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domenica 29 Gennaio 2023
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    “Scoperta la più antica rappresentazione dello stemma di Barberino Tavarnelle”

    Il leone azzurro con il giglio rosso è figlio "araldico" di Benozzo Gozzoli e ruggisce sulle pareti del Tabernacolo dei Giustiziati a Certaldo

    BARBERINO TAVARNELLE – Un leone azzurro, con lingua, artigli e coda alzata, simbolo di forza e segno istituzionale, si staglia su campo argento e fiero, quasi sorridente, ghermisce con la zampa destra un giglio rosso, tratto distintivo dell’orgoglio fiorentino.

    “L’antico stemma che identifica il percorso di unità del territorio Barberino Tavarnelle era sotto gli occhi di tutti – dicono dal palazzo comunale – per secoli custodito dalla Storia, tra le mani e i pennelli di Benozzo Gozzoli, uno dei protagonisti della pittura quattrocentesca il cui linguaggio fu determinante per lo sviluppo dell’arte fiorentina e del Rinascimento, ma solo ora se ne scopre l’esistenza e la grande portata storico-culturale”.

    Il sindaco David Baroncelli, avviato il percorso di ricostruzione dello stemma del nuovo comune, che dopo la fusione poneva la necessità di essere rappresentato da un unico emblema araldico, cerca e trova il leone delle origini e soprattutto l’antica testimonianza iconografica di un territorio che è sempre stato unito.

    La scoperta riguarda la presenza della più antica rappresentazione della podesteria di San Donato in Poggio e Barberino Tavarnelle, affrescata su una delle pareti del Tabernacolo dei Giustiziati, costruito nel 1460, situato originariamente lungo il torrente Agliena, poi traslato all’interno del Palazzo Pretorio di Certaldo. 

    A causa dei danni provocati dall’umidità, infatti, le pitture infatti furono staccate e collocate nel 1957 nell’ex chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, annessa al Palazzo Vicariale. 

    “E’ una ricerca iniziata con l’amico appassionato di storia e memoria locale Bruno Rinaldi, purtroppo scomparso da qualche anno – spiega il sindaco – che avviò un percorso bibliografico attraverso il reperimento di testi di riferimento per l’araldica toscana e fiorentina”.

    “Una ricerca – ricorda – che abbiamo poi proseguito consultando, scavando, indagando direttamente tra le carte e i documenti negli archivi di Stato e dell’inventario dell’Archivio di Casa Buonarroti”.

    “Per poi giungere ad affidare il lavoro storico-scientifico – ricorda ancora – ad un team di professionisti tra storici medievalisti modernisti e storici dell’arte quali Paolo Pirillo, Giulio Cretti ed Elisa Paoli che al momento stanno portando avanti l’attività di ricerca, in fase di realizzazione, per la valorizzazione e la ricostruzione della nostra identità storica”.

    “Per il Comune di Barberino Tavarnelle – prosegue il sindaco – non si tratta solo di uno studio di documentazione volto a creare lo stemma unico, ma del percorso che definisce e valorizza, nell’ambito di una ricerca puntuale, quell’unità che è sempre appartenuta a questo territorio, sospesa ed interrotta per cento anni nell’800”.

    “Un’attività – rilancia Baroncelli – che ci permette di ritrovare le nostre origini e riaffermare in uno spirito di ricomposizione della comunità e della sua storia millenaria uno degli atavici punti di forza di Barberino Tavarnelle, patrimonio di grandi risorse e bellezze, dallo sguardo aperto ed esteso che spazia da Badia a Passignano a Petrognano-Semifonte”.

    “Che oggi – conclude – abbiamo l’opportunità di rivivere al fianco di due complici d’eccezione la Storia dell’araldica fiorentina e l’Arte di Benozzo Gozzoli”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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