MARCIALLA (BARBERINO VAL D'ELSA) – Un appuntamento da non perdere per tutti gli aspiranti attori e per chi, più semplicemente, vuole avvicinarsi alla disciplina teatrale: è la presentazione della Scuola di Teatro, che si terrà martedì 30 settembre alle 21.30 presso il Teatro Regina Margherita di Marcialla.
I corsi, suddivisi in un livello principianti e in quelli più avanzati, inizieranno ad ottobre, per poi concludersi a giugno con il saggio finale, un’occasione per mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite.
Particolare menzione spetta al luogo in cui si svolgeranno i laboratori. Il Teatro comunale di Marcialla, veramente suggestivo nei suoi contrasti tra il rosso delle poltrone e il bianco delle pareti, dispone di cento posti, distribuiti tra la platea e la galleria.
A gestire la scuola la Compagnia teatrale "Nuvole in Viaggio", costituita da cinque professionisti che si propongono di promuovere il teatro e la cultura. E seguita costantemente dal bravissimo fotografo di scena Corrado Frullani (sue le foto sopra).
Ci parla di questo bel progetto locale l’attore, regista e autore teatrale Paolo Ciotti, collaboratore tra le altre dell’associazione culturale "Nuvole in Viaggio".
“Ho iniziato a fare teatro nel 1990 – inizia Paolo Ciotti – Sono cresciuto nella scuola dell’Arca Azzurra di San Casciano (abito a Mercatale) e mi sono formato sul campo, tra seminari ed incontri per me davvero importanti”.
“Dopo dieci anni, ho deciso di intraprendere il cammino di insegnante e regista – racconta – E la cosa bella è che si avvicendano le persone più varie, delle età più disparate: si vai dai giovanissimi di 18 anni ai sessantenni”.
“Ognuno – dice – spinto da una sua motivazione, che può essere la ricerca di un canale espressivo, il divertimento, il desiderio di sconfiggere la timidezza oppure la noia. Il teatro è un mestiere, un’arte, qualcosa da rispettare. Lo circonda un’aura di sacralità”.
Parla con passione vera Paolo: “Consiste in un percorso di conoscenza e crescita non solo da un punto di vista letterario, ma anche di comunicazione con gli altri. È un baricentro di aggregazione: il gruppo fa amicizia e, una volta consolidato, si incontra anche al di fuori”.
“Inoltre – sottolinea – il teatro è fonte di soddisfazione e autostima: vedere il risultato finale, espresso nel saggio, arricchisce la persona, infonde coraggio e talvolta invoglia qualche allievo ad entrare in spettacoli di produzione”.
“Per quanto riguarda il laboratorio per principianti – prosegue Paolo Ciotti – il programma si articola in tre anni e corrisponde ad un percorso pedagogico, alla cui base stanno serietà di lavoro e disciplina”.
“Si lavora sull’espressione corporea – ricorda – oltreché su una sfera emotiva e sentimentale. A primavera si individua un testo, incentrato su un’urgenza civile come il femminicidio o su un riferimento classico. Quindi si costruiscono i personaggi e le scene, in vista del saggio”.
“Poi – conclude Paolo Ciotti – per gli allievi che, conclusi i tre anni, desiderano proseguire, è stato istituito il CLAP (Compagnia Laboratorio Attoriale Permanente), un ulteriore laboratorio, in cui però ci si cimenta nel lavoro di una produzione teatrale”.
di Noemi Bartalesi
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