lunedì 28 Settembre 2020
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    5G, l’accusa di Potere al Popolo: “Il comune di Castelnuovo Berardenga non prende precauzioni”

    "La maggioranza in consiglio comunale ha preso una posizione ambigua, contraddittoria e inadeguata"

    CASTELNUOVO BERARDENGA – “Non prendere decisioni per tentare di non scontentare nessuno, spesso produce proprio l’effetto contrario, ovvero scontentare tutti”.

    E’ la visione di Potere al Popopo di Castelnuovo Berardenga sulla discussione avvenuta in consiglio comunale sul tema 5G.

    “In questo caso – riprendono – non possiamo certo essere contenti noi di Potere al Popolo che abbiamo presentato una mozione, bocciata dalla maggioranza targata Pd, che chiedeva di applicare il principio di precauzione sul tema del 5G e non possono esserlo i cittadini di Castelnuovo, la cui salute viene messa potenzialmente a rischio per equilibrismi politici da prima repubblica”.

    “Cosa chiedeva la mozione da noi presentata e respinta in modo bulgaro in consiglio comunale? Semplicemente – spiegano – l’impegno da parte del sindaco e della giunta ad impedire attraverso i corretti atti istituzionali la sperimentazione e l’installazione sul territorio comunale di impianti con tecnologia 5G in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer e applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea”.

    “Una richiesta del tutto ragionevole – affermano – modificata in alcuni punti per venire incontro ad alcune obiezioni sollevate dalla maggioranza in precedenza, che si inserisce nel solco della linea già adottata da circa 600 comuni (non ultimo il Comune di Pistoia) e tre Regioni”.

    “Non è stata però dello stesso parere la maggioranza in consiglio a Castelnuovo – accusano – che, per cercare di tenere insieme alcune posizioni interne del tutto favorevoli a prescindere (pur in assenza di evidente adeguata documentazione) e il possibile malcontento da parte della popolazione, ha preso una posizione ambigua, contraddittoria e inadeguata”.

    “Noi – concludono – crediamo che le istituzioni di prossimità, come le amministrazioni comunali, abbiano il dovere di tutelare la salute dei propri cittadini, anche in via precauzionale, e non gli interessi delle compagnie telefoniche; anche in considerazione del fatto che in questo caso non stiamo parlando di un avanzamento tecnologico così urgente da non poter attendere posizioni più chiare da parte della comunità scientifica e una valutazione più attenta dei potenziali impatti sulla salute umana e gli ecosistemi”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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