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lunedì 5 Dicembre 2022
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    Il direttore del Gazzettino del Chianti ricorda l’attore appena scomparso

    L'ho incontrato tante volte nei miei oltre dieci anni di esperienza giornalistica: ed era sempre una sorpresa, uno spasso, un lampo. Una battuta, magari anche un po' "spinta": da toscano vero e verace qual era.

     

    In molti, giustamente, lo ricordano Vitellozzo in "Non ci resta che piangere", oppure magistrale Bozzone in "Berlinguer ti voglio bene". O su un palco teatrale, casa sua.

     

    Ma il mio primo Carlo Monni lo ricordo truccatissimo, calvo e con una corona di capelli bianchi: me lo gustai in videocassetta, quando ancora i dvd non si sapeva neanche cosa fossero, dopo essermi registrato il film senza le pubblicità, come si usava allora.

     

    Quel film era "Benvenuti in casa Gori" e Carlo interpretava in maniera magistrale la parte di Gino Gori, "capofamiglia" come era indicato nel sottopancia all'inizio del film. Quando ho vissuto uno dei momenti più esilaranti della mia vita davanti a una pellicola, guardandolo montare il puntale sull'albero di Natale (clicca qui per vedere il video).

     

    Proprio di "Benvenuti in casa Gori" si parlava l'ultima volta che ho incontrato Carlo, alcuni mesi fa al Teatro Comunale dell'Antella. L'amico e collega Enrico Zoi infatti, con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli, aveva organizzato una retrospettiva con i film di Alessandro Benvenuti. E mi chiamò per presentare la serata con "Benvenuti in casa Gori".

     

    Andai di corsa, in un freddissimo dopo cena d'inverno. Anzi, ricordo ancora meglio: era martedì grasso e turno di Champions League. Ma un po' di gente in teatro era venuta lo stesso, perché sapeva che c'era Carlo. Anche se, e in molti lo sanno, Carlo non era proprio il massimo… dell'affidabilità. Senza cellulare, senza patente, … .

     

    Anche quella sera arrivò all'improvviso, quando ormai stavamo per far partire il film. In sandali e calzini, nonostante fuori si fosse ampiamente sotto zero. Rideva in quei venti minuti in cui presentammo il film, in cui ricordava che, soprattutto per il suo "secondo Gino", quello di "Ritorno a casa Gori", forse si sarebbe meritato anche qualche premio.

     

    Mi svicolò anche con un paio di imprecazioni delle sue, "live", di quelle che non puoi mettergli il "bip" tanto per capirsi. Poi iniziò il film, e lui si accomodò in platea. Era emozionante vedere una pellicola che ho consumato negli anni, della quale so le battute a memoria, mentre dietro di me il Monni commentava, raccontava aneddoti a voce alta.

     

    Poi, come un lampo, a metà proiezione si alzò. E nel buio salutò tutti: "Bona notte gente, voi seguitate a guardare, io vo a letto". Buonanotte Carlo.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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