spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
giovedì 2 Febbraio 2023
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    “Quella locandina di tristezza e morte non rappresenta in alcun modo Linari”

    Lettera degli ex dell'Associazione "Amici per Linari", che contestano le modalità di comunicazione di un incontronella frazione organizzato dal Comitato per la Difesa e la Tutela della Valdelsa

    LINARI (BARBERINO TAVARNELLE) – Nei giorni scorsi a Linari è stata data la disponibilità al Comitato per la Difesa e la Tutela della Valdelsa, che si sta battendo da mesi contro l’ampliamento della Distilleria Deta, di ospitare una serata-incontro nel borgo linarese.

    A questo proposito, riceviamo e pubblichiamo una lettera di precisazioni degli ex componenti dell’Associazione Amici per Linari.

    Che non hanno, diciamo così, gradito la comunicazione social che il Comitato ha fatto sulla serata stessa.

    E’ bastata una locandina “orripilante” (commento di una signora su Facebook) per riportare i nostri pensieri alla mala sorte del borgo storico di Linari e ai ricordi di eventi bellissimi (anni 2010/2011) intitolati “Linari Vive” che portarono tra le mura del castello la cultura con la C maiuscola (concerti, teatro, mostre, incontri di storia e architettura… cene a lume di candela con violini di sottofondo…).

    C’erano luci e colori, note e suoni, voci, risate e odori di buono… non la tristezza e la morte di quella locandina che non rappresenta per niente il nostro paese del cuore, le nostre radici.

    Noi, un gruppo di associati ex residenti (Associazione Amici per Linari) unitisi poi agli abitanti del paese, tentammo di porre all’attenzione della gente, delle istituzioni e dei Comuni della Val d’Elsa, quanto fosse grave la perdita di una parte di storia e di paesaggio così importanti, che crediamo ancora essere patrimonio di tutti.

    In ogni modo facemmo capire che volevamo che il nostro borgo tornasse a vivere ed infatti iniziarono i lavori di ristrutturazione.

    Purtroppo una serie di vicissitudini, certamente economiche e organizzative, ma anche di politiche avverse fecero si’ che questi lavori e la rinascita del borgo venissero interrotti e poi del tutto abbandonati.

    Siamo certi che è l’auspicio di molti, come lo era già allora, che Linari possa tornare comunque a vivere, ma non facciamo confusione: a portarlo nelle condizioni attuali di estremo abbandono non è stato certamente l’inquinamento, la diossina e la ciminiera come qualcuno vuole far credere , strumentalizzando in malo modo la storia per altre battaglie anche apprezzabili, ma l’incuria, il disinteresse e forse anche la volontà di chi si dice dalla parte del borgo, ma poi lo tradisce per propri interessi.

    Dopo tante avventure ed esperienze di vita vogliamo lasciare un messaggio a tutti: difendiamo pure la Val d’Elsa dall’inquinamento, ma difendiamola anche dal punto di vista storico, architettonico e sociale, che ritrovi lo splendore di un tempo… facciamolo con rispetto, con educazione, senza calpestare niente e nessuno, con orgoglio, fierezza e conoscenza.

    All’amministrazione chiediamo di non dimenticare “…quel gioiello di paesaggio toscano che è Linari”, come diceva un vecchio cartello della provincia piantato sulla via Cassia.

    Gli ex dell’Associazione “AMICI PER LINARI”

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...