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lunedì 26 Settembre 2022
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    E’ quella allestita (fino al 29 settembre) nella sede di Campi Bisenzio da parte di ChiantiBanca

    CHIANTI-CAMPI BISENZIO – E’ stata inaugurata sabato 14 settembre (si concluderà il 29), nella sede di ChiantiBanca in via Bruno Buozzi a Campi Bisenzio, la mostra “Il cappello e la società campigiana”, che riprende il filo rosso già inaugurato lo scorso anno con “Chianti-Campi uniti da un fil di paglia”.

     

    Una mostra curata da Roberto Tazioli, direttore del Centro di Documentazione Storica di Campi Bisenzio, e inserita all’interno degli eventi de “La Meglio Genìa”, rassegna storica, tradizionale e popolare di Campi Bisenzio. Rassegna che si concluderà il 22 settembre e che vede ChiantiBanca nel ruolo di main sponsor.

     

    Una mostra preceduta da una tavola rotonda, condotta dallo stesso Tazioli. I partecipanti, Claudio Rosati, Paolo De Simonis, Alberto Ciampi, Roberto Lunardi, hanno affrontato il tema sia nella storia locale che nelle problematiche e prospettive attuali. Non meno interessanti le tematiche sulle sul rapporto tra musealizzazione e centri di documentazione in relazione alla società nella storia.

     

    Filo conduttore, e mai come in questo caso il termine è azzeccato, la paglia: “La mostra – spiega Tazioli – può essere interpretata come il sequel della mostra presentata lo scorso anno, nella quale si presentava il legame tra le due terre (Chianti e Piana appunto) intente a produrre il cappello fiorentino”.

     

    “La mostra odierna – tiene a sottolineare – ripercorre invece uno spaccato dell'epoca (dalla metà dell'Ottocento) fino all'eccellenza manifatturiera dei giorni nostri attraverso più sezioni fotografiche”.
    Dove i manufatti sono essenziali: “Le immagini sono impreziosite da oltre 100 cappelli alla moda, sia storici che contemporanei: il tutto grazie alla collaborazione delle aziende che ancora oggi operano nel settore, e ai discendenti delle famiglie di industriali della paglia che ci hanno concesso gentilmente il materiale”.

     

    “La mostra è documentaria – conclude Tazioli – una mostra fotografica quindi. Oltre 160 fotografie inedite che raccontano l'élite delle famiglie più importanti della Piana fiorentina. Secondo me, tuttavia, il punto di forza è rappresentato nell'esposizione di cappelli e manufatti d'epoca. Che di fatto oggi sono pezzi unici e misconosciuti ai più nella società contemporanea”.
     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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