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domenica 14 Aprile 2024
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    Ivan Zuccherofino e la passione per la pesca della carpa: il “Carpfishing” come stile di vita

    25 anni, sancascianese, proprietario dell'edicola a Impruneta, ora vive a Livorno per amore: e ci racconta un mondo della pesca tutto da... scoprire

    IMPRUNETA-SAN CASCIANO – Lui si chiama Ivan Zuccherofino. Ha 25 anni, è nato e ha vissuto per tanti anni a San Casciano.

    Adesso si è trasferito (“per amore” come ci dice lui) a Livorno. E l’amore è davvero forte, visto che poi lavora a Impruneta, come proprietario dell’unica edicola del paese.

    Ivan ha una grande passione. La pesca. E in particolare la pesca della carpa con la tecnica del “Carpfishing”.

    Inoltre, ha deciso di condividere questa sua passione creando e amministrando le pagine Instagram, TikTok e Youtube di “Chianticarpfishing”.

    Perché, inizia a raccontarci, “questo tipo di pesca sta esplodendo a livello social negli ultimi anni”.

    Passione e dedizione quindi. Sia nella pesca che nella condivisione social, “dove piano piano – continua – sto raggiungendo numeri importanti. Specialmente su TikTok, dove il mio ultimo video, pubblicato pochi giorni fa, ha superato le 700.000 visualizzazioni e si avvia verso il milione, con un improvviso aumento di follower. Che da poche centinaia hanno superato le 3.000 persone, in continuo aumento al ritmo di 10/15 ogni ora”.

    Ma, al di là del lato social, la storia di Ivan è davvero interessante. E lui la racconta molto volentieri, con l’obiettivo “di avvicinare i giovani toscani a questo mondo che insegna veramente tante cose”.

    “Come ad esempio – puntualizza – la cura dell’ambiente, la cura dei pesci (che teniamo fuori dall’acqua solo il tempo necessario per fare qualche foto e poi liberiamo), il rispetto per gli altri”.

    “E la bellezza di visitare luoghi incredibili – riprende – che vanno dai piccoli laghi e fiumiciattoli nelle nostre campagne, fino ai grandi fiumi e laghi in tutto il mondo”.

    “Credo che in un mondo post pandemico – prosegue Ivan – dove si parla ogni giorno di ragazzi che hanno perso il senso della semplicità e del rispetto, che si annoiano e si rifugiano dentro a uno smartphone, di “baby gang”, delinquenza e atti vandalici, sia importante far comprendere alle persone che esistono realtà come questa. Dove si sta a contatto con la natura, con se stessi e con gli amici. E dove dal niente si può fare qualcosa di grande”.

    “Con passione e dedizione si può addirittura trasformare tutto questo in un lavoro – continua – Sia tramite il guadagno che ti forniscono i social, una volta raggiunti determinati numeri di visualizzazioni e followers; sia perché alcune aziende del settore richiedono di essere sponsorizzate in cambio merce (come è successo a me); o, addirittura, diventando a tutti gli effetti un loro dipendente stipendiato”.

    “Mi capita spesso di girare in tutta Italia per seguire questa passione – racconta ancora Ivan – e purtroppo spesso veniamo guardati in modo negativo, perché passiamo a volte anche più giorni sulle sponde di fiumi e laghi. Accampandoci e rimanendo lì, nell’attesa di portare questi meravigliosi animali di fronte all’obiettivo: per poi ridargli la libertà”. 

    “Non facciamo niente di sbagliato – rimarca – anzi… spesso cogliamo l’occasione per ripulire gli ambienti che troviamo in condizioni pietose, per via dell’immondizia lasciata dalla gente che frequenta questi luoghi; anche solo per passeggiare o per portare fuori il cane”.

    “Ma quando vedono le tende montate – sottolinea – spesso le persone ci guardano male; vorrei fargli capire che in realtà dovrebbero essere felici, perché possono stare certi che se si tratta di carpisti. E che troveranno il posto più pulito di come era prima: in cambio non chiediamo niente, solo di poter praticare la nostra passione”.

    “Nel Regno Unito ad esempio – Ivan fa questo paragone – la realtà è completamente diversa. Lì questo tipo di pesca richiama centinaia di migliaia di persone da tutta la nazione, creando anche un notevole giro economico e di posti di lavoro per tutto ciò che ne segue”.

    “Ovvero – dice ancora – negozi di articoli specifici, punti di interesse per i pescatori, contributi per la pulizia dell’ambiente, fiere, eventi e molto turismo. Da noi invece, mancando questo tipo di cultura, la situazione è ben peggiore, anche dal lato economico”.

    “Per quanto mi riguarda – conclude – vorrei solo provare, nel mio piccolo, a condividere con più persone possibile tutta questa passione e questo amore profondo. Con la speranza che si riscopra qualcosa che fa parte della nostra storia: e che si è perso per strada”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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