CHIANTI FIORENTINO E SENESE – Un’assenza che pesa più di qualsiasi parola, quella dei sindaci del Chianti fiorentino e senese alla conferenza stampa di venerdì scorso, organizzata dal Consorzio Vino Chianti a Firenze.
Nell’occasione sono stati infatti comunicati alla stampa dati e cifre sul turismo nella zona di produzione del vino Chianti, "che alludono – dicono i primi cittadini, a dir poco arrabbiati – a un territorio “Chianti” inverosimile, dove non compaiono i comuni di Greve in Chianti, San Casciano, Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti e Radda in Chianti, proprio quei comuni entro i cui confini è compreso il vero territorio del Chianti, universalmente inteso come paesaggio simbolo per eccellenza della bellezza delle colline italiane".
“Le colline del Chianti sono solo qui: uniche, irripetibili – tuonano i sindaci – Lo dimostra anche il dato relativo alle presenze turistiche nel territorio degli otto comuni: oltre un milione solo nel 2018. Non è possibile attribuire la funzione di locomotiva turistica a territori della Toscana diversi da questo, unico per storia, bellezza paesaggistica, arte e cultura, quello riconosciuto ufficialmente nel 1716”.
Dal patto di Pontignano, firmato oltre 10 anni fa alla Certosa, riconfermato a Badia a Passignano lo scorso anno i sindaci del Chianti hanno lavorato uniti, consolidando di anno in anno la loro collaborazione. Questo sforzo costante ha permesso il miglioramento dei servizi a cittadini e turisti che ogni anno vivono l'esperienza unica del Chianti. Un territorio che si distingue per rispetto per l’ambiente, eno-gastronomia d’eccellenza, alto artigianato, cultura dell’accoglienza.
“Ma di quale Chianti si sta parlando? – chiedono interdetti i membri della Conferenza dei sindaci del Chianti, ovvero i primi cittadini di Greve, Barberino Tavarnelle, San Casciano, Radda, Castellina e Castelnuovo Berardenga – Non entriamo nel merito della produzione vinicola e della sua denominazione, questione che compete esclusivamente alle realtà produttive del nostro territorio, ma critichiamo chi si attribuisce immeritatamente la vocazione e le potenzialità turistiche di un Chianti ideale".
"Il vero territorio del Chianti – rimarcano – culla di cultura e driver del turismo, è da associare fisiologicamente e storicamente al nostro territorio, la zona di produzione del vino Chianti Classico".
Dopo la costituzione del Distretto Rurale, tanti e di ampio respiro i progetti che occupano l'agenda della conferenza dei sindaci del Chianti.
Tra gli altri, il percorso per la richiesta di candidatura del Chianti a patrimonio dell'umanità Unesco, attivato grazie alla collaborazione con il Consorzio Vino Chianti Classico.
di Redazione
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