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domenica 5 Febbraio 2023
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    Questione-Deta, il Comitato: “Il futuro ci darà ragione e il sindaco non lascerà tracce encomiabili”

    Dopo la richiesta di sospensiva bocciata dal Tar: "Per noi - annunciano - si apre un periodo durante il quale la battaglia sarà intensificata. E il nostro ricorso al Tar è ancora in corso!"

    BARBERINO TAVARNELLE – “Il Tar respinge l’istanza del Comitato di sospendere i lavori della Deta, anche supportato da un vizio di forma per i faziosi argomenti dei legali del Comune, nella vicenda si generano strane concomitanze temporali che creano perplessità”.

    Inizia così l’amara riflessione del Comitato per la Difesa e la Tutela della Valdelsa, che nei giorni scorsi ha visto respingere dal tribunale amministrativo regionale la richiesta di sospensiva sulla questione Deta.

    # Il Tar respinge la richiesta di sospensiva sulla Distilleria Deta presentata dal Comitato

    “Ebbene sì – proseguono – il nostro Comitato etichettato come “infiltrati poco raccomandabili e pifferai magici”, non è riuscito a far sospendere i lavori della ciminiera. I legali del Comune di Barberino Tavarnelle hanno argomentato che i “ricorrenti affermano di essere proprietari di immobili posti nelle vicinanze dell’insediamento produttivo, ovvero residenti nella zona, titolari di aziende agricole e agrituristiche. Si deve innanzitutto rilevare che essi non dimostrano, né di avere proprietà immobiliari nelle vicinanze dell’area, né di avere con quell’area uno stabile collegamento…..come è notorio, le visure catastali non forniscono la prova della proprietà dei beni immobili, anche perché il catasto è solitamente poco aggiornato”. La prima riflessione è a che titolo abbiamo pagato l’Imu, la Tari le tasse per decenni? Per quale motivo le carenze e ritardi amministrativi di un ufficio dovrebbero ricadere sui cittadini?”.

    “Al secondo punto – proseguono – sulle emissioni il giudice ha stabilito che “l’innalzamento del camino ad altezza tripla appare suscettibile di migliorare e non peggiorare la situazione delle emissioni odorigene”, senza tenere in considerazioni le nostre argomentazioni circa la composizione dei fumi”.

    “Negata la sospensione della ciminiera – riprendono – il nostro sindaco, pronto ha indorarci la pillola amara che sta facendo digerire alla cittadinanza, ha comunicato: “Il nostro obiettivo primario è il bene comune, perseguiamo con determinazione l’impegno a favorire l’esclusivo interesse della collettività”. Forse quando parla di “comune” parla di interessi comunali, non crediamo parli della collettività”.

    “Poi – incalzano – si è subito dato da fare a comunicare il suo successo sui social e rintuzzare chi dissentiva, scevro da ogni vergona per aver permesso la costruzione di questa ciminiera e per tutte le conseguene che ne deriveranno. Il futuro ci darà ragione e lui non lascerà una traccia encomiabile del suo mandato, quando i patrimoni immobiliari del territorio si deprezzeranno, l’attività turistica subirà un forte calo e le famiglie della Vald’Elsa avranno minore reddito”.

    “Il primo cittadino – riprendono dal Comitato, che ormai è a un muro contro muro da tempo con David Baroncelli – bisogna darne atto, è il sindaco più social d’Italia. E giornalmente somministra amenità di vario livello, a volte spudoratamente faziose ed irritanti per chi qui vive e lavora”.

    “Posta su una decina di pagine Facebook – accusano – e in altrettante chat sui whatsapp delle frazioni del Comune (operazione alla “grande fratello”), è sempre alla costante ricerca di consenso e applausi. Agli attacchi su alcune pagine Fb risponde con toni di lesa maestà. Infatti alcuni cittadini, che hanno capacità di analisi critica, hanno contestato il suo operato in merito alle benemerenze concesse ad un’azienda impattante”.

    “Per noi – annunciano – si apre un periodo durante il quale la battaglia sarà intensificata. Comunque sia chiaro, il nostro ricorso al Tar è ancora in corso, questa era solo la prima udienza per la sospensiva e anche noi rinnoviamo la fiducia alla magistratura per le decisioni in merito alle autorizzazioni”.

    “E’ innegabile – denunciano – che dalla ciminiera ci siano esalazioni di fumi dei quali non si conosce la totale composizione. Il termine green è stato barattato con l’abbassamento della concentrazione delle emissioni che però contrasta con i principi della scienza: il cui concetto di malattia da sostanze tossiche dipende dalla quantità e dal tempo di esposizione. Che senso ha abbassare le emissioni se poi per 24 ore e 300 giorni l’anno respireremo fumi dei quali non conosciamo la composizione, che potrebbero contenere sostanze nocive”.

    “Serve chiarezza – concludono – su cosa respiriamo e non vogliamo deturpata questa valle.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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