Le tane delle nutrie minacciano la stabilità degli argini dei corsi d’acqua

L'intervento del Consorzio di Bonifica per riparare i cunicoli scavati dagli animali

CHIANTI FIORENTINO – Roditori provenienti originariamente dal Sudamerica, ma anche specie selvatiche autoctone: sono questi, con i loro scavi per realizzare tane, a compromettere la stabilità degli argini dei corsi d'acqua.

 

Il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno interviene in inverno ma soprattutto d’estate quando i livelli delle acque nei corsi d’acqua grandi e piccoli sono più bassi o addirittura lo scorrimento si riduce ad essere solo sub alveo: durante questa stagione favorevole sono davvero numerosi gli interventi di riparazione delle diverse forature, crepature e strappi rinvenuti sugli argini specie durante e a seguito delle manutenzioni mediante sfalcio della vegetazione sugli oltre 2400 km di sponde su cui taglia il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.

 

I rilevati arginali, benché in terra e ricoperti d’erba, sono comunque strutture artificiali, e come ogni manufatto umano necessitano di controllo, cura e manutenzione prima che la struttura perda la propria compattezza e stabilità, fondamentale per mantenere in alveo gli eventuali alti livelli di piena.

 

Una delle principali minacce alla loro stabilità sono le tane di animali selvatici (nutrie ma anche istrici, tassi, volpi e conigli selvatici), cunicoli anche profondi, scavati con più entrate ed uscite che rischiano di causare effetti di sifonamento e conseguente crollo o distacco di interi segmenti d’argine se sottoposti ad allagamento e pressione.

 

Un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, specie nel pistoiese e in Valdelsa, e a cui il Consorzio si sforza di fare fronte con massima sollecitudine giorno dopo giorno considerato che le strutture arginali arrivano ad essere perforate fino a decine di volte in poche centinaia di metri.

 

Ogni riparazione, frutto della vigilanza di tecnici ed operai consortili e di segnalazioni da parte di comuni, associazioni e cittadini consorziati, può costare da circa 1000 euro per interventi più semplici, eseguiti a mano direttamente dagli operai consortili, in cui si procede a sanare e tappare il buco mediante sacchinatura fino a circa 5000 euro per interventi in cui è necessario l’utilizzo dei mezzi operativi per un vero e proprio sbancamento e risagomatura arginale.

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...