioni e soprattutto si riesca a garantire a tutti i cittadini una vita dignitosa".

 

"Per queste ragioni – concludono – il Partito Comunista Toscana invita i cittadini interessati a votare convintamente No all'ennesimo maldestro tentativo di attacco alla nostra vita".

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...