SAN CASCIANO – Un gesto incredibile, pieno di amore, passione, affetto. Frutto di un gioco di squadra straordinario, spontaneo, travolgente. Che sarebbe bello vedere in tanti altri contesti.
Una vera e propria carovana della solidarietà si è messa in movimento domenica 29 gennaio dal Chianti fiorentino, partendo da San Casciano, per i paesi delle Marche colpiti da sisma e neve: Visso, Pievebovigliana, Muccia, Fiastra, Pieve Torina, Camerino.
Quattordici mezzi carichi, oltre che di beni di prima necessità, anche di tanto amore e generosità. Semplici cittadini, artigiani, commercianti. Di San Casciano (da dove è partito l'appello), delle frazioni, dei comuni limitrofi. Un fiume di affetto e concretezza.

INCREDIBILE PARTECIPAZIONE – La raccolta
Tutti hanno risposto, alla grandissima, a un messaggio di aiuto lanciato da Luca e Silvia Santucci.
"Siamo immensamente felici – ci confidano al rientro – non ci aspettavamo che le persone rispondessero in questa maniera, tanto che a un certo punto abbiamo dovuto dire basta. Hanno vinto l'unione e la collaborazione di tutti, affiancati da due realtà ben organizzate e apprezzate, come la Protezione Civile della Misericordia e la Protezione Civile “La Racchetta” di San Casciano".
Aiuti che hanno mobilitato intere famiglie, paesi: al Ponterotto Claudio e Paola Zecchi hanno raccolto 800 euro utilizzandoli per acquistare acqua, fieno, fioccato e mais per gli animali; a Cerbaia il bar “Da I’ Moro” è riuscito a raccogliere due mezzi pieni di alimenti; a Mercatale “Il Panaio” ha sfornato pane, schiacciate alla fiorentina (con e senza crema con tanto di Giglio), frittelle, cenci e cantuccini.
Tavarnelle ha fornito piumoni, da Barberino Val d’Elsa le “Calzature San Filippo” hanno fornito scarponi e doposcì. E ancora tante altre forniture da Ponte a Ema, Impruneta, Greve, Montespertoli, San Quirico, Montagnana.

LA PARTENZA – Quattordici mezzi
Come avete distribuito il carico?
"Ci siamo divisi andando nei comuni e nelle frazioni – rispondono Luca e Silvia – rifornendo i centri ma distribuendo anche singolarmente alle persone quello che serviva".
Le condizioni della neve?
"Si sta sciogliendo senza creare particolari disagi, ma attraversare i paesi fa un certo effetto. Sembra di passare in mezzo alle macerie di un bombardamento: pareti sventrate, in alcuni casi si vede ancora il letto disfatto, l’armadio, cucine e salotti. Come se da un momento all’altro si animassero di vita quotidiana: ma è il silenzio assoluto che colpisce".
"A un certo punto – raccontano – abbiamo sentito un cane abbaiare, intorno non c’era nessuno, ci siamo fermati andando dietro ai latrati. Dietro una macchina ricoperta di neve abbiamo trovato un recinto con dentro un cane senza acqua, malnutrito, che viveva in mezzo a una quantità di escrementi incredibile. Probabilmente i proprietari avevano lasciato in tutta fretta la casa lasciando la povera bestia “prigioniera”. Lo abbiamo rifocillato e ripulito dagli escrementi. Riteniamo che di situazioni simili ce ne siano altre, comunque molti animali sono sicuramente morti".

LE CONSEGNE – Un momento delle consegne nei paesi
Come vi hanno accolto le persone?
"In diversi ci hanno riconosciuto: “O nini, te tu sei quello che ci ha salvato dalla neve”. La prima consegna che abbiamo fatto è stata un paio di ciaspole a un allevatore che non riusciva a portare il mangiare agli animali per via della neve alta. Una signora ci ha chiesto una confezione di pastine per il babbo senza denti, quando gli abbiamo offerto non una, ma diverse confezioni affinché le mettesse da parte per i prossimi giorni, si è commossa. Una addirittura ha tirato fuori il portafoglio per pagare!".
"Abbiamo lasciato il pane anche a una mensa – dicono ancora Silvia e Luca – facendogli presente che era pane toscano, senza sale. E siccome avevamo anche i fagioli, gli abbiamo suggerito di fare la ribollita, insegnandogli la ricetta. Uno dei cuochi ci ha confidato che avendo lavorato in un gran hotel di Firenze la sapeva fare. Ci ha portato in cucina dove aveva acquistato del cavolo nero. Ora so come usarlo… ci ha detto".
"Un altro episodio che ci ha colpito – raccontano ancora – è stata la richiesta di un bambino di un paio di dopo sci. Indescrivibile vedere la sua reazione: indossati ha cominciato a correre felice nella neve nel campo di calcio".
"Non mancano anche tipi curiosi – ci spiegano – Uno in particolare vive quasi come un eremita in cima a un monte. Si fa chiamare Tony Gazzosa, un amante della musica collezionista di dischi in vinile, rimasti tutti tra le macerie: adesso vive in una baracca fredda immerso nei suoi ricordi".

LE CIASPOLE – Acquistate appositamente per un allevatore
Tornerete con altri aiuti?
"Vediamo, per il momento no, adesso hanno bisogno di ripartire per poter guadagnare vendendo i loro prodotti. Per questo abbiamo già parlato con un assessore del comune di San Casciano, lanciando l’idea di allestire un banchino, magari il lunedì giorno di mercato, vendendo i loro prodotti tipici. Sarebbe un ulteriore importante aiuto".
Una cosa è certa, la dimostrazione di generosità e affetto delle persone semplici del Chianti fiorentino ha funzionato. E certamente non sarà solo per l’onda emotiva del momento tragico in cui vivono le popolazioni delle Marche.
Tutto avrà un seguito, perché l'appello con il quale hanno salutato i chiantigiani al rientro dopo la domenica fra neve e macerie è stato uno solo: "Non dimenticatevi di noi". E nel Chianti c'è gente con grande memoria.
di Antonio Taddei
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























