TAVARNELLE-BARBERINO VAL D'ELSA – Per un giorno lo scuolabus si è vestito con i colori della pace, arricchito da pannelli, disegni di colombe, fasce e cartelli con messaggi scritti da grandi e piccini sul valore dell’unione e dell’armonia tra i popoli.
A fare da portavoce i sindaci di Tavarnelle e Barberino Val d’Elsa, David Baroncelli e Giacomo Trentanovi che, insieme all’assessore con delega alla pubblica istruzione dell’Unione comunale del Chianti Fiorentino Marina Baretta e al dirigente scolastico dell’Istituto statale comprensivo “Don Lorenzo Milani” Fiorenzo Li Volti, hanno percorso una cinquantina di chilometri tra Barberino e Tavarnelle per parlare di tolleranza e convivenza pacifica a oltre mille studenti del territorio.
Un tour a più tappe, quello dello scuolabus della pace, iniziativa ideata e organizzata dall’Unione comunale del Chianti fiorentino, attraverso la quale la delegazione è entrata e si è sofferata nelle scuole di Barberino, Tavarnelle e San Donato, le scuole dell’infanzia di Tavarnelle, Barberino, Vico, Marcialla, gli asili nido di Sambuca e Barberino e la scuola media di Tavarnelle.
“E’ stata una giornata intensa e positiva – hanno dichiarato i sindaci Baroncelli e Trentanovi – abbiamo cercato di trasmettere ai bambini e ai ragazzi valori importanti come quello della pace attraverso la consegna ad ogni scuola di un pannello decorato con le immagini della nostra ultima esperienza nell’ambito della marcia della Pace Perugia-Assisi, abbiamo avuto l’occasione di stimolare un confronto con i piccoli sui temi dei diritti umani e della diversità”.
I bambini e le insegnanti hanno ricambiato la visita offrendo vari doni tra cui simboli di pace, disegni e riflessioni.
“Nelle scuole ci hanno accolto tutti a braccia aperte – ha aggiunto l’assessore Baretta – abbiamo esteso il nostro augurio di un Natale e un 2015 pieno di speranza e valori di dialogo, rispetto e condivisione”.
“Un' iniziativa densa di significato – ha concluso il dirigente scolastico Li Volti – è stato un piacere vedere le istituzioni entrare nelle scuole e farsi comprendere dai ragazzi usando il loro stesso linguaggio”.
di Redazione
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