TAVARNELLE – Il MoVimento 5 Stelle di Tavarnelle perde una delle sue… stelle: Lorenzo Rizzotti, candidato sindaco nel giugno scorso, consigliere comunale insieme a Marco Frosali (appena entrato al posto della dimissionaria Noemi Mandarini) molla i pentastellati e fonda il Gruppo Misto.
Il mix fra situazione nazionale e locale ha convinto l'agricoltore Rizzotti a dire basta con il MoVimento 5 Stelle: "E pensare che la prima riunione ufficiale a Tavarnelle l'ho idetta io – ricorda – Era il 14 febbraio 2013, poco prima delle elezioni politiche. Ero curioso di questo MoVimento di cui in quel momento si sapeva poco e perché in quel momento pensavo servisse per dare una scossa al Paese. Il Pd era ormai troppo ministeriale, burocratico, incapace di cambiare".
"Io che ero un illustre sconosciuto – prosegue – ho organizzato una serata in cui sono venuti ben quattro candidati al Parlamento, di cui tre sono stati eletti: fra loro Massimo Artini. Solo dopo ho scoperto che a Tavarnelle esisteva già qualcuno che si considerava attivista".
Ripercorre i primi passi del M5S a Tavarnelle: "Per un anno abbiamo iniziato a incontrarci, eravamo sempre solo in cinque. Vicino alle amministrative c'è stata una sorta di "assalto alla diligenza" e abbiamo deciso di partecipare alle elezioni. Non eravamo pronti, ma io ho detto che non saremmo sopravvissuti per altri cinque anni fuori dal consiglio comunale".
Ammette che "il collante era il desiderio di “fare la rivoluzione”, di grossi argomenti comuni ce ne sono stati sempre pochi. Siamo andati avanti, abbiamo fatto le primarie sul Meet Up, nelle quali sono stato designato a fare il candidato sindaco. Artini ci ha seguito sempre, è venuto a fare interventi in piazza…".
Rizzotti pensava che l'ingresso in consiglio comunale con due consiglieri potesse dare la svolta in termini di maturità, ma invece è rimasto deluso: "La piccola frizione è nata subito dopo le elezioni, che anziché essere un elemento compattante sono state un elemento deflagrante. La mia visione era che il MoVimento, una volta entrato nelle istituzioni, dovesse decidere cosa fare e farlo. Altri invece erano convinti che bisognasse aprirle come la famosa… scatoletta di tonno".
"Si è quindi creata subito – racconta Rizzotti – per volontà di una componente del MoVimento, una frattura con otto hanno sfiduciato gli altri quattro, fra cui noi due consiglieri comunali. La situazione ha continuato ad andare avanti in maniera difficile, fino al voto in consiglio comunale sul riconoscimento dei matrimoni su coppie dello stesso sesso sposate all'estero: io non ero interessato all'opposizione furiosa. Noemi Mandarini si è dimessa, è subentrato Marco Frosali, ho cercato disperatamente di parlare con loro, sarei stato pronto a non fare il capogruppo. Ma… niente".
Non vuol calcare la mano Rizzotti, ma si capisce che ha vissuto questi mesi con travaglio: "Io mi aspettavo che il MoVimento si spostasse verso una responsabilità istituzionale, invece va verso la direzione opposta: a livello locale e nazionale. L'unica strada che posso percorrere è quella di lasciare il M5S".
"Costituisco quindi il Gruppo Misto – annuncia – Sono a disposizione di quegli elettori che pensavano che il M5S potesse svolgere un ruolo di controllo ed opposizione rseponsabile. Mi considero competente nei settori dell'agricoltura, della bioedilizia, dei rifiuti zero (sono in totale disaccordo sulla raccolta differenziata monca attuata oggi a Tavarnelle), del turismo…".
Chiediamo se quello che è accaduto ultimamente a livello nazionale gli abbia dato ulteriore spinta: "Certo – risponde subito – Mi dovevo vedere con Artini per capire come affrontare i problemi locali ma è stato addirittura espulso… il giorno prima dell'appuntamento. Oltre alla deriva antidemocratica del MoVimento la mia percezione è stata quella che l'80% delle energie vengono gettate via. Il piccolo malcostume che ho trovato a livello locale si è amplificato a livello nazionale".
Torna un attimo indietro per poi guardare avanti: "In quel momento è stato bello e giusto così, quando c'era da scuotere la situazione un atteggiamento provocatorio e rivoluzionario andava bene; quando diventi il primo partito d'Italia devi cambiare tono…".
di Matteo Pucci
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