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venerdì 1 Luglio 2022
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    Prosegue il progetto di gemellaggio “Cercastorie tra Libano e Italia”

    Prosegue il progetto di gemellaggio “Cercastorie tra Libano e Italia” nel comune di Castelnuovo Berardenga. Dopo la prima fase che ha visto coinvolti i bambini castelnovini nell’illustrazione delle storie scritte dai loro coetanei di Burj al-Shemali, un campo profughi palestinese a est della città di Tiro, ora l’associazione culturale “Ulaia” e l’artista Simonetta Lambertini, promotrice dell’iniziativa, si recheranno in Libano per portare i libri frutto del lavoro congiunto dei paesi gemellati.

    Il progetto. “Cercastorie tra Libano e Italia” è un progetto diretto dall’artista Simonetta Lambertini con la collaborazione di Anita Piccolo e rappresenta la tappa palestinese della più ampia iniziativa “Cercastorie” nata nel 2006, con l’intento di affiancare bambini palestinesi a bambini italiani per dare vita a un lavoro creativo tra arte e letteratura in cui ognuno è portatore di culture diverse. Il progetto si svolge grazie all’impegno della biblioteca dell’associazione palestinese “Alhoula” nel campo profughi di Burj al Shemali e, in Italia, alle diverse biblioteche e agli Istituti scolastici di secondo grado inferiore e superiore. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet www.ulaia.org.
     

    “I rapporti fra Castelnuovo e il Libano – spiega l’assessore alla cultura – durano ormai da molti anni sin dalla realizzazione, insieme alla Regione Toscana e all'ong Movimondo, di una ludoteca-centro ricreativo. Successivamente, l’impegno a favore di questo Paese, è continuato nel febbraio del 2011 con l’organizzazione della mostra fotografica-reportage di Fabio Cappelli sui campi profughi palestinesi nelle frazioni di Villa a Sesta e Vagliagli".

     

    "E’ in quella occasione – prosegue – che abbiamo conosciuto le associazioni Scorribanda e Ulaia, impegnate in un progetto di collaborazione in ambito musicale con i giovani dei campi profughi a cui l’amministrazione ha aderito. L’Istituto scolastico G. Papini è stato coinvolto in un secondo progetto dell’associazione Ulaia, includendo gli alunni della scuola primaria in una sorta di dialogo continuo fra infanzie di mondi diversi. Così ecco che le parole, le fiabe, le tradizioni e i disegni si fanno tramite per un dialogo di libertà, una libertà che ancora manca nei campi profughi libanesi”.

    “Quella dei campi in Libano – conclude l’assessore – è una situazione politica e sociale complessa che si trascina da decine di anni e che non abbiamo la presunzione di poter risolvere senza l'ausilio di adeguate politiche internazionali. Ma la pace e la libertà sono fiori che nascono prima di tutto nel nostro modo di pensare individuale e collettivo, e investire su questi temi è oggi più che mai fondamentale”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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