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lunedì 3 Ottobre 2022
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    Rubata una pianta di rose in fiore da una tomba nel cimitero di San Donato in Poggio: l’amarezza dei familiari

    Carlo Alberto Pescini è morto nel febbraio scorso. Sulla sua tomba quelle rose erano accudite ogni giorno. Ieri la sgradita sorpresa: un gesto inqualificabile

    SAN DONATO IN POGGIO (BARBERINO TAVARNELLE) – I furti nei cimiteri sono, purtroppo, sempre esistiti. Fiori, oggetti: dalle tombe scompare di tutto.

    E se, come si può capire, il valore economico di quanto viene rubato è quasi sempre nullo, quello affettivo non è neanche valutabile.

    L’ultimo caso è avvenuto nel camposanto di San Donato in Poggio, nel comune di Barberino Tavarnelle, nel mezzo della pineta di fronte al campo sportivo.

    A raccontarlo, anche pubblicamente con un (giustamente) indignato post sui canali social, è Irene De Gennaro. Che racconta quanto è avvenuto sulla tomba del nonno, Carlo Alberto Pescini, morto nel febbraio scorso.

    “Mio nonno – dice Irene al Gazzettino del Chianti – è venuto a mancare il 4 febbraio scorso. E’ stato seppellito a San Donato in Poggio perché cresciuto lì, di preciso alle Filigare, dove ha lavorato una vita intera insieme a mia nonna”.

    “Tutti i giorni – ci spiega ancora – io e mia mamma andiamo ad annaffiarlo quel roso; e ieri sera abbiamo trovato questa brutta sorpresa”.

    “Davvero un bel gesto – scrive Irene nel suo sfogo sui social – sì, un bel gesto ignobile. Rubare nel cimitero un roso in fiore, dove tutti i giorni andiamo con tanto amore e ci dedichiamo quei 5 minuti per sentirci vicini alla persona a noi cara”.

    “Gesto fatto magari senza pensare che quel roso aveva un significato – riprende – Voluto e portato dalla moglie, curato piano piano e fatto crescere con dedizione”.

    “Roso che sembrava dover morire – scrive ancora Irene – ma che sorprendentemente ha iniziato a sbocciare senza mai più fermarsi”.

    “A questo punto – conclude – spero che se il desiderio di averlo, magari nel proprio giardino, sia stato più forte di un briciolo di buon senso. E spero non smetta mai di fiorire”.

    A far sapere quanto accaduto è anche Antonella Pescini, mamma di Irene, figlia di Carlo Alberto.

    “Caro Babbo – scrive – piantereno un altro roso, magari bianco come piaceva a te. E se lo ruberanno di nuovo ne pianteremo un altro ancora, e poi ancora…”.

    “Le rose – promette Antonella – non ti mancheranno mai, con eterno amore”.

    “Solo – conclude amareggiata – non riesco proprio a dare una spiegazione logica. Non c’è logica nel rubare un fiore in un cimitero…”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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