martedì 24 Novembre 2020
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    Giani (da ieri) dà in anteprima i dati sul Covid in Toscana: ma sui tamponi così non va bene…

    Lo fa dando il numero comprensivo degli antigenici. Che non servono per la diagnosi (serve il molecolare), quindi "gonfiano" il dato. Viviamo momenti in cui servono precisione e trasparenza per avere autorevolezza

    Da due giorni (ieri e oggi) il presidente della Regione, Eugenio Giani, dà in anteprima, con un post sui suoi canali social a metà mattinata, il dato sui nuovi casi positivi al Covid-19 in Toscana.

    L’attesa del bollettino regionale, che arriva sempre nel primo pomeriggio, viene quindi anticipata dal presidente Giani. Fin qui niente di strano, ci mancherebbe.

    Evidentemente Giani, in particolare da quando siamo passati in zona rossa, sente il bisogno di tenere aggiornati i cittadini al massimo possibile.

    In particolare in un momento come questo, nel quale la crescita esponenziale è stata fermata, Ma c’è bisogno di serrare i ranghi per spingere verso il basso la curva epidemica. 

    Quello che però non capiamo, o meglio non riusciamo a comprendere, è il secondo dato che Giani dà nella sua anteprima mattutina. Ovvero quello sul numero dei tamponi.

    Come ormai sappiamo infatti, il numero dei tamponi molecolari effettuati è un indicatore fondamentale per giudicare l’incidenza dell’epidemia.

    Regione Toscana, con grande correttezza, ogni giorno dà il dato scorporato in due numeri: il numero di tamponi complessivo (ovvero delle persone testate per la prima volta e dei tamponi di controllo) e il numero dei tamponi di primo test, ovvero quelli che per la prima volta valutano se la persone è positiva o meno.

    E in base al numero dei casi positivi rintracciati dà le due percentuali: quella dei positivi/tamponi totali e quella dei positivi/testati per la prima volta.

    Ecco, sia ieri che oggi il presidente Giani dà un dato dei tamponi che, alla luce di quanto detto (e della prassi in essere fin da febbraio scorso), è fuorviante.

    Ovvero sommando ai tamponi molecolari, quelli che ad oggi sono l’unico standard per la diagnostica ufficiale, sulla base dei quali vengono calcolati tutti i dati (e prese le decisioni), i tamponi antigenici rapidi.

    Tamponi antigenici che servono come screening: se sei positivo all’antigenico, allora vieni sottoposto al molecolare. E quello e solo quello certificherà positività o negatività.

    Quindi, ieri Giani parlava di “2.207 positivi su un totale di 22.129 tamponi effettuati”.

    No, non è così: i 2.207 positivi di ieri erano su un totale di 18.442 tamponi totali (compresi quelli di controllo) o, volendo, su 8.340 soggetti testati per la prima volta.

    A 22.129 tamponi si arriva sommando ai 18.442 tamponi molecolari i 3.687 tamponi antigenici. Che, come detto, non fanno né diagnostica né statistica.

    Oggi lo stesso. Il presidente stamani comunicava “1.892 casi positivi su un totale di 23.027 tamponi effettuati”.

    Anche qui non ci siamo: i tamponi totali effettuati (compresi quelli di controllo) sono 18.527. Le persone testate 7.766. A quel numero quindi Giani arriva sommando i 4.500 tamponi antigenici rapidi comunicati da Regione Toscana nel bollettino pomeridiano.

    Perché quindi inserire anche gli antigenici nel computo generale? Non sta a noi dirlo. Sicuramente con gli antigenici si dà l’impressione di una “tamponatura” ancora maggiore.

    Che però non ha riscontri né nella diagnostica ufficiale dell’infezione, né nel calcolo delle percentuali. Né nelle decisioni che arriveranno in futuro.

    Quindi, se possiamo permetterci, il presidente continui pure a dare l’anteprima dei dati al mattino. La seguiremo con interesse e attenzione. Ma dal numero dei tamponi tolga gli antigenici.

    Seguiamo questa pandemia fin dal primo giorno. Cercando di essere accurati e precisi al massimo possibile. Non è una questione secondaria.

    Viviamo tempi molto difficili. Servono il massimo della trasparenza e della precisione. Che vogliono dire anche, a cascata, autorevolezza.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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