SAN CASCIANO – Nei giorni scorsi abbiamo dato conto delle gravissime preoccupazioni da parte della Cgil sulla situazione (annosa) del cotto nella nostra zona.
Considerazioni alle quali aveva replicato, in una lettera pubblicata dal nostro giornale, una lavoratrice della Manetti Gusmano (azienda del Ferrone), che pur ammettendo la situazione generale aveva raccontato quella sua personale, all'interno di un'azienda virtuosa e in salute.
Ed ecco, a stretto giro, la lettera aperta di Marco Carletti, segretario della Fillea Cgil di Firenze (in foto sopra), che si rivolge proprio a lei.
Cara Lucia, La sua replica all’articolo del Gazzettino del Chianti relativamente al settore del cotto le fa onore.
Le fa onore perché ha reso evidente la partecipazione e quindi il phathos che ogni lavoratore e lavoratrice conferisce quotidianamente ai risultati aziendali.
Come organizzazione sindacale ci compete l’onere di denunciare uno stato di fatto di un settore (nel caso di specie) o di una singola azienda.
Il settore del cotto del del Chianti Fiorentino è in gravissima crisi. L’azienda da cui Lei dipende no? Lo sappiamo benissimo, ma una rondine non fa primavera, soprattutto se noi ci siamo riferiti ad un intero settore.
Non potevamo dire: il settore del cotto del Chianti fiorentino è in grave crisi tranne, tizio residente al civico X.
Se saremo bravi a rifuggire il particolarismo e avremo invece la capacità di accettare le sfide che i tempi ci lanciano, ragionando in termini di sistema e di territorio, che creeremo le condizioni per un effettivo rilancio del settore.
Noi non fuggiremo dalla sfida e siamo certi che anche il suo imprenditore saprà “tenere botta” e accettare la stessa sfida, con il piglio costruttivo che lo contraddistingue.
di Redazione
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