SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – Un saluto intimo, con tanti volti che hanno contribuito al risultato finale nel corso degli ultimi decenni.
Da domani, martedì 1 gennaio, i Comuni di Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa non ci saranno più: in virtù del referendum sulla fusione dello scorso novembre nasce infatti il nuovo comune di Barberino-Tavarnelle.
Decadono tutti gli organi eletti e rappresentativi: sindaci, giunte, consigli comunali. Dall'1 gennai fino alle prime elezioni del Comune unico, a maggio, a guidare l'amministrazione comunale di Barberino-Tavarnelle sarà la commissaria già nominata dal prefetto di Firenze Laura Lega. Che entrerà ufficialmente in carica mercoledì 2 gennaio.

A poche ore della chiusura di un percorso e dell'inizio del nuovo, i sindaci, i componenti delle giunte, consiglieri comunali, i sindaci di "ieri", si sono ritrovati per un saluto istituzionale molto sentito a Palazzo Malaspina, a San Donato in Poggio. Per sancire gli ulrimi giri d'orologio di una storia, alla vigilia di un'altra oltremodo affascinante: quella del comune unico.
Hanno preso la parola, fra gli altri, anche i vicesindaci uscenti Giannino Pastori e Davide Venturini, i consiglieri comunali Tiberio Bagni, Francesco Grandi.
Alberto Marini (presidente del consiglio comunale di Tavarnelle): "E' stata una cavalcata intensa in questi quattro anni e mezzo, che hanno visto crescere il territorio. E la collaborazione fra le due amministrazioni comunali ha contribuito a questa crescita".
Maurizio Semplici (ex sindaco di Barberino Val d'Elsa): "La sera del referendum ero convinto che si vincesse, ma non in quel modo. L’emozione e la soddisfazione sono state grandi, ho visto in pochi attimi tutto quello che abbiamo vissuto negli anni. C’è solo da dire grazie ai cittadini, al di là del lavoro che abbiamo fatto noi. Abbiamo avuto pazienza e perserveranza".
Adelmo Franceschini (ex sindaco di Tavarnelle): "Sono stato sindaco in un periodo molto anteriore, ma in cui c’era già fermento. Adesso al nuovo Comune chiedo di valorizzare le specificità".
Stefano Fusi (ex sindaco di Tavarnelle): "Vivo la cosa anche dal punto di vista emotivo, ricongiungo dimensione politica e affetti personali. C’è un aspetto culturale che la politica ha sollecitato in questa importantissima decisione. Un cambio di passo delle nostre comunità che hanno detto no alla chiusura".
Sestilio Dirindelli (ex sindaco di Tavarnelle): "La cifra più importante di questo percorso è stata la coesione sociale. La politica ha compreso quello che le comunità avevano già iniziato a fare. Ovvero lavorare insieme. La continuità politica è stata fondamentale. Le nostre comunità hanno dato un segnale: non è il tempo delle piccole patrie".

Paolo Sottani (sindaco di Greve in Chianti): "Il risultato ottenuto testimonia il lavoro che è stato fatto. Non si impongono certi passaggi ma si condividono con le comunità grazie alle scelte fatte nel tempo. Il percorso di Tavarnelle e Barberino ha fatto sì che anche in tutto il Chianti si propagasse questo clima. Lo hanno capito sette comuni su otto, escluso Gaiole in Chianti".
Pier Paolo Mugnaini (sindaco di Radda in Chianti): "Ho vissuto questo percorso da esterno, come una lunga camminata giunta a una felice conclusione. A queste comunità auguro che questa scelta sia uno sguardo positivo verso il futuro, che è quello a cui lavoriamo tutti. Insieme. È un insegnamento per tanti".
David Baroncelli (sindaco di Tavarnelle): "Questa è una scelta di campo. Siamo arrivati in fondo perché alla fine non abbiamo ceduto ai tatticismi, alle mezze soluzioni, a troppi compromessi. Per ciascuno di noi sarebbe stato più facile continuare, fare passi piccoli, non rischiare. Abbiamo lasciato da parte la tattica e guardato alla strategia complessiva, facendo percepire un pensiero lungo. Stando in mezzo alle persone. Raccogliendone anche i dubbi, le titubanze, ragionando e facendo comprendere il valore fondante dello stare assieme. L’auspicio è che il comune nuovo prenda questa opportunità trasformandola in una narrazione di nuovo periodo. Con comunità aperte e unite. Anche nella comprensione delle diversità globali".
Giacomo Trentanovi (sindaco di Barberino Val d'Elsa): "E' un momento emozionante, si chiudono due storie belle, importanti, per aprirne una nuova. E' un passo indietro per farne uno avanti. Il fatto che lo abbia vissuto da sindaco lo considero un privilegio. Non è stata la fusione di due comuni, ma la fusione di due comunità. Abbiamo messo le fondamenta, ora c’è da costruire tutta la casa".
di Matteo Pucci
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