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mercoledì 17 Agosto 2022
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    Economia e Covid, Enrico Rossi: “Toscana regione forte. Dagli investimenti la spinta per la ripresa”

    “Il rapporto Irpet fornisce un’analisi preoccupata della realtà toscana. Una realtà economica e sociale dolorosa. Ma questa realtà si può combattere..."

    FIRENZE – Toscana regione forte che saprà riprendersi grazie ai propri asset e alla qualità esportata nel mondo.

    Ma occorrono investimenti, e sblocco di opere che attendono da anni, per creare occupazione e ricchezza.

    Questa la risposta del presidente Enrico Rossi di fronte all’analisi, dura, che emerge dal rapporto Irpet presentato nei giorni scorsi a Palazzo Strozzi Sacrati sugli effetti economici prodotti dall’emergenza sanitaria.

    “Il rapporto – ha detto Rossi – fornisce un’analisi preoccupata e dolorosa della realtà toscana. Una realtà economica e sociale dolorosa. Ma questa realtà si può combattere, come del resto ci insegna la storia della Toscana negli ultimi 10 anni. Questo grazie agli asset di cui disponiamo e che in questi anni si sono distinti nella conquista dei mercati internazionali, grazie alla loro qualità”.

    “Disponiamo di tanti settori innovativi – ha aggiunto – accanto ai quali però spiccano alcuni distretti storici come yacht e cantieristica navale, la farmaceutica, il cartario, la moda, l’agroalimentare, l’orafo, il marmo, la camperistica. Tutti con le proprie criticità attuali ma tali da rendere la Toscana una regione forte. Senza trascurare la capacità di attrazione degli investimenti per la quale siamo diventata la prima regione italiana”.

    La spinta per uscire da questa situazione complicata, resa ancor più difficile dall’emergenza sanitaria, può arrivare dagli investimenti.

    “Occorre passare – ha sottolineato Rossi – da una media annua di 2 miliardi a una di 5/6. E’ del resto la richiesta che feci una anno fa, siglando il patto per lo sviluppo: accelerare la spesa in sanità, quella per l’assetto idrogeologico, per la scuola, per le infrastrutture come la Tirrenica, completare il porto di Piombino e rilanciare la produzione di acciaio, sviluppare il porto di Livorno e l’aeroporto di Firenze. Insomma sbloccare tante opere attualmente ferme. Solo con gli investimenti il Pil potrà riprendere a salire e si potrà garantire lavoro a chi lo ha perso in questi mesi ed evitare così di dare sfogo alla rabbia sociale”.

    Ovviamente lo Stato dovrà fare la sua parte permettendo alle Regioni di spendere.

    “Ci sono i soldi che potrebbero arrivare dal Mes (2,3 miliardi a interessi zero per la Toscana), dal recovery fund (a fondo perduto), quelli legati ai prestiti – ha spiegato Rossi – una massa ingente di denaro e che andrà a sommarsi a quelli del bilancio Ue legati al nuovo settennato. E’ indispensabile che lo Stato smetta di distribuire denaro a pioggia, con un assistenzialismo generico, ed indirizzarli verso chi fa investimenti e crea occupazione”.

    “Oltre a garantire un reddito minimo a chi è a casa e deve poter sopravvivere – ha evidenziato – Ho fiducia in questa regione e le crisi precedenti, recenti, hanno dimostrato che abbiamo saputo crescere, stando al passo delle regioni del nord. Lavoro, sviluppo e occupazione sono i punti fondamentali”.

    Sulla stessa linea anche il commento di Stefano Casini Benvenuti, direttore di Irpet: “L’emergenza sanitaria ha colpito duramente la Toscana proprio nei suoi due punti di forza di questi anni: export e turismo. La caduta del Pil, rispetto a quella del dato nazionale, è stata quindi più accentuata. Ci sarà una ripresa ma inferiore, dato che quella legata ai flussi turistici non sarà così rapida come per altri settori”.

    “La Toscana è frenata nella sua crescita – ha concluso Casini Benvenuti – che non riesce ad essere superiore all’1% e solo ingenti investimenti pubblici possono diventare la chiave per far salire questo dato. Se questo avverrà, sommato alla ripresa di turismo e export, allora potremo essere ottimisti per il futuro”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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