lunedì 10 Agosto 2020
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    Coronavirus e sovraffollamento domestico, Rossi firma una nuova ordinanza: positivi inviati in albergo

    Per scongiurare il moltiplicarsi di questo tipo di focolai domestici e gestire al meglio i casi di contagio intrafamiliare. I sindaci possono obbligare

    FIRENZE – In Toscana nelle ultime 2 settimane sono stati registrati 3 cluster familiari a Cortona, Pian di Scò e Impruneta.

    Sono 18 persone straniere, provenienti da Paesi extra Schengen per cui vige l’obbligo della quarantena, che rappresentano più del 40% dei nuovi casi registrati.

    Nella maggior parte dei casi si tratta di casi prodotti dal sovraffollamento familiare.

    Per scongiurare il moltiplicarsi di questo tipo di focolai domestici e gestire al meglio i casi di contagio intrafamiliare, considerato che in questi casi l’isolamento dei positivi è determinante, il presidente Enrico Rossi ha firmato oggi una nuova ordinanza intitolata “Ulteriori misure di contenimento del contagio in ambito familiare e abitativo”. 

    Nel testo si dà ai sindaci il mandato di adottare provvedimenti per trasferire le persone che risultino positive negli alberghi sanitari, fino ad oggi era possibile solo su base volontaria, eliminando così una delle principali cause di trasmissione del virus.

    I sindaci possono procedere grazie all’adozione delle ordinanze contingibili e urgenti a tutela della salute pubblica in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica, a carattere esclusivamente locale, previste dall’articolo 50 del Testo unico degli enti locali (D.lgs. 18 agosto 2000, n.267). In caso di inosservanza le sanzioni vanno da 500 a 5.000 euro.

    Per tutti i contatti stretti delle persone colpite, familiari e non, saranno attivati controlli a tappeto, isolando e allontanando da casa via via tutti coloro che risulteranno positivi.

    Aumenteranno anche i test molecolari e sierologici per le persone di queste comunità, caratterizzate anche da alta mobilità all’interno del territorio regionale e ricche di momenti di incontro collettivi.

    Si tratta di persone per cui, anche a causa delle difficoltà linguistiche, è difficile essere informate sull’andamento epidemiologico generale.

    Vengono quindi invitati i Comuni ad attivare iniziative di comunicazione, nelle lingue parlate dalle principali comunità presenti in Toscana, con le principali precauzioni da prendere per evitare il contagio.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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