CHIANTI FIORENTINO – Ha una storia ormai ultra decennale il sistema di accoglienza, strutturato e integrato nel Chianti fiorentino: a San casciano, ma non solo.
Il primo sistema di accoglienza a San Casciano prende avvio nel 2015 con l’attivazione di un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria), ospitato negli spazi dell’ex Hotel Mary e gestito da Oxfam.
Un’esperienza durata due anni, fino al 2017, che ha rappresentato il primo passo strutturato del territorio nell’ambito dell’accoglienza.
Nel 2017 l’amministrazione comunale sceglie di trasformare il CAS in SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), assumendo direttamente la responsabilità del progetto.
Da quel momento l’accoglienza diventa un impegno istituzionale a tutti gli effetti, con il Comune di San Casciano come ente titolare e promotore di un percorso più stabile e strutturato.
Nel 2020 nasce ufficialmente il SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione), evoluzione del precedente modello.
Il progetto è rivolto a titolari di protezione internazionale e ai richiedenti asilo in condizioni di vulnerabilità con l’obiettivo non solo di garantire ospitalità ma di costruire percorsi d’integrazione.
Il SAI si fonda su un lavoro di equipe multidisciplinare: operatori e operatrici seguono i beneficiari in un percorso personalizzato, affiancandoli negli aspetti legali, sociali, abitativi e lavorativi, con l’obiettivo di accompagnarli verso l’autonomia e l’inserimento nella comunità. Il percorso può durare da sei mesi a un anno e prevede, tra le altre attività, corsi di lingua italiana.
La parola chiave del SAI è autonomia, sia delle singole persone sia dei gruppi familiari.
Fino a ottobre 2023 è rimasta attiva la struttura dell’ex Hotel Mary che nel corso degli anni ha visto il passaggio di circa 130-140 persone, accolte all’interno del progetto che sono state accompagnate passo dopo passo verso una nuova quotidianità.
Diversi ragazzi nel corso degli anni hanno trovato lavoro a San Casciano nel settore della ristorazione, commerciale, e anche in quello agricolo.
Si tratta ovviamente di un lavoro molto delicato che a livello comunale è coordinato da Leonardo Baldini, referente del progetto e da Duccio Becattini, assessore alle politiche sociali.
Grazie alla loro collaborazione e al loro supporto è possibile promuovere progetti volti a superare gli stereotipi e a creare occasioni di scambio.
A San Casciano adesso la sede del SAI si trova in Borgo Sarchiani e qui abbiamo incontrato Marco Bruni, coordinatore del progetto, e tutta l’equipe di questo sistema di accoglienza e integrazione: “Il SAI – ci dice – dopo la chiusura della struttura precedente si è spostato verso un modello di accoglienza diffusa, non solo nel comune di San Casciano ma anche in quelli limitrofi”.

E com’è stato possibile tutto questo? “Attraverso l’utilizzo di appartamenti che ospitano circa sei persone per unità – risponde – in modo che i richiedenti asilo possano sperimentare un’autonomia maggiore e un nuovo sistema di convivenza “.
In questo momento gli appartamenti si trovano al Bargino e a Mercatale, dove risiedono dei nuclei familiari.
Bruni ci dice poi che “nel corso degli anni altri comuni del Chianti hanno aderito al progetto. Uno di questi è Barberino Tavarnelle, dove in questo momento abbiamo due strutture e presto ne sarà aperta un’altra dedicata ai nuclei familiari, in particolare a famiglie Ucraine”.
Ad agosto 2025 anche il Comune di Greve in Chianti ha aderito al progetto. L’operatrice su Greve è Margherita Zavelle che svolge un ruolo fondamentale nell’accompagnamento dei nuclei familiari e mono genitoriali che in questo momento si trovano al Ferrone.
Con grande dedizione aiuta le famiglie a orientarsi sul territorio, offrendo supporto concreto sia nella vita quotidiana sia nell’accesso ai servizi.
Bruni tiene a sottolineare “il raccordo esistente con i servizi dei tre Comuni attraverso una costante collaborazione e un continuo aggiornamento con le assistenti sociali e l’educatrice della SDS nella progettazione dei percorsi individuali degli ospiti”.
Attualmente il progetto conta 46 posti distribuiti su tre comuni accompagnati da un alto tasso d’inserimenti lavorativi con Coop21 come ente capofila insieme alla Misericordia di Barberino Tavarnelle e Oxfam Italia che cura i servizi trasversali e della cui parte legale è responsabile Chiara Trevisani; un altro rappresentante di Oxfam è David Meseguer che si occupa dell’area abitare. Per Coop21 abbiamo Martina Giani, che cura l’area socio-sanitaria.
Per Bruni però “il successo raggiunto non cancella le difficoltà persistenti nel trovare alloggi adatti nonostante tutte le garanzie offerte dal progetto ai proprietari degli immobili. Lo scetticismo e la chiusura causati dalla non conoscenza restano un problema da affrontare”.
“Uno dei nostri obiettivi primari – conclude – è quello di cercare di coinvolgere la cittadinanza attraverso la promozione di numerose iniziative come la Giornata del Rifugiato celebrata il 20 giugno. Non è esagerato affermare che con queste azioni, contribuiamo a costruire un futuro migliore. Recentemente siamo stati anche a Trieste in collaborazione con l’associazione Linea d’Ombra attiva nell’accoglienza dei migranti provenienti dalla rotta Balcanica”.
In questo momento il progetto di accoglienza riguarda tre giovani palestinesi arrivati dalla Cisgiordania, quattro nuclei familiari ucraini e numerosi ragazzi provenienti dall’Africa subsahariana da Paesi come Burkina Faso Mai, Gambia ed Egitto.
Tutti questi ragazzi fuggono da guerre e instabilità sociopolitiche e l’impegno del SAI è dare loro un percorso di accoglienza sicuro e un futuro di opportunità.
Incontriamo poi Sara Bicchi, referente del progetto all’interno della Misericordia di Barberino Tavarnelle.
E’ entrata nel progetto SAI nel 2023 ma è attiva nell’accoglienza dal 2015 e i suoi primi anni di esperienza li ha svolti nel CAS.
Secondo Sara, “l’entrata della Misericordia nel progetto è stato un passaggio fondamentale perché grazie a esso è possibile lavorare in rete con una maggiore completezza”.
E continua dicendo che “tutto questo rappresenta per la Misericordia una nuova sfida, basti pensare che all’inizio del 2023 avevamo cinque persone da collocare e adesso, con gli ultimi ampliamenti, disponiamo di sedici posti sul territorio”.
Un’altra operatrice dell’accoglienza per la Misericordia di Barberino Tavarnelle è Irene Guarducci.
Un altro protagonista del progetto è David Soler che lavora nel SAI da cinque anni e nell’accoglienza da otto.
Come operatore dell’integrazione si occupa di orientamento al lavoro. Secondo Soler “non è tanto la disponibilità d’impieghi a rappresentare una difficoltà, quanto la necessità di costruire una solida rete di contatti, perché la domanda di manodopera è molto forte”.
Lui, che è a San Casciano da dodici anni, è un punto di riferimento fondamentale per i ragazzi che intraprendono questo percorso.
Un’altra figura chiave è Sara Tozzi, entrata nel progetto nel settembre 2025, che è un’operatrice di accoglienza e si occupa dell’insegnamento della lingua italiana.
Ha messo a punto percorsi personalizzati che permettono ai ragazzi di integrarsi meglio con un approccio pratico e quotidiano, fondamentale per il loro percorso di autonomia.
Il nostro “incontro con il SAI” termina con Serigne Mbaye Guey, originario del Senegal, in Italia dal 1998 ed attivo nel progetto dal 2015.
Si occupa della gestione logistica delle strutture, coordinando gli spazi affinché ci sia una maggiore integrazione per i ragazzi; e come mediatore culturale rappresenta un ponte preziosissimo tra le diverse culture e il territorio.
Possiamo concludere affermando che il SAI è una grande ricchezza per il nostro territorio; nonostante le difficoltà, gli operatori continuano a lavorare per costruire uno scambio continuo e fecondo fra culture diverse.
C’è ancora molto da fare: la strada verso l’integrazione è lunga e tortuosa, e il pregiudizio è un ostacolo non sempre facile da superare.
Ma la strada è questa, quella di un cambiamento prospettiva; per vedere chi è accolto non come un problema, ma come un anello fondamentale per il futuro di ogni comunità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA




































